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Cervicalgie: tre terapie fisiche a confronto – Metodo Raggi® con Pancafit® e terapia fisica tradizionale con lingua sullo spot retroincisivo valutazione degli esiti con particolare riferimento a postura e dolore
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dai Dott. Gianluca Secco e Alessandro Battaglin (Formazione Metodo Raggi®), studenti del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2004/2005.

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 82 pagine.
 
1. Introduzione
Abbiamo deciso di effettuare questo confronto su una patologia come la cervicalgia perché pensiamo sia strettamente collegata alla condizione posturale dei soggetti ed in particolare alle catene miofasciali. Tutto il peso della testa è, infatti, sostenuto dalla colonna. Per mantenere questa posizione verticale, caratteristica della specie umana, esiste un’attività tonico-posturale che, attraverso contrazioni isometriche antagoniste ripetute, mantiene il corpo nella posizione corretta. Si definisce la postura come “la posizione del corpo nello spazio e la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici, il cui fine è il mantenimento dell’equilibrio sia in condizioni statiche che dinamiche, cui concorrono fattori neurofisiologici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali, legati anche all’evoluzione della specie” (F. Scoppa, 2002). Il concetto di postura, quindi, non si riferisce ad una condizione statica, rigida e prevalentemente strutturale, ma si identifica con il concetto più generale di equilibrio, inteso come “ottimizzazione“ del rapporto tra soggetto e ambiente circostante.
 
2. Scopo
Siamo partiti dal metodo del Prof. Raggi, per metterlo a confronto diretto con esercizi fisici “tradizionali” basati su una visione analitica dell’essere umano. Su questo impianto abbiamo inserito un terzo elemento di confronto: viste le importanti relazioni che la lingua intreccia con la regolazione della postura e le catene miofasciali, si è voluto verificare se la corretta posizione a riposo della lingua, durante l’esecuzione degli esercizi, possa influenzarne o meno la loro efficacia. Se è vero che le cervicalgie, escludendo patologie neoplastiche, traumatiche o neurologiche in atto, possono dipendere da un deficit posturale, lavorando con la tecnica di “allungamento muscolare decompensato” su Pancafit®, basata sul riequilibrio delle catene miofasciali si dovrebbe ottenere un miglioramento dei parametri del dolore, della flessibilità, della mobilità articolare e posturali. Per verificare la validità del metodo, oltre alla valutazione dei vari parametri monitorati prima e dopo il trattamento, si confronteranno questi dati con quelli ottenuti dall’applicazione di una terapia “tradizionale” con esercizi mirati derivati dall’educazione fisica compensata e adattata. All’interno di questa ricerca, avendo selezionato pazienti con sospetta malposizione della lingua, un gruppo di questi eseguirà gli esercizi proposti con la lingua nella corretta posizione di riposo “allo spot”, per verificare se questa possa apportare significativi miglioramenti dei parametri monitorati.
 
3. Materiali e Metodi
Sperimentazione con 60 soggetti di ambo i sessi compresi tra i 20 e i 60 anni affetti da cervicalgia e con scorretta posizione della lingua a riposo: 30 soggetti trattati dal prof. Battaglini suddivisi in due gruppi: 15 con Metodo Raggi®-Pancafit® e 15 con Metodo Raggi®-Pancafit® e lingua posizionata allo spot; 30 soggetti trattati dal prof. Secco suddivisi in due gruppi: 15 con esercizi di educazione fisica adattata e 15 con esercizi di educazione fisica adattata e lingua posizionata allo spot.
Lo studio si è svolto in tre fasi:
 
Prima fase – reclutamento pazienti attraverso criteri di inclusione ed esclusione. Il malposizionamento della lingua è stato da noi valutato con test di Unterberger normale e con lingua allo spot retroincisivo, test kinesiologico del deltoide, interrogazione del paziente. Formazione dei due gruppi campione che lavoreranno con lingua posizionata allo spot trattamento AMGD PANCAFIT® (15 soggetti) e trattamento EDUCAZIONE FISICA ADATTATA (15 soggetti) e dei due gruppi di controllo che lavoreranno senza lingua posizionata allo spot con i medesimi criteri. Anamnesi, analisi posturale con valutazione frontale e sagittale, flessione busto in avanti, rotazione della testa con spalle bloccate. Compilazione scale di valutazione soggettiva del dolore VAS (Scala Analogica Visiva) e PPI (Present Pain Intensity Index), questionario di valutazione percettiva del dolore QBPDS (Quebec Back Pain Disability Scale).
 
Seconda fase – è formata da un ciclo di trattamento individuale di 6 incontri di 45’ a cadenza settimanale per sei settimane consecutive per tutti e i gruppi (controllo e campione).
 
Terza fase – incontro finale con ripetizione degli stessi test e questionari della prima fase, confronto con i dati iniziali e valutazioni sull’efficacia delle diverse strategie in funzione delle variazioni sintomatologiche e posturali.
 
