BENVENUTI NEL SITO UFFICIALE DEL METODO RAGGI® CON PANCAFIT®                                                                          fbverde ragg 1  fb business posturalmed1  google verde  inverde  youtubeverde  

TRANSFORM

Sito Ufficiale

×
 x 

Carrello vuoto
CarrelloCarrello vuoto

L’allungamento muscolare globale decompensato nella pallavolo: verifica dell’eventuale incremento della forza esplosiva

L’allungamento muscolare globale de compensato nella pallavolo: verifica dell’eventuale incremento della forza esplosiva

Tesi di laurea effettuata da Pasquale Porreca studente presso la Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport – c/o Università Cattolica del Sacro Cuore Milano AA 2104/2015

UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE MILANO

Introduzione

Questa tesi si prefigge come obbiettivo di valutare le variazioni dell’incremento della forza esplosiva nella prestazione sportiva dei pallavolisti. Tale valutazione verrà effettuata confrontando i risultati tra coloro che praticano, in fase di allenamento, delle sedute di stretching analitico e coloro che utilizzano uno stretching globale, cioè l’Allungamento Muscolare Globale Decompensato L’analisi e la comparazione dei risultati è stata effettuata attraverso tabelle e grafici che mettono in evidenza le differenze dei risultati raggiunti.



Scopo

Il mio obbiettivo dunque è verificare se l’approccio globale dell’allungamento muscolare abbinato all’allenamento delle capacità condizionali, non solo possa dare migliori risultati rispetto al solo ed unico allenamento di queste capacità, ma anche se questo tipo di allungamento migliora la condizione fisica dei soggetti con dolori muscolo-articolari..


Materiale e Metodi

Lo studio è stato eseguito su 24 atleti, 12 maschi e 12 femmine di età compresa fra i 20 e i 35 anni facenti parte di una società di pallavolo di seconda divisione. Gli atleti sono stati scelti cercando di formare 2 gruppi il più possibile omogenei tra di loro dal punto di vista dell’età, dei dolori o delle patologie.

In base ai risultati ottenuti nei test funzionali, sono stati realizzati dei grafici riassuntivi, riportati di seguito, per ogni tipo di misurazione effettuata prima dell’inizio del protocollo di lavoro e alla fine. L’analisi dei test funzionali mette in luce le differenze tra il gruppo che ha svolto l’Allungamento Muscolare Globale Decompensato e il gruppo che ha svolto lo stretching analitico.

porreca 1 porreca 2 porreca 3

porreca 4 porreca 5 porreca 6



Dal grafico di destra è evidente che, anche quando c’è stato un decremento dei risultati da parte di entrambi i gruppi, le prestazione del Gruppo di Lavoro risultano essere migliori rispetto al Gruppo di Controllo.

              

porreca 7 porreca 8







Nei 2 grafici che seguono ho voluto riassumere ed esaminare le differenze dei riusultati tra i testi effettuatui all’inizio e quelli effettuati alla fine del protocollo di sperimentazione.

        
porreca 9 porreca 10
















Le prestazione del Gruppo di Lavoro sono sempre risultate migliori rispetto al Gruppo di controllo.      



Conclusioni

I risultati emersi, indicano che l’allungamento muscolare globale de compensato, influisce positivamente ed in modo inequivocabile, sulle prestazioni dell’atleta, sul miglioramento delle capacità condizionali e non di meno sulla scomparsa di algie cervicali e lombari.

Riequilibrio delle tensioni delle catene muscolari attraverso il Metodo Raggi® e relativa modificazione della postura e del gesto tecnico dello sportivo
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dai dott. Adriana Granata, Laura Girotto, Marilisa Guida, Andrea Marsala, Andrea Tolomei (Formazione Metodo Raggi®),studenti del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2006/2007.

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 69 pagine.
 
1. Introduzione
Nell’apprendimento di un gesto tecnico ci troviamo spesso di fronte a dei limiti muscolari che impediscono all’atleta l’esecuzione di un gesto ergonomico; ne consegue l’utilizzo di uno schema sostitutivo, l’unico possibile per realizzare il gesto con il miglior rendimento.
Con il lavoro sulle catene con il Metodo Raggi®, gli si dà la possibilità di avere quella libertà articolare tale da trovare la via più breve, meno faticosa e più redditizia, per realizzare ad esempio più canestri nel tiro libero della pallacanestro.
 
