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Artrosi anca

 
  
 

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Informazioni sulla patologia: sintomi, possibili cause, termini connessi & articoli

Artrosi all’anca: è una patologia articolare degenerativa che colpisce l’articolazione coxofemorale, causata da un eccesso di compressione a carico dell’articolazione stessa. E’ tipica dell’età avanzata, ma talvolta compare anche nell’individuo adulto. Ci sono casi di quarantenni con protesi bilaterale dell’anca.
La cartilagine che riveste i capi articolari (in questo caso la testa del femore e l’acetabolo) si usura in modo anomalo e si assottiglia progressivamente. Se si arriva al punto di usura totale, si verifica lo sfregamento di osso contro osso. In tal caso l’intervento chirurgico risulta pressoché inevitabile.
Ma fino a quando permane una parte di cartilagine, anche se assottigliata, vi è ancora la probabilità di un recupero del movimento, della riduzione e scomparsa dei dolori, del recupero di una vita normale. E’ necessario che vengano eseguiti dei test chinesiologici e test posturali, grazie ai quali scoprire quanto è possibile agire per ovviare all’intervento chirurgico, o quantomeno per posticiparlo.
Degno di menzione è il fatto che il paziente avverte dolori dentro l’anca, all’inguine, per colpa dell’eccesso di tensioni muscolari che imprigionano l’articolazione stessa. In tal caso il paziente ha difficoltà a muoversi e qualsiasi consiglio che gli si fornisca in relazione al movimento, o peggio ancora al potenziamento (anche della sola cyclette), si rivela non adeguato. Questo accade proprio perché, essendo già l’anca prigioniera di un eccesso di tensioni (infatti non si muove più), il semplice movimento – anche se leggero – o il potenziamento contribuiscono ulteriormente all’opera di distruzione delle ultime parti di cartilagine ancora avanzate.
Quindi si devono in primo luogo allentare le tensioni dell’anca, ovvero bisogna ridare libertà all’articolazione stessa allungando le catene muscolari (così da allentare la compressione all’interno dell’articolazione). Dopo questo primo passo, il movimento sarà di nuovo possibile. Tale tecnica, utilizzata da anni, è molto funzionale.

 

Sintomi dell’artrosi all’anca: alcuni biologi sostengono che le nostre articolazioni sono fatte per poter funzionare sino a 120 anni. Se si considera un paziente di 50 anni, già costretto a ricorrere all’intervento di artroprotesi, si può ben immaginare che qualcosa non sia andato per il verso giusto. E’ come acquistare un’automobile che è stata concepita e costruita per percorrere almeno 150.000 km, e ritrovarsela distrutta dopo appena 60.000 km… forse ci adireremmo col costruttore! Ma questi potrebbe evadere le nostre rimostranze, indicando che tutte le altre auto funzionano bene e a lungo nel tempo. Allora, sarebbe legittimo ipotizzare che la nostra automobile non sia stata utilizzata secondo i principi dovuti, il che equivale a dire, per il nostro corpo, secondo le appropriate norme igieniche e salutistiche. Qualcosa di sbagliato c’è: va scoperto che cosa, dove e quando.Fino a quando è possibile, vanno trovati rimedi fisiologici. In extremis, c’è l’artroprotesi.
Quali sono i sintomi che si riscontrano nel caso dell’artrosi? Ancor prima che inizi l’usura cartilaginea, qualcosa deve succedere affinché compaia dentro l’anca quella compressione che poi porterà alla consumazione delle cartilagini. Un trauma, o altro. Tale compressione può manifestarsi con tensioni nei movimenti, qualche piccola fitta, disagio a camminare a passo lungo (si rende necessario ridurre l’ampiezza del passo, aspetto di cui nessuno si accorge o a cui nessuno dà importanza). Poi possono insorgere infiammazioni, fitte più insistenti dentro l’anca o all’inguine, che a volte abbracciano tutta l’articolazione. Fino ad arrivare, a causa del dolore, ad una fortissima riduzione del movimento e quindi alla vera e propria impossibilità meccanica di compierli, per via della stretta morsa dei muscoli che imprigionano l’anca.
Ecco quindi la ridotta mobilità nei movimenti di rotazione, abduzione, flessione ed estensione. L’artrosi all’anca, oltre a comportare difficoltà di movimento, spesso provoca dolore, a volte insopportabile.
Quando la patologia è in stato avanzato si associano anche alterazioni ossee (addensamenti, formazioni di cavità e geodi, neoformazioni di protuberanze ossee, ecc…), ispessimento della sinovia e rigidità delle capsule articolari. La concomitanza di questi fattori conduce nel tempo all’artrosi deformante.
L’ulteriore avanzamento della patologia e del dolore all’anca sono le cause per cui risulta difficoltoso mettersi le calze, calzare le scarpe, indossare i pantaloni, accavallare le gambe, salire e scendere le scale, divaricare le gambe, etc.
Quando non ci si prende cura di questo problema in tempo utile, con l’obiettivo di risolverlo alla fonte (la causa dell’artrosi all’anca potrebbe infatti provenire da altre parti del corpo, per effetto delle catene muscolari), il nostro corpo mette in atto un meccanismo naturale di difesa: limita o blocca il movimento in modo progressivo o completo. Tale meccanismo di riduzione del movimento o di blocco ha proprio il compito di non far avvertire il dolore. Ecco perchè, dopo numerose fasi acute e croniche, il dolore in alcuni casi si riduce, diventa silente, sparisce.
In realtà, però, a distanza di tempo verranno a crearsi altri problemi in altre parti del corpo. Infatti, a fronte di una zona che non partecipa più al movimento per la normale sopravvivenza, altre zone del corpo si ritrovano obbligate a farsene carico. E proprio in tali zone coinvolte nasceranno lentamente nuove patologie, dapprima di tipo infiammatorio (per il superlavoro) poi dei veri e propri processi artrosici. In questo processo, la zona lombare è una delle prime a risultare colpita, e può manifestare il suo disagio attraverso il mal di schiena, ma in questo caso si tratta di un effetto dell’artrosi all’anca.
Il fenomeno sopra descritto viene messo automaticamente in atto dal corpo in qualsiasi sua parte, seguendo sempre la stessa modalità.
 