4. Risultati
I dati rilevati, eccetto il test di Unterberger, ci consentono di rifiutare l’ipotesi che le metodiche di lavoro applicate raggiungano lo stesso esito, in particolare indicano che la tecnica AMGD PANCAFIT® con LINGUA POSIZIONATA SULLO SPOT RETROINCISIVO (CLAS) fornisce i migliori risultati in merito a dolore, flessibilità e mobilità articolare, seguita da AMGD PANCAFIT® senza posizionamento della lingua, dall’EDUCAZIONE FISICA ADATTATA con posizionamento della lingua sullo spot retroincisivo e dall’EDUCAZIONE FISICA ADATTATA senza posizionamento della lingua.
compare.gallo4 1 Fig. 1: Confronto tra i valori di miglioramento della VAS (massimo, minimo e la media) per tutti i gruppi di lavoro.
secco.battaglin21 Fig. 2: Confronto tra i valori di miglioramento della flessione del busto in avanti (minimo, massimo e la media).
secco.battaglin31 Fig. 3: Aumento dei gradi di rotazione del capo ottenuti al termine del lavoro in riferimento al numero dei soggetti per ogni gruppo di lavoro.
Rispetto alla postura i dati rilevati sono sostanzialmente immutati tra inizio e fine trattamento e non consentono di rifiutare l’ipotesi che le metodiche di lavoro applicate abbiano lo stesso risultato.
Analogo esito è emerso anche rispetto al test di Unterberger, nonostante in questo caso si siano rilevati dei miglioramenti che corrispondono all’ordine di efficacia dei metodi utilizzati.
secco.battaglin41 Fig.4 : Confronto tra i dati del test di unterberger prima e dopo il lavoro per ogni gruppo della ricerca.
 
5. Conclusioni
Possiamo affermare che la nostra ricerca ha dimostrato l’efficacia del Metodo Raggi® AMGD PANCAFIT®, confrontata con una tecnica derivata dall’educazione fisica adattata. Ciò è confermato inequivocabilmente da tutti i dati rilevati dal confronto tra le prove riguardanti il dolore (PPI, VAS, QPBDS), la flessibilità (Test Flessione) e la mobilità articolare (Test rotazione collo).
Il vero aspetto innovativo è l’aver sperimentato e dimostrato l’importanza della corretta posizione della lingua durante l’esecuzione degli esercizi. Con questo semplice accorgimento entrambi i gruppi campione hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto ai gruppi di controllo. Il mancato miglioramento dei parametri posturali pensiamo sia dovuto all’esiguo numero di sedute praticate, insufficiente per creare modificazioni del Sistema Tonico Posturale attraverso l’entrata rachidea e la propriocezione delle catene miofasciali. In definitiva speriamo che questo lavoro possa essere di aiuto a tutti i terapisti che lo condivideranno e soprattutto ai loro pazienti.
Valutazione delle modifiche del dolore su soggetti lavoratori che presentano algie del rachide, utilizzando il Metodo Raggi® Pancafit® con gestione autonoma, in ambiente aziendale
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dai dott. Raffaella Compare, Rita Gallo, Pierluigi Eredi (Formazione Metodo Raggi®), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli studi “La Sapienza” di Roma A.A. 2005/2006

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 69 pagine.
 
1. Introduzione
Le affezioni cronico-degenerative della colonna vertebrale sono di frequente riscontro presso le più disparate collettività lavorative dell’industria, dell’ agricoltura e del terziario. I disturbi muscolo-scheletrici, meglio conosciuti come disturbi da stress fisici ripetuti, sono dovuti a posture statiche prolungate: frequenti flessioni e torsioni del tronco, sollevamenti e spostamenti di carichi. Da molti anni le patologie della colonna vertebrale rappresentano nei paesi industrializzati una delle maggiori cause di assenza dal lavoro. Il dato maggiormente rilevato negli studi epidemiologici delle malattie muscolo-scheletriche è rappresentato dall’insorgenza del dolore; per questo il lavoratore affetto da tali disturbi si assenta più frequentemente. Per la società è importante dunque che le persone possano lavorare in buone condizioni di salute fino all’età della pensione e che possano contribuire al prodotto interno lordo.
 
2. Scopo
Scopo della tesi è quello di proporre ai datori di lavoro di medie e grandi aziende, una nuova iniziativa organizzativa, sanitaria e riabilitativa destinata a migliorare le condizioni di salute dei lavoratori (specie quelli affetti da disturbi muscolo-scheletrici) sul posto di lavoro, senza la necessità di doversi assentare per cure domiciliari o per terapie fisiche presso strutture del SSN. Il nostro studio descrive come sia stato possibile all’interno degli ambienti lavorativi (Unità aziendali, Fabbriche, Uffici ecc.) sottoporre a trattamento con Pancafit® i lavoratori che lamentavano disturbi muscolo-scheletrici al fine di ottenere riduzione della tensione muscolare, attenuazione dei dolori e contratture muscolari, prevenzione e limitazione dei traumi dell’apparato locomotore, miglioramento dell’esecuzione e della coordinazione tecnica (piu’ efficace ed economica), miglioramento della circolazione sanguigna e conseguente facilitazione della fase di recupero e di riscaldamento, esecuzione dei movimenti in maniera più ampia quindi anche più veloce, miglioramento della consapevolezza del proprio corpo e agevolazione del rilassamento generale.
 