2. Scopo
Lo scopo di questa tesi è:
  1. Verificare le modifiche che l’allungamento muscolare globale decompensato può portare al miglioramento del gesto tecnico dello sportivo e specialmente nel giocatore di Basket.
  2. Verificare le modifiche che l’allungamento muscolare globale decompensato può portare alla postura dello sportivo
 
3. Materiali e Metodi
Gli atleti a cui ci siamo rivolti giocano nelle seguenti società di Basket: Petriana di Roma, Bartoli Dondup Fossombrone, Beato Alessio e Cagliese.
Tra questi abbiamo selezionato 60 giocatori sia maschi che femmine:
  • di età compresa tra i 16 e i 30 anni
  • di categoria d’eccellenza e serie B2, C1, C2 e D.
I 60 atleti a loro volta sono stati suddivisi in 2 gruppi:
  1. un gruppo di lavoro composto da 30 atleti (gruppo A) che è stato sottoposto all’Allungamento Muscolare Globale Decompensato (AMGD) Metodo Raggi®.
  2. un gruppo di controllo composto da 30 atleti (gruppo B) che ha seguito i normali allenamenti senza sedute di AMGD.
Sono stati esclusi soggetti di età inferiore ai 16 anni poiché questa è l’età minima per poter valutare un gesto tecnico che sia già appreso e non in fase di acquisizione.
Gli atleti sono stati sottoposti ad una batteria di test all’inizio e alla fine del ciclo di trattamenti per poi procedere ad una valutazione delle eventuali modifiche ottenute.
Test effettuati:
  • La valutazione del gesto tecnico che prevede: a. l’esecuzione di 30 tiri a canestro dalla lunetta con la rilevazione di quelli effettivamente andati a segno (percentuale di tiro).

La valutazione posturale tramite:

a. Misurazione del grado di libertà della spalla sul piano sagittale in direzione antero-posteriore
b. Frecce: rilevazione delle distanze dal filo a piombo alla curva cervicale e lombare.
c. Rilevazione dei possibili dolori secondo la scala VAS.
d. Stabilometria: valutazione del gomitolo
e. Baropodometria: distribuzione del peso
f. Bending test
 

Il gruppo di lavoro è stato sottoposto a 10 sedute individuali di Allungamento Muscolare Globale Decompensato su Pancafit® (Metodo Raggi®) con scadenza settimanale e della durata di 50 minuti ciascuna.

 
4. Risultati
Si è cercato di focalizzare l’attenzione sui tiri a canestro e sui dati dell’esame posturale, misurabili e “oggettivabili”, quali le frecce cervicali e lombari, la mobilità della spalla, la scala VAS, il Bending Test, nonché i dati rilevati agli esami stabilometrici e baropodometrici.
Al fine di evidenziare e di facilitare la lettura dei risultati raggiunti sono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che estrinsecano gli effetti ottenuti dalla sperimentazione.
Il test “t” Student ha la funzione di confrontare le medie dei parametri in esame per poter capire se tali cambiamenti siano realmente attribuibili al lavoro svolto con il Metodo Raggi® su Pancafit® e non dettati dal caso.
E’ emerso che il miglioramento dei parametri, atletici e posturali, è da attribuirsi al protocollo di lavoro previsto dalla sperimentazione.
I grafici e le tabelle dimostrano le differenze tra il Gruppo di lavoro e il Gruppo di controllo, tra i Parametri Iniziali (P.I.) e Finali (P.F.) ed il margine di miglioramento conseguito.
granata.girotto13

TIRI A CANESTRO

Grafico 1: Si evidenza un miglioramento della performance per il gruppo di lavoro passando da una media di 20,8 canestri, su 30 tiri effettuati correttamente, ad una media di 24 canestri. Nello specifico ben 29 atleti su 30 hanno migliorato la loro prestazione. Nel gruppo di controllo non si è rilevato nessun miglioramento.

granata.girotto21

MOBILITA' SCAPOLO-OMERALE

Grafico 2: il gruppo di lavoro migliora significativamente la mobilità dell’articolazione scapolo-omerale passando da 19,27cm a 9,17cm di distanza della bacchetta dal suolo. Nel gruppo di controllo il miglioramento rilevato è stato pressocchè nullo.

granata.girotto31

FRECCE CERVICALI

Grafico 3: Considerando il range di normalità della freccia cervicale, compreso tra 6 e 8 cm (Bricot), si rileva che nella media del gruppo di lavoro c’è stato un avvicinamento al range di normalità. Nello specifico solo 5 atleti su 30 inizialmente rientravano nel range, mentre al termine del lavoro, ben 14 atleti sono rientrati nel parametro indicato da Bricot. Contrariamente nel gruppo di controllo non ci sono stati miglioramenti significativi.

granata.girotto411

FRECCE LOMBARI

Grafico 4: Considerando il range di normalità della freccia lombare, compreso tra 4 e 6 cm (Bricot), si rileva che nella media il gruppo di lavoro si è collocato in pieno range di normalità. Nel gruppo di controllo non ci sono stati miglioramenti significativi.

granata.girotto61

DOLORE SCAPOLO-OMERALE

Grafico 5a - 5b: Nel gruppo di lavoro in media si è rilevata una riduzione del dolore per l’articolazione scapolo-omerale. I soggetti che all’inizio accusavano un dolore relativamente alla scala VAS compreso tra moderato (3-4) e severo (5-8) sono nella quasi totalità passati ad un dolore riferito di grado lieve (0-2). Nel gruppo di controllo c’è stato un lieve peggioramento.