Possibili cause dell’artrosi all’anca:le cause che possono scatenare un’artrosi all’anca possono quindi essere le seguenti: l’età avanzata, i fattori ereditari predisponenti, le conseguenze del nostro frenetico stile di vita quotidiano (posture alterate o viziate, stress, ansia, preoccupazioni, sport violenti o traumatici, mancanza di movimento, etc.), ma anche disbiosi intestinali croniche (alterazioni dell’equilibrio della flora batteria dell’intestino), alterazioni posturali della colonna vertebrale, blocchi diaframmatici, cicatrici, traumi, dolore al ginocchio, alluce valgo ecc..
Quando l’artrosi all’anca non è giustificata da fattori traumatici noti, bisogna pensare a scorrette abitudini posturali, alimentari, a microtraumi ripetuti, etc. Comunque sia, tutte le possibili cause e concause si traducono in un eccesso di tensione muscolare e legamentosa, che intrappola e comprime l’articolazione stessa.
 
Possibili effetti dell’artrosi all’anca: ogni dolore è in grado di alterare le normali funzioni del corpo, anche la semplice camminata, e come tale la persona si vedrà costretta a compensare con la schiena o con altre aree. Ecco pertanto nuove conseguenze: alterazione delle curve della colonna vertebrale, dolore localizzato all’anca, alterazione delle curve posturali generali, scoliosi, mal di schiena o lombalgia, riduzione della massa muscolare, alterazioni del bacino, notevole riduzione del movimento e deambulazione alterata.
 
Termini connessi alla patologia: artrosi all’anca, coxoartrosi, dolore all’anca, lussazione e sublussazione anca, displasia dell’anca, artrosi deformante, artroprotesi, protesi dell’anca, intervento chirurgico all’anca, dolore inguinale, rigidità anca, scoliosi, mal di schiena, lombalgia, riduzione movimento, alterazione curve colonna vertebrale, blocchi diaframmatici, cicatrici, traumi, infiammazione, colonna vertebrale, posturologia, postura, muscoli, esercizi, rimedi, cura, patologia, dolore, operazione chirurgica, intervento.
 
Per un approfondimento della patologia si segnalano gli articoli del prof. Raggi:

DIAGNOSI & TERAPIA - Anno XXV n° 2, 20 Febbraio 2006
La parola al paziente: un caso di artrosi bilaterale alle anche… “Finalmente posso ricominciare a fare sport!”

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TERAPIA MANUALE E RIABILITAZIONE - Anno 5° n° 2, Giugno 2003
La coxoartrosi: come i muscoli possono divenire responsabili dell’artrosi all’anca

IL MASSOFISIOTERAPISTA - Anno 2 – Settembre 2004
Artrosi dell’anca

DIAGNOSI & TERAPIA - Anno XXII n° 10, 20 Dicembre 2003
L’artrosi del tratto cervicale, lombare e dell’anca. Come può intervenire la posturologia nei casi di artrosi?

 
 
Testimonianze di pazienti che sono migliorati grazie al riequilibrio posturale

PREMESSA IMPORTANTE: i casi sotto riportati sono il risultato di un lavoro di equipe da parte dei nostri posturologi, chinesiologi, chinesiterapisti, massofisioterapisti, docenti Pancafit®, Metodo Raggi®.
I pazienti sono stati tutti trattati con il Metodo Raggi®, metodica che si avvale dell’attrezzo Pancafit® per rendere il lavoro più facile, veloce e con risultati statisticamente più elevati.