3. Materiale e Metodi
La ricerca è organizzata rispettando criteri d’inclusione ed esclusione, attraverso modi che seguiranno:
 
Criteri di inclusione:
  • Lavoratori di entrambi i sessi
  • Età compresa tra 30 – 60 anni
  • Addetti alla stessa mansione da almeno 4 anni
  • Algie del rachide da almeno 12 mesi
Criteri di esclusione:
  • Patologie neoplastiche in atto
  • Dismorfismi
  • Esiti di traumi recenti
  • Ernie del disco
  • Terapie con FANS o corticosteroidi in atto
  • Malattie del Sistema Nervoso centrale
  • Osteoporosi grave
Gruppo campione: Lo studio è stato condotto su un gruppo di 50 soggetti, 28 maschi e 22 femmine, di età compresa tra i 30 e i 60 anni, con disturbi muscolo-scheletrici a carico del rachide, che svolgono attività lavorative eterogenee tra loro; solo qualcuno pratica attività sportiva, altri invece hanno una vita pressochè sedentaria. Il gruppo è stato sottoposto a trattamento con METODO RAGGI® (Allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit®). Ogni seduta ha avuto una durata di 30 minuti, eseguita una volta a settimana per 8 settimane, in gestione autonoma, mediante l’esecuzione di esercizi suggeriti dalla visione di un filmato. La seduta è stata controllata dal personale medico e/o altra figura professionale, che ha frequentato i 4 Livelli base del corso di formazione Professionale Pancafit- METODO RAGGI®.
 
Gruppo controllo: In questo gruppo sono stati reclutati 50 soggetti, 35 maschi e 15 femmine affetti da algie diffuse del rachide, sottoposti solo a visita medica preventiva e periodica dopo 8 settimane. Alcuni di loro hanno praticato terapia antidolorifica (solo 3) e antinfiammatoria (solo 11) nel periodo intercorso tra i due controlli.
 
MATERIALI UTILIZZATI:
  • Pancafit,
  • Cuscinetti di forma speciale che ricalcano le curve fisiologiche della colonna vertebrale, prodotti da Studio Sport 2000
  • cinta stringi piedi prodotta da Studio Sport 2000
  • Filo a piombo
  • Metro
  • Podoscopio
  • Macchina fotografica digitale
  • DVD creato appositamente dal Prof. Raggi, contente gli esercizi in panca da mostrare in visione al gruppo campione
  • Lettore DVD
La valutazione all’inizio e alla fine del trattamento è stata effettuata con i dati ottenuti mediante i seguenti mezzi :
  1.  anamnesi clinico-occupazionale
  2.  esame posturale
  3.  test chinesiologici (test della flessione in avanti della colonna vertebrale e percezione soggettiva del proprio peso corporeo sulla pianta dei piedi
  4.  verticale di Barrè.
  5.  valutazione soggettiva del dolore con scale e questionari (VAS, PPI, QBPDS, test T-Student)
4. Risultati
Sono stati valutati i dolori con la scala VAS e PPI all’inizio e alla fine del periodo di osservazione sui 2 gruppi.
compare.gallo1 1 Fig. 1a - 1b: Confronto tra i valori iniziali (fig. 1a) e finali (fig.1b) della scala VAS per il gruppo campione ( sottoposto a trattamento con Metodo Raggi® una volta alla settimana). I soggetti che avvertivano un dolore lieve sono passati da 16 (inizio trattamento) a 33 (fine trattamento), quelli che avvertivano un dolore moderato sono passati da 29 (inizio trattamento) a 16 (fine trattamento) mentre quelli che avvertivano un dolore severo sono passati da 5 ( inizio trattamento) a 1 (fine trattamento).
compare.gallo2 1 Fig. 2a - 2b: Confronto tra i valori iniziali e finali della scala VAS per il gruppo di controllo (dove ben 14 soggetti hanno dovuto praticare terapia antidolorifica e antinfiammatoria per attenuare il dolore e l’infiammazione). I soggetti che avvertivano un dolore lieve sono passati da 15 (inizio) a 25 (dopo 8 settimane), quelli che avvertivano un dolore moderato sono passati da 33 (inizio) a 25 (dopo 8 settimane) mentre quelli che avvertivano un dolore severo sono passati da 2 ( inizio) a 0 (dopo 8 settimane).
compare.gallo3 1 Fig. 3a-3b: Confronto tra i valori iniziali (fig. 3a) e finali (fig.3b) del P.P.I. per il gruppo campione ( sottoposto a trattamento con Metodo Raggi® una volta alla settimana). I soggetti che, alla fine del trattamento, non presentano più il dolore (dolore assente) sono 20; quelli che avvertivano un dolore leggero sono passati da 32 (inizio trattamento) a 22 (fine trattamento); quelli che avvertivano un dolore che mette a disagio sono passati da 17 (inizio trattamento) a 8 (fine trattamento); mentre e quelli che avvertivano un dolore che angoscia sono passati da 1 ( inizio trattamento) a 0 (fine trattamento).
compare.gallo4 1 Fig. 4a – 4b: Confronto tra i valori iniziali (fig. 4a ) e finali (fig. 4b ) del P.P.I. per il gruppo di controllo (3 soggetti hanno praticato terapia antidolorifica e 11 antinfiammatoria). I soggetti che, dopo 8 settimane, non presentavano più il dolore (dolore assente) sono 10; quelli che avvertivano un dolore leggero sono passati da 31 (inizio) a 32 (dopo 8 settimane); mentre quelli che avvertivano un dolore che mette a disagio sono passati da 19 (inizio) a 8 (dopo 8 settimane).
Prima di procedere al trattamento con pancafit i soggetti sono stati invitati a descrivere la propria percezione dell’appoggio dei piedi nudi a contatto con il suolo. Queste sensazioni sono state annotate in fase iniziale e confrontate con quelle descritte alla fine del lavoro. Al termine delle 8 sedute il gruppo campione ha riportato un miglioramento della percezione soggettiva del proprio peso corporeo.
Anche con l’uso del podoscopio si è valutato il miglior appoggio plantare dei soggetti trattati. All’esame delle frecce cervicali e lombari si sono avuti visibili miglioramenti per il gruppo campione. Dal questionario QBPDS, utilizzato per valutare l’influenza del dolore dal punto di vista relazionale, si è rilevato un miglioramento per entrambe i gruppi ma più significativo per il gruppo campione.
 