granata.girotto71

DOLORE LOMBARE

Grafico 6a – 6b: Nel gruppo di lavoro in media si è rilevata una riduzione del dolore nel tratto lombare. I soggetti che inizialmente accusavano un dolore di grado moderato (3-4) e severo (5-8) sono passati da un totale di 17 a 6, confluendo nel gruppo che riferisce un dolore di grado lieve (0-2). Nel gruppo di controllo c’è stato invece un lieve peggioramento.

granata.girotto81

DOLORE AL GINOCCHIO

Grafico 7a – 7b: In base ai dati rilevati si evince che nel gruppo di lavoro c’è stata una riduzione del dolore al ginocchio, con un miglioramento del dolore sia di grado severo (5-8) che acuto (9-10). Nel gruppo di controllo c’è stato invece un lieve peggioramento.

granata.girotto91

ESAME STABILOMETRICO

Grafico 8: Nei due gruppi c’è una netta differenza nei valori rilevati: dopo il trattamento nel gruppo di lavoro diminuisce la differenza tra le due condizioni in esame (162%/151%), nel gruppo di controllo aumenta.

Nel gruppo di lavoro quindi, a differenza del gruppo di controllo, il sistema tonico posturale trattato con AMGD, dimostra un miglioramento tale da poter sopperire, nel test ad occhi chiusi, alla mancanza dell’informazione visiva.

Questo si può tradurre in una migliore consapevolezza del corpo e in una migliore percezione delle informazioni che arrivano dai fusi neuromuscolari e neurotendinei.

Nelle persone non trattate il controllo della stabilità è invece maggiormente affidato alla funzione visiva.

granata.girotto101

Grafico 9: L’aspetto interessante in questo caso è la minore differenza percentuale tra occhi aperti o chiusi dopo il trattamento.

Questo dato possiamo considerarlo positivo in quanto può rappresentare una migliore riarmonizzazione oppure la ricerca di un nuovo equilibrio posturale.

La diminuzione in percentuale della lunghezza del gomitolo rilevata nel gruppo di lavoro tra OA/OC evidenzia una diminuzione della rigidità muscolare e quindi un miglioramento della capacità di adattamento.

granata.girotto111

ESAME BAROPODOMETRICO

Grafico 10a - 10b: Le differenze di carico tra piede destro e sinistro rilevate all’inizio dei trattamenti (PI) non ha subito significative modificazioni al termine delle 10 sedute (PI), così come per il gruppo di controllo. La differenza può essere giustificata dal fatto che soprattutto nell’atleta vi è differenza tra il piede statico e il piede propulsivo utilizzati del gioco della pallacanestro.

Questi dati da noi esaminati potrebbero essere confermati nella loro validità se integrati da una valutazione dinamica (analisi del passo).

granata.girotto121

FLESSIONE DEL BUSTO (BENDING TEST)

Grafico 11: In base ai dati rilevati il gruppo di lavoro migliora la flessione del busto avanti passando da 18,73 cm a 15,38cm di distanza delle punta delle dita al pavimento.

Nel gruppo di controllo il miglioramento rilevato è stato pressoché nullo.

5. Conclusioni
L’osservazione dei dati rilevati permette di trarre delle interessanti conclusioni che sono qui di seguito riportate.
L’applicazione della tecnica PANCAFIT® (Metodo Raggi®) ha potuto determinare dei cambiamenti nell’ambito dei parametri posturali presi in considerazione.
La dimostrazione dell’importante variazione di questi ultimi, emerge dall’analisi dei dati espressi dai grafici precedenti.
Si può infatti affermare che, con l’applicazione di PANCAFIT® (Metodo Raggi®), si è verificato un evidente miglioramento della percentuale di realizzazione dei tiri a canestro: da 69,2% all’ 80,2%, una variazione positiva delle frecce cervicali e lombari, una marcata riduzione della sintomatologia dolorosa, evidenziata da una riduzione della VAS, un miglioramento del grado di mobilità della spalla, un aumento della flessibilità del busto, nonché un incremento della superficie d’appoggio plantare.
PANCAFIT® (Metodo Raggi®) si è dimostrato valido non solo per l’efficacia terapeutica in senso lato ma anche per le modalità del trattamento: 10 sedute di 50’ con evidenze di miglioramento riferito, già dopo 4/5 sedute.
Bisogna inoltre aggiungere che, nonostante gli esercizi proposti su PANCAFIT® riguardassero solo gli arti superiori (attivamente) e il tratto cervicale, ed in modo indiretto la catena posteriore, si sono evidenziati sostanziali cambiamenti anche in altri distretti corporei, come si evince dai risultati dei test di flessibilità del busto, dalla scala VAS e dalla baropodometria, relativamente all’aumento della superficie podalica di appoggio.
L’applicazione del Metodo Raggi® su PANCAFIT®, ha permesso così di ottenere un evidente miglioramento della prestazione atletica e nello specifico dei tiri a canestro nel giocatore di Basket.
Effetti sulla postura, sulle prestazioni atletiche e sul benessere del giovane calciatore, dell’Allungamento Globale Decompensato effettuato con Pancafit®, Metodo Raggi®
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dal Dott. Elio Migliaccio (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2002/2003

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 53 pagine.
 