N.B. Tra i molti casi da noi trattati sono stati scelti solo questi, in quanto descrivibili in modo semplice e scorrevole, senza il ricorso ad una terminologia prettamente scientifica, poco apprezzata da un pubblico non specializzato nel settore riabilitativo.

I nostri terapisti sono a disposizione per chi desiderasse ulteriori informazioni. 
 
 cliccare sul titolo per leggere il caso completo
 
"L’importanza dello stretching"
Chi: Paziente di 44 anni – sesso maschile – scenografo
Sintomi: Forti dolori all’anca sinistra e difficoltà nei movimenti
Causa scatenante: Trauma alla caviglia destra e pubalgia, con forti retrazioni dei muscoli degli arti inferiori
Sedute posturali eseguite: N° 12 e utilizzo quotidiano di Pancafit a casa
Risultato: Dolore acuto scomparso, rimangono alcuni episodi di lieve dolore. Migliorata la mobilità. Dopo alcuni mesi ha ripreso a correre
 
“Io non mi fido!”
Chi: Paziente di 75 anni – sesso femminile – pensionata
Sintomi: Dolori all’anca sinistra per grave coxoartrosi
Causa scatenante: Caduta sulla schiena tre anni prima
Sedute posturali eseguite: N° 15
Risultato: Completa scomparsa dei disturbi
 
“Come tornare un uomo in gamba!”
Chi: Paziente di 54 anni – sesso maschile – pensionato
Sintomi: Coxoartrosi alle anche con forti dolori che si estendono dall’inguine fino al ginocchio. Crampi ai piedi
Causa scatenante: Caduta da cavallo 10 anni prima
Sedute posturali eseguite: N° 13
Risultato: I dolori e i crampi sono scomparsi: riesce finalmente a salire le scale e ad allacciarsi le scarpe. Inoltre è tornato a camminare in montagna e a cavalcare
 
Lettera aperta consegnataci dal Sig. Massimo Accornero
Chi: Paziente di 41 anni – sesso maschile – motociclista
Sintomi: Coxoartrosi con forte infiammazione all’anca e alla schiena e conseguenti problematiche per guidare la moto da corsa
Causa scatenante: Molteplici traumi collegati al motociclismo e un fenomeno congenito di “coxa-profunda”
Sedute posturali eseguite: Sedute settimanali attualmente in corso e utilizzo di Pancafit®, anche a casa, sia prima che dopo le prove e le gare in moto
Risultato: Notevole riduzione della sintomatologia dolorosa e incremento dell’elasticità muscolare
 
“A 38 anni non mi muovevo quasi più…”
Chi: Paziente di 38 anni – sesso maschile – agente di commercio
Sintomi: Zoppia, dolore gambe, dolori gluteo e inguine
Causa scatenante: Violento colpo di frusta 12 anni prima e trauma al ginocchio destro giocando a calcio
Sedute posturali eseguite: N° 7
Risultato: Totale scomparsa dei dolori
 
“Finalmente posso ricominciare a fare sport!”
Chi: Paziente di 47 anni – sesso maschile – sportivo
Sintomi: Dolore invalidante all’anca sinistra per coxoartrosi bilaterale.
Causa scatenante: Ingessatura del ginocchio sinistro all’età di 20 anni, per trauma distorsivo alla caviglia
Sedute posturali eseguite: N° 15 sedute posturali, con parallelo utilizzo di Pancafit a casa (a partire dalla 4a seduta)
Risultato: Scomparsa del dolore e ripresa dell’attività sportiva
Solo un lieve indolenzimento sotto carico
 
“A 72 anni sono di nuovo libera di muovermi!”
Chi: Paziente di 72 anni – sesso femminile – casalinga
Sintomi: Dolori insopportabili all’anca. Immobilità a letto e impossibilità di riposare
Causa scatenante: Operazione per coxoartrosi 11 anni prima
Sedute posturali eseguite: N° 8, poi la paziente ha proseguito con autotrattamenti con Pancafit® a casa propria
Risultato: Scomparsa dei dolori; la paziente è tornata a camminare senza bastone, a dormire ed a svolgere le faccende domestiche
 
Chi: Paziente di 40 anni – sesso maschile – coordinatore cartotecnico
Sintomi: Dolore alle anche, soprattutto la sn, per grave coxartrosi.
Causa scatenante: Indolenzimento e limitata flessione del ginocchio destro
Stiramento dell’adduttore sinistro a 20 anni e ripetuti traumi alle ginocchia
Sedute posturali eseguite: N° 8
Risultato: Dolore alle anche praticamente scomparso. Maggiore libertà di movimento e aumento notevole delle flessibilità. Netto miglioramento della prestazione sportiva.