5. Conclusioni
Il vero aspetto innovativo di questo studio è l’aver dimostrato che anche nell’ambiente di lavoro si possono sottoporre i lavoratori che presentano disturbi muscolo-scheletrici a trattamenti migliorativi per il benessere fisico e anche psicologico, evitando così assenze dal posto di lavoro. L’intento è stato quello di sensibilizzare i datori di lavoro a prendere in esame la possibilità di migliorare non solo gli ambienti e le postazioni di lavoro ma di offrire momenti di benessere ai dipendenti stessi a prezzi contenuti. Qualora non fosse possibile realizzare quanto proposito resta la soddisfazione di aver verificato come il gruppo di controllo, che non è stato sottoposto ad alcun trattamento, a distanza di due mesi non ha riferito il miglioramento della sintomatologia dolorosa a carico del rachide se non dopo essere ricorso all’uso di antidolorifici e/o antinfiammatori, con i dovuti effetti collaterali che ne conseguono.
Il sollievo fisico riferito dai lavoratori trattati con Pancafit® e l’entusiasmo con cui hanno accolto una tale iniziativa è stato veramente soddisfacente. I nostri migliori ringraziamenti al Prof. Raggi che tanto ha incoraggiato la realizzazione di questo studio.

Esercizio fisico razionale nelle algie cervicali da disordini posturali con l’ausilio dell’attrezzo denominato Pancafit®

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BOLOGNA

Tesi effettuata da Simone Cairo (al tempo della ricerca, in possesso della sola Formazione dei Livelli Base del Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream in Posturologia c/o l’ Università degli studi di Bologna, Istituto Universitario di Scienze Motorie A.A. 2002-2003.

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 276 pagine.

1. Introduzione
Dato il fatto che gran parte della popolazione mondiale risulta afflitta da patologie che interessano l’apparato osteo-muscolo-articolare in particolare a carico del rachide cervicale e lombare, la ricerca ha voluto sperimentare l’efficacia in caso di algie cervicale da disordini posturali, di un nuovo metodo, chi si avvale dell’attrezzo Pancafit®.
Elemento di indagine il rachide cervicale con i suoi problemi, perché sempre più spesso le persone lamentano dolore in questa zona dalle origini più diverse e svariate e con diverse intensità e zone di manifestazione.

2. Materiale e Metodi
Abbiamo effettuato questo tipo di esercizio fisico razionale su di un gruppo di volontari che lamentavano dolore in questa zona. La ricerca, svolta presso i laboratori dell’istituto di medicina dello sport in uso alla facoltà di scienze motorie di Bologna, si è avvalsa di test posturali e test di mobilità articolare per avere dei dati precisi ed individuali a cui riferirsi ed è durata complessivamente per 4 mesi.
I test scelti all’inizio sono stati quindi ripetuti alla fine della sperimentazione sempre mantenendo le stesse caratteristiche d’effettuazione.
Il gruppo di volontari era composto di 12 soggetti (2 uomini e 10 donne), in un intervallo d’età compreso fra i 44 e i 70 anni, provenenti da esperienze lavorative e sportive diverse ma aventi tutti in comune dolori nella sede del tratto cervicale.
Le sedute a cui i soggetti si sono sottoposti, erano individuali, con frequenza settimanale e della durata di 1ora ciascuna.
Per motivi di attendibilità scientifica tutti i volontari sono stati sottoposti agli stessi test e alla stessa progressione di lavoro, sottoponendo tutti i volontari alla stessa quantità di esercizio fisico razionale, basato sull’allungamento muscolare globale decompensato.
  • Valutazione della mobilità articolare del tratto cervicale secondo Clarkson con l’utilizzo del metro a nastro;
  • Esame posturale della verticale di Barrè eseguito di profilo con il metro a nastro;
  • Test di Fukuda di marcia sul posto per la valutazione dei riflessi nucali e delle esoentrate del sistema posturale;
  • Esame stabilometrico e Statokinesigramma effettuato con la macchina Correkta;
  • Esame posturometrico con analisi della distribuzione dei carichi, dell’indice d’asimmetria di rotazione e andamento del centro di pressione.
Le sedute si sono svolte in 2 giornate e duravano un’ora, i soggetti venivano seguiti quindi individualmente e per ogni soggetto abbiamo cercato di mantenere lo stesso orario per tutta la durata della sperimentazione.
Sono state eseguite 15 sedute per ogni soggetto,con una tolleranza di 2 sedute.
Prima di far sedere il soggetto su Pancafit®,abbiamo eseguito ogni seduta,sempre all’inizio e poi di nuovo alla fine,un veloce test di flessibilità della catena muscolare posteriore per vedere se effettivamente ottenevamo un reale allungamento di tutto il sistema muscolo-legamentoso.