1. Introduzione
In qualità di Tecnico e Preparatore Atletico della squadra Berretti del Latina Calcio, Società Professionistica, ho sentito l’esigenza di applicare una parte delle nozioni, in particolare quelle forniteci dal Prof. Daniele Raggi, apprese nel corso del Master in Posturologia, alla pratica sportiva agonistica. Al giorno d’oggi la Performance viene inseguita ed “agognata”, senza porre minimamente attenzione al benessere psico-fisico dell’atleta, soprattutto quello a lunga scadenza.
Il motto sembra essere: “tutto e subito”. In qualità di ex calciatore e , soprattutto, avendo come campo di operatività un Settore Giovanile ho cercato di percorrere una strada diversa, non so giudicare se più facile o più difficile, ma sicuramente più coscienziosa e se vogliamo “innovativa”. Questa idea, questo approccio, li possiamo definire una sorta di “neuro-filosofia” perché si tratta anche di abbracciare un modo nuovo di vedere la “realtà-atleta-persona”, cercando allo stesso tempo di attenersi più fermamente possibile ai principi della fisiologia umana.
 
2. Scopo
In ambito sportivo, il miglioramento della performance è sempre, o quasi, ricercato nell’allenamento esclusivo delle singole capacità condizionali (forza, velocità, resistenza) senza tener conto, soprattutto nei più giovani, di un approccio globale, che coinvolge anche altri aspetti.
Viene presa poco in considerazione la postura dell’atleta, uno dei temi più complicati e dibattuti nell’ambito sportivo, non tenendo presente che una postura “funzionale e bilanciata” è l’espressione di un buon equilibrio muscolare ed articolare.
Essendo ormai accertato che il controllo posturale è legato in maniera indissolubile al controllo motorio (infatti reazioni statiche possono essere definite una forma di comportamento), ben lungi dall’affrontare tutte le problematiche legate alla postura, sarà mio compito in questo lavoro quello di utilizzare uno degli ingressi del Sistema Tonico Posturale, quello propriocettivo, attraverso l’utilizzo della “Pancafit®, Metodo Raggi®”, per descrivere e classificare l’incidenza dell’ “Allungamento Globale Decompensato” sulla postura e sulla forza (arti inferiori), di giovani calciatori, ponendo l’attenzione, anche, sul rendimento e sulla frequenza degli infortuni degli stessi.
Verificare, quindi, il rapporto tra postura e prestazione sportiva o se vogliamo rifarci, forzando un po’ il concetto, ad una frase molto ricorrente in letteratura: il rapporto tra “struttura e funzione”.
 