3. Conclusioni
Al termine di questa sperimentazione possiamo affermare che l’attrezzo denominato Pancafit®, applicato insieme al metodo dell’Allungamento Muscolare Globale Decompensato, ha avuto interessanti e positivi risultati.
Tutti i soggetti hanno migliorato la loro mobilità articolare, la loro postura, il loro equilibrio e aumentato la loro flessibilità (fig. 1, 2).
In alcuni soggetti i miglioramenti si sono avuti anche in una più corretta distribuzione dei baricentri (fig. 3, 4, 5) e in un più ridotto gomitolo posturale, mostrato dallo Statokinesigramma (fig. 6).

cairo11

 

Fig. 1 e 2: andamento della flessibilità della catena cinematica posteriore (cm) durante il numero delle sedute, confrontando il valore misurato ad inizio e fine seduta.

In alcuni soggetti i miglioramenti sono stati davvero notevoli, in altri invece più contenuti; questo è dipeso sicuramente dalle condizioni di partenza di ogni soggetto, ma crediamo anche dalla volontà, dalla predisposizione e dall’interesse con cui i soggetti si presentavano alle varie sedute.

E’ stato interessante notare come tutti e 12 i soggetti volontari, dopo aver notato sul proprio corpo dei miglioramenti fin dalle prime sedute, hanno mutato il loro atteggiamento, aumentando l’interesse, la curiosità verso gli esercizi eseguiti nelle sedute e la disponibilità verso l’impegno che è stato loro richiesto.

Non possiamo, per mancanza di prove scientifiche, attestare che i dolori causati dalle algie cervicali di cui i soggetti erano “vittime” si siano risolti o siano scomparsi, ma a titolo puramente informativo, possiamo enunciare che i soggetti non lamentano più dolori né da algie cervicali che da cervico-cefalee o da cervico-brachialgie.

cairo21

Fig. 3, 4, 5: confronto della distribuzione dei baricentri all’inizio (figura in alto) e alla fine (figura in basso)delle sedute in 3 pazienti, da sinistra a destra, rispettivamente, con allineamento iniziale obliquo e posteriore, con allineamento posteriore e con allineamento obliquo.

cairo31

Fig. 6: rappresentazione grafica del gomitolo posturale all’inizio e alla fine delle sedute
Modificazioni indotte negli archi funzionali del rachide dopo trattamento con A.M.G.D. (Allungamento Muscolare Globale Decompensato – Pancafit® Metodo Raggi®)
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dal Dott. Marzio Orti (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2005/2006

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 60 pagine.
 
1. Introduzione
Premesso che la ricerca per la rilevazione degli archi funzionali è stata svolta da un gruppo di professionisti (me compreso) che si occupa di rieducazione posturale, si è deciso di portare avanti questo studio con un gruppo di soggetti che ognuno di noi ha trattato con i propri metodi, utilizzando però gli stessi test di valutazione, in modo tale da essere rapportabili. Lo studio di ricerca da noi svolto nell’ambito della metodica posturologica non può che partire da una doverosa considerazione: non esiste oggi in letteratura un ampio ed accurato studio sugli archi funzionali e sulle relative azioni e/o modificazioni a livello della colonna vertebrale. Detto ciò e avendo ritenuto possibile un’analisi riguardo gli archi funzionali, andremo ad esaminare tutti i punti che rivestono un’estrema importanza in uno studio di ricerca; in questo caso parliamo di medicina funzionale.
2. Scopo
Scopo fondamentale è quello di visualizzare e dimostrare come a livello dei punti pivot (C5 – D9 – L5) gli archi della colonna vertebrale si armonizzano in relazione a determinati movimenti eseguiti con paziente in posizione sagittale o antero-posteriore ed in posizione latero-laterale. L’esecuzione di specifici Test (“Flessione anteriore” e “Gossip Test” destra e sinistra) ha determinato il punto di partenza dell’analisi del nostro lavoro la cui finalità è stata, appunto, la valutazione degli archi funzionali prima e dopo il trattamento mediante un protocollo di rieducazione motoria articolato in cinque sedute di Pancafit® Metodo Raggi®.
 
3. Materiali e Metodi
Criteri di inclusione:
Età compresa tra i 20 e i 65 anni, sia di sesso maschile che femminile, impegnati o non in lavori vari (impiegati, professionisti, casalinghe, disoccupati), la partecipazione è aperta a: tutti coloro che vogliono prendersi cura del proprio fisico utilizzando una tecnica innovativa, oppure a persone che soffrono o hanno sofferto di: astenia generale (senso di stanchezza), patologie muscolo-scheletriche (dolori articolari agli arti sup. o inf., mal di schiena, mialgie), problemi posturali (atteggiamento cifotico, ginocchio valgo, piede: cavo, piatto, varo, valgo), problematiche legate all’ATM (articolazione temporo-mandibolare).
Criteri di esclusione:
Età inferiore ai 20 anni o età superiore ai 65 anni, presenza di tumori o metastasi vertebrali, fratture vertebrali, osteoporosi grave, TBC ossea, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, asma bronchiale grave, malattie autoimmuni in fase attiva, malattie reumatiche in fase acuta, ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30° Cobb.
Sono stati coinvolti 16 soggetti, di cui 9 maschi e 7 femmine, di età compresa tra i 22 anni e i 64 anni. Questi soggetti svolgevano attività lavorative eterogenee tra di loro; qualche soggetto praticava attività sportiva altri invece avevano una vita pressoché sedentaria. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a valutazione posturale con relativi test iniziali, il tutto ripetuto al termine delle cinque sedute per tutti i 16 pazienti esaminati. I soggetti sono stati trattati sulla base di un protocollo articolato in cinque sedute, con la frequenza di una seduta settimanale. Ogni seduta ha avuto una durata di 45 minuti e ha previsto esercizi di allungamento in postura globale e decompensata personalizzati al soggetto sulla base della prima valutazione.