3. Materiale e Metodi
Sono stati valutati 16 ragazzi, studenti, età compresa tra i 17 e 18 anni, calciatori della squadra Berretti del Latina Calcio, senza patologie particolari, praticanti quindi attività sportiva a livello agonistico, con la stessa frequenza e metodica di allenamento.
I sedici calciatori hanno svolto almeno quattro sedute di allenamento settimanale, pertinente la disciplina calcistica, oltre la gara di Campionato, che si è svolta nelle giornate di sabato.
Nel corso delle sedute di allenamento in campo (non inferiori ai 120’), il lavoro è stato rivolto all’incremento di capacità condizionali quali la forza, la velocità, la resistenza, oltre ad esercizi di mobilità articolare, effettuati a catena cinetica aperta ed al consueto lavoro tecnico-tattico specifico per la disciplina calcistica. Ogni seduta di allenamento è stata iniziata e terminata con esercizi di stretching classico (Metodo Anderson) e per gli atleti del gruppo di controllo vi è stata un’integrazione di 15’, nel corso dei quali essi hanno effettuato “posture a squadra”, sdraiati sul dorso, con gli arti inferiori uniti o divaricati, in appoggio alla parete.
Il gruppo di lavoro ha effettuato, con ricorrenza settimanale, 10 sedute di circa 50’, di Allungamento Globale Decompensato con attrezzo Pancafit®. Le sedute sono state di gruppo, ma all’interno del protocollo del Metodo Raggi®, ogni atleta ha seguito un programma personalizzato. Nel lavoro su Pancafit® sono stati usati semplici accessori quali: cuscinetti di forma speciale, cinghiette e palline (Star Balls ad alta densità). Le cinghiette sono servite a stabilizzare, all’occorrenza gli arti inferiori, mentre le palline hanno avuto il duplice scopo: aumentare la tensione lungo la catena statica posteriore e defibrotizzare zone particolarmente fibrotiche e retratte. Prima di passare all’esposizione dei dati scaturiti dagli esami posturali e dei test di Bosco, d’ingresso e finali, dei due gruppi, effettuati prima e dopo il periodo di pertinente lavoro vorrei soffermarmi sia sul protocollo Bricot che sui recettori del Sistema Tonico Posturale con qualche riferimento alla pratica sportiva.
Tutti i ragazzi sono stati inizialmente valutati con l’esame posturale clinico (Metodo Bricot) nei tre piani dello spazio.
Il protocollo del prof. Bernard Bricot, presuppone l’utilizzo dei seguenti strumenti:filo a piombo, righello centimetrato, penna biro, podoscopio illuminato Lux. Sul piano sagittale sono state valutate le frecce cervicali e lombari, oltre alla posizione del piano scapolare, del piano gluteo e del massiccio cefalico. Sul piano frontale ho valutato le asimmetrie delle spalle, del bacino. Sul piano orizzontale sono state valutate eventuali rotazioni a livello della cintura scapolare e pelvica.
E’ stato valutato anche il movimento di rotazione della testa da entrambi i lati. E’ stato effettuato il classico “forward-bending”, flessione del busto in avanti a braccia e gambe tese.
Infine sono stati indagati i principali recettori posturali secondo Bricot: l’occhio, il piede e l’occlusione dentale.
Per quanto riguarda l’entrata oculare è stato effettuato il Test di convergenza dei globi oculari ed il Cover Test (eteroforie). L’entrata podalica del Sistema Tonico Posturale è stata valutata con podoscopio Lux con soggetto in appoggio bipodalico.
Per quanto riguarda l’occlusione ci si è avvalsi della classificazione di Angle, in riferimento alla posizione mandibolare. È stato effettuato il Test della marcia sul posto che raccoglie le informazioni provenienti da tutti i recettori. Tuttavia l’informazione predominante è quella dell’adattamento podale. Il soggetto tiene le braccia e le mani tese in avanti senza che si tocchino, chiude gli occhi e cammina sul posto per circa 40 secondi, sollevando bene le ginocchia.
Questo test deve essere fatto senza luce forte e senza punti di riferimento sonori. Vengono annotati eventuali allargamento del poligono di sostegno, rotazioni, traslazioni, perdite di equilibrio. La forza esplosiva è stata valutata attraverso il Test di Bosco. Il prof. Carmelo Bosco ha ideato il metodo (detto appunto “di Bosco”) per valutare la forza degli arti inferiori mediante una serie di salti effettuati sulla speciale pedana Ergojump Bosco System.
Il computer che vi è collegato calcola i tempi della toccata al suolo, i tempi di volo e la distanza coperta dal salto. L’atleta deve eseguire in successione:
  • Squat jump(SJ): l’atleta si posiziona piegando il ginocchio a 90°, mani ai fianchi, gambe leggermente divaricate e compie un balzo verticale. Valuta la forza esplosiva;
  • Counter movement jump(CMJ): stessa posizione e gesto di prima, ma il balzo verticale viene preceduto da un caricamento sulle gambe. Valuta la forza esplosivo-elastica;
  • CMJ con braccia libere (CMJl): stessa posizione e gesto di prima con le braccia libere di muoversi e coordinare il salto.
 
4. Risultati e Conclusioni
Nell’analisi dei dati ho cercato di focalizzare l’attenzione sui dati dell’esame posturale veramente misurabili e “oggettivabili”, quali le frecce cervicali e lombari oltre al risultato del Forward Bending, mentre i risultati del Test di Bosco sono stati confrontati, quantificando le differenze.
Per quanto riguarda la ricorrenza di infortuni posso affermare che, in generale, sia per quanto riguarda il gruppo di lavoro che quello di controllo, non si sono verificati infortuni degni di nota né di grave entità.
Due elementi del gruppo di lavoro dopo le prime due sedute di Pancafit®, hanno accusato crampi muscolari ai muscoli tricipiti surali, episodi che non hanno prodotto esiti e risolti semplicemente con la giornata di riposo settimanale.
A detta degli stessi atleti del gruppo di Lavoro nella progressione del lavoro su Pancafit® vi è stata la percezione di una maggiore fluidità nella corsa e nell’esecuzione dei movimenti.
Riassumendo i dati dell’esame posturale possiamo notare che per quanto riguarda il gruppo di Lavoro:
  • Freccia cervicale: 5 atleti su 8 sono rientrati nel range (6-8 cm) ideale, secondo Bricot, per la curva lordotica cervicale; in tutti gli atleti, comunque, si sono riscontrati miglioramenti in tal senso;
  • Freccia Lombare: tutti gli atleti sono rientrati nel range (4-6 cm) ideale per la curva lordotica lombare;
  • Forward Bending: tutti gli atleti hanno guadagnato nella flessione del busto in avanti a braccia e gambe tese, migliorando anche nell’esecuzione del gesto.
Per quanto riguarda il Gruppo di Lavoro, invece, possiamo riassumere:
  • Freccia Cervicale: alla Verifica dell’esame posturale, solo 2 atleti sono rientrati nel range ideale (6-8 cm), mentre 5 atleti hanno avuto un lievissimo miglioramento;
  • Freccia Lombare: 4 atleti sono rientrati nel range ideale (4-6 cm) e solo un altro calciatore si è avvicinato al suddetto range;
  • Forward Bending: solo 1 atleta ha ottenuto un lieve miglioramento in termini di centimetri, mentre un altro atleta in termini di facilità nell’effettuare la flessione in avanti.
Per quanto riguarda, quindi, i tre parametri dell’esame posturale scelti, nel confronto tra i due gruppi, sono evidenti gli effetti positivi del lavoro effettuato con Pancafit.
Per quanto riguarda il Test di Bosco si sono verificati incrementi significativi tra i test d’ingresso e quelli di verifica per entrambi i gruppi, nei tre tipi di salto, in misura maggiore per il gruppo di Lavoro.
  • Gruppo di lavoro (media): S.J. + 5,01 cm; C.M.J. + 6,4 cm; C.M.J.l + 6,05 cm.
  • Gruppo di Controllo (media): S.J. + 2,2 cm ; C.M.J. + 1,8 cm ; C.M.J.l + 2,2 cm.
Anche in questo caso possiamo commentare che i 16 atleti hanno ottenuto un incremento della forza esplosiva degli arti inferiori ed in particolare il gruppo di lavoro su Pancafit® e nel caso di un paio di calciatori abbiamo ottenuto risultati sorprendenti.
Questi dati sicuramente stimolano ad ulteriori analisi critiche al fine di migliorare la metodica, ma allo stesso tempo hanno consentito di verificare in modo “preciso, inconfutabile e ripetibile” quale valenza riveste la Catena Statica Posteriore nell’equilibrio, nella postura e nell’efficienza della muscolatura scheletrica del giovane calciatore.
150x147xmigliaccio11.jpg.pagespeed.ic.I2MC921Kyq migliaccio211 migliaccio31 migliaccio42