I materiali utilizzati per questa ricerca si distinguono in due gruppi:

1. Strumenti per il lavoro con Pancafit®:
  • Pancafit®, una panca formata da due semiassi con inclinazione regolabile da 0 a 180°;
  • cinghia usata per bloccare i piedi e mantenere la posizione corretta;
  • star-ball;
  • emisfere;
  • cuscinetti lombare e cervicale;
  • separadita
2. Strumenti per la valutazione posturale:
  • Pedana stabilometrica Chinesport;
  • Macchina fotografica digitale;
  • Web Cam;
  • Podoscopio Chinesport;
  • Utilizzo della scala di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva);
I test utilizzati durante la ricerca sono:“Gossip Test” e la “Flessione anteriore”
 
4. Risultati
Vengono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che evidenziano i risultati ottenuti tramite il lavoro svolto facendo riferimento ai dati relativi alla scala VAS, alle modificazioni dell’arco lombare e dorsale ( tramite “gossip test “ destro e sinistro) e ai dati ottenuti dalla valutazione tramite l’utilizzo della pedana stabilometrica.
orti11 Fig.1: Percentuale dei miglioramenti ottenuti dopo il lavoro in riferimento ai dati della scala VAS. Dal grafico possiamo notare come il 75% dei soggetti trattati sia migliorato, il restante 25% presenta una situazione invariata rispetto all’inizio; bisogna tenere presente che ci sono stati casi in cui il valore della VAS di partenza era 0.
orti21 Fig. 2: I quattro grafici mostrano i valori percentuali delle modificazioni ottenute a livello dei due archi funzionali presi in considerazione sia con “Gossip test destro” che con “Gossip test sinistro”. Possiamo notare che nel primo grafico corrispondente all’arco lombare in “gossip destro”, abbiamo avuto un miglioramento nel 69% dei soggetti esaminati (per miglioramento si intende un aumento dei gradi Coob calcolati sulle vertebre limitanti corrispondenti ai pivot). Sempre riguardo l’arco lombare ma visto in “gossip sinistro”, il miglioramento è stato del 50% dei soggetti. Per quel che riguarda l’arco dorsale, si è presentata una situazione simile di miglioramento pari al 43% dei soggetti sia in “gossip destro” che in “gossip sinistro”, ma a differenza dei primi due grafici in cui non abbiamo trovato nessuna situazione invariata, qui si è notato che il 13% dei soggetti aveva mantenuto la situazione di partenza.
orti31 Fig. 3: Rappresentazione in percentuale dei miglioramenti e peggioramenti avvenuti dopo il lavoro in riferimento all’esame stabilometrico in cui è stata valutata la lunghezza del gomitolo nelle seguenti sei situazioni: occhi aperti, occhi chiusi, denti serrati, svincolo occlusale, capo retroflesso e bocca aperta. Tenendo in considerazione maggiormente il grafico riguardante la situazione ad occhi aperti, possiamo notare che il 57% dei soggetti ha avuto un miglioramento del gomitolo dell’equilibrio, diminuendo la sua lunghezza; questo vuol dire miglior equilibrio con un dispendio energetico inferiore ed un benessere superiore.
5. Conclusioni
Analizzando i grafici che sono stati estrapolati dall’esame di tutte le tabelle previste dalla ricerca, si evince facilmente il valore dei risultati emersi. La scala VAS evidenzia un netto miglioramento dalla condizione di partenza. I grafici riguardanti lo studio degli archi funzionali mostrano un’alta percentuale di casi variati rispetto alla valutazione iniziale. Anche i valori con la pedana stabilometrica sono degni di nota.
Tutto questo dimostra che l’utilizzo di PANCAFIT®, strumento di aiuto per il posturologo, permette con facilità di ridurre o annullare i compensi che il corpo mette in atto quando si agisce per allungare le catene muscolari; durante il trattamento con PANCAFIT®, per effetto delle catene muscolari con un lavoro in globalità, i risultati danno informazioni importanti anche verso un riallineamento dello schema posturale ideale e sui cambiamenti del Sistema Tonico Posturale. Ciò che invece più mi premeva evidenziare è che intervenendo sulla causa degli squilibri posturali, attraverso il trattamento con il metodo dell’AMGD, sono riuscito a dimostrare un’armonizzazione degli archi funzionali, senza agire su di essi direttamente, proprio perché l’approccio posturale è ad approccio globale.
Relazione tra diaframma e postura in soggetti con algie e alterazioni funzionali del rachide cervicale
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dal Dott. Giuseppe Di Cesare (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2002/2003

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 70 pagine.

 
1. Introduzione
La trasformazione dei modelli comportamentali, le mutate condizioni di vita dell’epoca moderna, stanno creando inevitabilmente degli adattamenti nella specie umana. Tali adattamenti posturali, spesso, sono mal tollerati dal punto di vista morfo-strutturale e funzionale, fino a dare origine a vere e proprie patologie nell’ambito mio-osteoarticolare, con maggior incidenza sulla colonna vertebrale sia a carico del segmento lombare che di quello cervicale. Nelle strategie di lavoro rivolte verso la ricerca di una postura equilibrata e confortevole, vengono utilizzati stimolatori di vario genere: Solette propriocettive, meccaniche , magnetiche, correzioni sull’ATM, lenti, colliri, auricoloterapia che si stanno rivelando di grande efficacia e sono di uso comune ormai da parte dei professionisti più avanzati del settore. Ma la pratica di molti anni di lavoro ha fatto maturare nel sottoscritto la convinzione che spesso anche un’ azione naturale come la respirazione possa incidere nel complesso meccanismo della postura.
 