Verifica dell’eventuale miglioramento della forza esplosiva e dei parametri posturali del calciatore utilizzando la quadrupedia del metodo Pancafit®

UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE DI MILANO
 
Tesi effettuata da Mauro De Lucia (Formazione Metodo Raggi®), studente di Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate
c/o la Interfacoltà di Scienze della Formazione e Medicina e Chirurgia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2008/2009
 
Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 84 pagine.
 
1. Introduzione
L’obiettivo che mi sono prefissato con questa tesi è quello di valutare i benefici della metodologia dell’Allungamento Muscolare Globale Decompensato sulla prestazione atletica in particolare del calciatore, essendo stato nel passato un calciatore e attualmente collaboratore con alcune società sportive.
Sarà mio obiettivo dimostrare che un miglioramento posturale porta risultati positivi sia dal punto di vista della performance, ma anche per quanto riguarda un recupero più veloce dagli infortuni.
Negli ultimi anni tante persone hanno messo in discussione il valore dello stretching. Lo scopo della mia sperimentazione sarà quello di far capire in maniera più approfondita le tempistiche di utilizzo, sperimentare dei protocolli di lavoro di facile applicazione da proporre a tutti i livelli per sfatare il luogo comune che il miglioramento della performance è sempre, o quasi, ricercato nell’allenamento esclusivo delle sole capacità condizionali (forza, velocità, resistenza) senza tener conto, soprattutto nei più giovani, di un approccio globale che coinvolga anche altri aspetti come quelli posturali, che per me sono molto importanti.
 
2. Materiali e Metodi
Lo studio è stato eseguito su 20 atleti maschi di età compresa fra i 21 e 32 anni, facenti parte di una squadra di calcio che milita nel campionato di seconda categoria del girone di Monza.
Di questi atleti 10 formano il gruppo sperimentale e 10 il gruppo di controllo.
I giocatori sono stati scelti cercando di formare 2 gruppi il più possibile omogenei tra di loro sotto il punto di vista dell’età, dei ruoli di gioco, dei dolori o delle patologie.
I venti calciatori hanno svolto, durante la stagione sportiva, due sedute di allenamento settimanale, e la regolare partita di Campionato.
Nel corso delle sedute di allenamento in campo, della durata di 120’ minuti, il lavoro è stato rivolto all’incremento di capacità condizionali quali la forza, la velocità, la resistenza. Sono stati effettuati esercizi di mobilità articolare, di stretching analitico ed il consueto lavoro tecnico-tattico.
I soggetti appartenenti al gruppo di controllo hanno effettuato il lavoro programmato ad inizio anno senza nessuna variazione; il gruppo di lavoro si è differenziato esclusivamente per l’aggiunta di una seduta settimanale, della durata di 30 minuti, di Allungamento Muscolare Globale Decompensato utilizzando una particolare postura denominata quadrupedia, per un totale di 10 sedute.
All’inizio della ricerca, gli atleti appartenenti ai due gruppi (controllo e lavoro) sono stati sottoposti a test posturali.
I risultati sono stati poi paragonati con quelli ottenuti al termine della ricerca, attraverso tabelle e grafici che mettono in evidenza le eventuali differenze delle prestazioni, della postura e dell’appoggio podalico.
I test iniziali e finali si sono suddivisi in tre parti:
  • Anamnesi e raccolta dati sui dolori e patologie muscolo-articolari presenti, quantificandone l’intensità attraverso l’utilizzo della scala VAS
  • Analisi posturale e analisi dell’appoggio podalico con l’utilizzo del podoscopio
  • Test funzionali: test di Bosco (SJ, CMJ con braccia libere), salto triplo con partenza da fermo, sprint test di 20 metri piani, bending anteriore.
 
3. Risultati
Al termine della ricerca i risultati dei test eseguiti hanno confermato l’efficacia del protocollo di Allungamento Muscolare Globale Decompensato, sia sulla flessibilità che sulla forza muscolare.
Tali risultati hanno mostrato un esito positivo ai controlli statistici (di tipo Test “T di student”) con un livello di significatività pari almeno al 95% per tutti i test eseguiti.
Dalla Scala Vas di quantificazione del dolore si può osservare, per quanto concerne il gruppo di lavoro, una importante diminuzione del dolore al termine delle sedute che in alcuni casi è completamente sparito.
Ciò dimostra che non solo è possibile prevedere una variazione nelle prestazioni del singolo soggetto (o del gruppo), ma si può anche ottenere un recupero riabilitativo dopo gli infortuni.
Nel gruppo di controllo si è invece verificato un peggioramento.
500x307x113.jpg.pagespeed.ic.gkVoXGte92 Graf. 1: Medie dei valori di quantificazione del dolore nella Scala Vas confrontando i valori tra inizio e fine nel gruppo di controllo e di lavoro. I valori sono stati inseriti sotto forma di indice assoluto cumulativo e dimostrano chiaramente come per il Gruppo di Lavoro si è verificato un miglioramento generalizzato, al contrario del Gruppo di Controllo dove invece è aumentata la percezione soggettiva dei dolori.
L’analisi dei test funzionali mette in luce come il gruppo che ha svolto l’Allungamento Muscolare Globale Decompensato in quadrupedia abbia riportato un miglioramento della prestazione di Forza esplosiva rispetto al gruppo che ha eseguito lo stretching analitico.
Nel test SJ – Squat Jump è ben evidenziato nel grafico come nel Gruppo di Lavoro i valori medi siano migliorati; solo un soggetto non ha ottenuto il miglioramento previsto.
Per quanto riguarda il Gruppo di Controllo, che durante il periodo non ha svolto né un lavoro di riequilibrio né un allenamento specifico per la Forza esplosiva, non si notano miglioramenti significativi; anzi in alcuni casi si è riscontrato un peggioramento.
500x307x213.jpg.pagespeed.ic.GhnMlZzhO3 Grafico 2: i valori medi ottenuti prima e dopo il periodo di ricerca dimostrano come in entrambi i gruppi è presente un miglioramento delle prestazioni.

Nel gruppo di lavoro è evidente il miglioramento medio di 2,4cm, mentre nel gruppo di controllo il miglioramento è stato lieve (0,1cm).
Nel test CMJ – Counter Movement Jump il gruppo di lavoro ha evidenziato un cambiamento postivo con un miglioramento della prestazione per tutti i singoli soggetti.
Nel gruppo di controllo solo due soggetti sono effettivamente migliorati mentre tutto il resto del gruppo è peggiorato.
Questi peggioramenti sono stati causati dalla scarsa capacità di riuso elastico, dovuta probabilmente ad un allungamento effettuato in modo non globale.
500x307x311.jpg.pagespeed.ic. OMPcdb9n8 Grafico 3: Il grafico mostra come la medie delle prestazioni dei soggetti del gruppo di lavoro sia nettamente migliorata dopo le sedute di riequilibrio posturale. Nel gruppo di lavoro il guadagno medio ottenuto è di 2 cm.

Nel caso del gruppo di controllo è risultato un peggioramento medio di 0,7cm.
Nello Sprint Test 20m piani per il gruppo di lavoro si può notare che tutti gli atleti sono riusciti a migliorare. Alcuni in modo sorprendente.
Il gruppo di controllo non presenta invece un miglioramento delle prestazioni.
500x307x411.jpg.pagespeed.ic.1aYbGFaW2G Grafico 4: il grafico delle medie evidenzia il miglioramento ottenuto dal gruppo di lavoro rispetto al gruppo di controllo.
Quest’ultimo mantiene perfettamente nella media i risultati pre e post. Nel gruppo di lavoro il guadagno medio ottenuto è di 0,24 secondi.
Nel Salto Triplo i valori delle prestazioni del Gruppo di Lavoro sono rimasti alti nonostante due atleti non siano riusciti a migliorarsi.
Nel Gruppo di Controllo invece la media dei risultati presenta un leggero peggioramento.
500x307x511.jpg.pagespeed.ic.Y2i1qeSaS4 Grafico 5: il grafico che riporta i valori medi del salto triplo evidenzia un miglioramento per quanto riguarda il gruppo di lavoro di 0,13cm mentre per quanto riguarda il gruppo di controllo si nota un peggioramento nella media della prestazione.
Prendendo i Test Funzionali svolti e analizzandoli singolarmente, si nota subito che il test con il più ampio miglioramento è stato il test di Bending Anteriore.
In questo test tutti i soggetti del Gruppo di Lavoro sono migliorati notevolmente tranne uno, il quale inizialmente presentava una forte intrarotazione degli arti inferiori che gli permetteva di esprimere una maggiore flessione del busto avanti. Andando a lavorare sull’extrarotazione dei femori il soggetto ha perso quella capacità di compensare e sfuggire alle tensioni muscolari riducendo di conseguenza la flessione del busto.
I soggetti del Gruppo di Controllo hanno invece peggiorato i loro parametri causa il non allungamento o l’allungamento scorretto.
500x307x611.jpg.pagespeed.ic.gn6 Zfzd0E Grafico 6: il grafico riporta le medie dei due gruppo all’inizio e al termine della ricerca.