2. Scopo
Il tema di questa ricerca sarà orientato verso le problematiche legate al tratto cervicale in relazione con la funzione del DIAFRAMMA, muscolo principale della respirazione. Esso può essere inserito a pieno titolo nel complesso meccanismo del sistema posturale, per la sua ubicazione ( posizione centrale), per la sua funzione egemonica che gli fa assumere un ruolo fondamentale nella relazione tra Contenente e Contenuto e per i fini legami che intrattiene con i muscoli della statica e della dinamica, identificati come unità funzionali, organizzate in catene. Busquet nel descrivere le catene in retta anteriore, retta posteriore, con maggior propensione verso la statica, crociata anteriore e crociata posteriore, più orientate verso la funzione dinamica, afferma che tutte le catene muscolari si allacciano a livello del diaframma e in esso il centro frenico rappresenta il luogo d’incontro dove tutte le catene sono in interconnessione.
Scopo del presente studio è di dimostrare:

 1. Come in un meccanismo complesso quale è il sistema tonico posturale, si inseriscano eventuali alterazioni morfo-strutturali-funzionali del DIAFRAMMA, muscolo principale della respirazione.

 2. Come, modificando la funzione del DIAFRAMMA nel contesto di un lavoro di riequilibrio delle alterazioni funzionali delle Catene Cinetiche, molto spesso vittime di retrazioni muscolari, si possano ottenere:

  • miglioramento delle alterazioni posturali
  • riduzione o risoluzione della sintomatologia algica in quei distretti corporei più direttamente connessi con la funzione del diaframma (tratto cervicale in particolare).

 3. Come una strategia di lavoro innovativa con l’utilizzo dell’attrezzo denominato PANCAFIT®, secondo il Metodo Raggi® (allungamento muscolare globale decompensato), praticata con un gruppo sperimentale, possa essere messa a confronto con un metodo terapeutico di comprovata efficacia quale il metodo McKenzie, praticato da un gruppo di controllo.
 
3. Materiale e Metodi
Sono stati coinvolti trenta soggetti di ambo i sessi, di età media di 43,16 (compresi tra 26 e 65), di estrazione sociale eterogenea, tutti con disfunzioni e/o algie nel tratto cervicale in fase sub-acuta o cronica alle quali si associavano problematiche osteoarticolari in altri distretti. Di questi soggetti, 15 sono stati inseriti nel gruppo sperimentale e 15 nel gruppo di controllo; il gruppo sperimentale è stato sottoposto ad un ciclo di sedute, in numero di dieci, a carattere individuale, della durata di un ora, con cadenza settimanale. Su questi soggetti è stato applicato un lavoro specifico sul Diaframma secondo il principio del Metodo Raggi®, con l’uso di pancafit®.

Il gruppo di controllo è stato sottoposto ad un numero di dieci sedute con un ciclo di lavoro secondo il Metodo McKenzie, sempre a carattere individuale della drata di un’ora, con cadenza settimanale.

Criteri di inclusione:

Sono stati selezionati soggetti adulti sia di sesso maschile che femminile, compresi tra i 25 e i 65 anni, impegnati in lavori vari, mediamente impiegati o professionisti, non praticanti attività sportive agonistiche o ricreative con regolarità. Tutti dovevano manifestare dolori e/o disfunzioni di vario livello al rachide cervicale, anche se non solo ad esso.

Criteri di esclusione:

Sono stati esclusi soggetti con neoplasie, con asma bronchiale grave, con malattie autoimmuni in fase attiva, con malatti reumatiche in fase acuta, con osteoporosi in stato avanzato, portatori di ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30° Cobb.

Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad una fase di screening comprendente :

  • Anamnesi completa
  • Esame posturale
  • Valutazione del dolore secondo la scala VAS (Visual Analogic Scale), scala numerica di valutazione soggettiva dell’intensità del dolore
  • Rilevazione fotografica con fotocamera digitale
  • Esame podoscopico
  • Esami strumentali: Radiografie e/o RMN del rachide cervicale.
  • Videat fisiatrico e/o ortopedico
 
4. Risultati
Lo studio è stato eseguito esaminando i risultati ottenuti dall’analisi dei due gruppi di pazienti ( gruppo A e gruppo B), separatamente.

Dall’osservazione delle tabelle e dei grafici si evidenzia come i soggetti del GRUPPO SPERIMENTALE hanno ottenuto risultati nettamente positivi sia per quanto riguarda il riequilibrio della postura che per la riduzione del dolore.

In riferimento alle modificazioni posturali risulta evidente la riduzione della freccia cervicale, come si può notare dall’osservazione di un caso specifico (limite), in cui si è passati da cm 13,5 a cm 7. A livello lombare, nei casi in cui era presente una tendenza alla verticalizzazione del tratto si è verificato un sensibile aumento della freccia; dove vi era accentuazione della lordosi si è ottenuta una riduzione della freccia. Complessivamente si può affermare che si è verificato un sensibile miglioramento del rapporto tra freccia cervicale e freccia lombare a vantaggio di un migliore assetto posturale del soggetto.

In riferimento alla variazione della sintomatologia algica possiamo notare una riduzione della VAS media del 88 %. Durante lo svolgimento delle sedute, i pazienti hanno manifestato reazioni di “sblocco” emozionale che variavano dal riso smodato al limite del pianto. Mediamente tutti hanno manifestato una positiva reazione di rilassamento a fine seduta. Dal punto di vista muscolare, spesso manifestavano disagio nella regione posteriore, ma in particolare, sensazioni simili a crampi nella zona costale, fenomeno tipico dello sblocco diaframmatico. All’esame podoscopico si è potuta riscontrare, mediamente, una migliore ripartizione dell’appoggio plantare.

In merito alle problematiche presenti in altri distretti corporei i soggetti hanno tutti riferito un giovamento sulla sintomatologia algica. Singolare è stato invece il caso di un soggetto nel quale non si è ottenuta riduzione della VAS nella zona cervicale, ma si è verificato un miglioramento della sintomatologia riferita alla regione epigastrica, conseguente ad una ernia iatale diagnosticata precedentemente in endoscopia.

Sotto vediamo alcune immagini che testimoniano i miglioramenti sul piano posturale, sia in riferimento alle frecce ed alle bascule che alla ripartizione dell’appoggio plantare

In riferimento al GRUPPO DI CONTROLLO, i dati numerici rilevati dalle tabelle, dimostrano come si sia ottenuto un lieve miglioramento del dolore, mentre sia rimasta quasi invariata la misura delle frecce cervicali e lombari.

Infatti a livello della freccia cervicale si è passati da cm 8,6 a cm 7,8, a livello della freccia lombare da 5,3 a 5,2.

La riduzione percentuale della VAS media è risultata del 51 %.

Dai risultati delle modificazioni dei valori delle frecce e dall’osservazione dell’appoggio plantare al podoscopio si può evincere come non si sia verificata una sostanziale modifica della postura globale. Il risultato non eccellente, del Metodo McKenzie, in questo caso, deriva probabilmente dalla peculiarità del metodo stesso che richiede un’applicazione costante degli esercizi appresi anche a domicilio. Infatti, con sedute settimanali, non essendo possibile un controllo puntuale del terapista nel lavoro domestico, non è garantito che esso sia svolto, e/o che sia applicato correttamente.

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Fig. 1: analisi della freccia cervicale (piano sagittale) e dell’ allineamento del bacino (piano frontale) di un soggetto a inizio e fine trattamento.

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Fig. 2 – 3: confronto dei valori VAS, da 1 a 10, all’inizio e fine trattamento per il gruppo A e B.

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 Fig. 4: Foto degli appoggi al podoscopio di due pazienti del gruppo sperimentale.

A sinistra inizio trattamento, a destra fine trattamento. Risulta evidente come l’istmo sia più visibile nelle foto di destra.

 
5. Conclusioni
Dall’osservazione dei dati ottenuti dal presente studio emergono delle informazioni molto importanti sia sulla patologia esaminata sia sui trattamenti utilizzati per la risoluzione del problema.

Attraverso l’applicazione delle metodiche di trattamento, Pancafit® (Metodo Raggi®) e Metodo McKenzie, si è potuto notare come queste, ed in particolare il Metodo Raggi®, siano riuscite a determinare, seppur in maniera diversa, dei cambiamenti nell’ambito del complesso rachide cervicale – diaframma – postura.

La dimostrazione di questo ci viene fornita dall’analisi dei dati espressi nelle tabelle dei capitoli precedenti, da cui emerge l’importante variazione dei valori numerici dei parametri presi in esame: infatti si può affermare che con l’applicazione del Metodo Raggi® si è verificato un sensibile miglioramento del rapporto tra freccia cervicale e freccia lombare a vantaggio di un migliore assetto posturale del soggetto, nonché una marcata riduzione della sintomatologia dolorosa, evidenziata da una riduzione della VAS del 88 %.

Il Metodo Raggi® si è dimostrato valido non solo per l’efficacia terapeutica in senso lato, ma anche per la modalità di svolgimento del trattamento: 10 sedute di un’ora circa con evidenze di miglioramento già dopo 4-5 sedute.

Il limite del Metodo McKenzie si inserisce di fatto proprio in questo contesto: si tratta infatti di un metodo che dà importanza all’autovalutazione ed alla partecipazione del paziente nell’indirizzare il programma riabilitativo (al paziente viene insegnato a trattare e gestire da solo la rachialgia). Ciò probabilmente rappresenta una delle cause del ridotto risultato ottenuto nell’ambito del trattamento con questa metodica, rispetto al nuovo Metodo Raggi®. E’ importante in questo contesto citare il risultato di un lavoro, svolto da Kjellman G. e Oberg B., su tale metodica, eseguito con gruppo di controllo, che non ha dimostrato in maniera incontestabile l’efficacia del Metodo McKenzie, ma che ha comunque sottolineato la tendenza verso un migliore risultato utilizzando tale metodica rispetto ai semplici esercizi del gruppo di controllo.

Concludendo, si può affermare che esiste una relazione tra DIAFRAMMA, problematiche del TRATTO CERVICALE e il complesso meccanismo del SISTEMA POSTURALE come viene messo in evidenza dai risultati ottenuti dal presente studio e che il trattamento Pancafit® (Metodo Raggi®) si è dimostrato il più efficace, tra i due trattamenti esaminati, nel raggiungere gli obiettivi prefissati dallo studio: riduzione del dolore e variazione dei parametri posturali (frecce cervicali e lombari ed esame podoscopico).