I valori negativi corrispondo ai centimetri che mancano al soggetto per arrivare allo 0, ovvero a toccare il piano di appoggio.
In questo caso è molto marcato sia il miglioramento del gruppo di lavoro sia il peggioramento del gruppo di controllo.
Il miglioramento medio del gruppo di lavoro è di 5,3cm.
A livello posturale tutti i soggetti a cui è stato applicato il Metodo Raggi® hanno riportato un visibile miglioramento dell’equilibrio muscolare.
711 Fig. 1a-1b: nella figura 1a possiamo vedere che le scapole non sono allineate tra di loro, il busto è spostato e compie una rotazione a dx così come l’arto inferiore sx.

Dopo 10 sedute (figura 1b) possiamo osservare diversi miglioramenti: le scapole si sono allineate, la spalla sx si è abbassata mettendosi in asse con la dx, il busto non è più rotato. Rimane lo spostamento a sx di tutti i segmenti corporei.
81 Fig. 2a-2b: nella figura 2a si osserva come le scapole del soggetto non si vedono in quanto nascoste da una postura errata che porta ad una mal distribuzione della muscolatura dorsale che va a coprire le scapole stesse.

E’ evidente anche una rotazione ed uno spostamento del busto a sx, ed un’intrarotazione dei femori.
Dopo il lavoro con il Metodo Raggi® il soggetto ha ristabilito una buona posizione delle scapole nello spazio, diminuendo anche la rotazione e lo spostamento del busto verso sx. Inoltre si osserva come è diminuita notevolmente la rotazione interna dei femori.
91 Fig. 3a-3b: nella figura 3a si osserva un varismo degli arti inferiori che appare nettamente migliorato al termine delle sedute(fig. 3b).

Il soggetto prima del lavoro lamentava un forte dolore lombare, scomparso dopo le sedute.
Anche per quanto riguarda l’appoggio podalico si sono evidenziati dei miglioramenti.
101 Fig. 4a-4b: si può osservare come all’inizio il secondo e l’ultimo dito del piede non appoggiavano correttamente a terra, sia a dx che sx (fig. 4a).

Osservando la figura 4b possiamo notare che dopo le sedute è migliorato l’appoggio del secondo dito in entrambi piedi, presentando un appoggio podalico più ampio dunque una migliore distribuzione del peso.
 
4. Conclusioni
I risultati di questo studio confermano la validità della tecnica di allungamento utilizzata, ribadendo che solo allungamenti globali e decompensati sono realmente efficaci per riequilibrare la muscolatura sia del Sistema Tonico che Fasico.
Premetto che effettuare un programma di riequilibrio posturale, intervenendo sui recettori, necessita di un tempo di adattamento che non si sposa con la pratica costante e continuata della disciplina sportiva; infatti l’organismo, una volta modificata l’informazione, necessita di un certo tempo per integrarla, attraverso un tempo mantenuto sufficientemente a lungo tale da poter innescare modificazioni sia strutturali che di schema motorio. Questo permette di modificare sia la postura che il modo di utilizzare schemi e sinergismi nuovi.
I dati ottenuti, sicuramente interessanti, spronano verso ulteriori ricerche più ampie e con maggior rigore scientifico nella applicazione di un metodo che è sempre aperto alle evoluzioni tecniche.
Va sottolineato che per me è la prima esperienza in questo settore e la metodica che è stata applicata ai calciatori del gruppo di studio non comprendeva tutte le metodiche dell’intero Metodo Raggi®.
Nonostante ciò i risultati hanno consentito di dimostrare in modo “preciso, inconfutabile e ripetibile” quale valenza rivesta la Catena Statica Posteriore nell’equilibrio posturale e nella performances dell’atleta.
L’utilizzo della contrazione isometrica in posizione eccentrica, applicata a posture mantenute a lungo nel tempo, permette di agire su più piani e su più fronti, migliorando così più parametri allo stesso tempo.
A questo punto si può affermare che un lavoro di riequilibrio posturale, anche se effettuato su degli atleti attivi e che svolgono altre attività, può aiutare a migliorare e a mantenere un’ ottima performance durante tutta la stagione, e che un allungamento muscolare non corretto o non eseguito può portare non solo a non migliorare la prestazione ma addirittura a peggiorarla.
Inoltre un dato da non sottovalutare è che un buon riequilibrio muscolare e una buona visco-elasticità muscolare (evidenziato anche dalle foto con griglia dei soggetti e dalla diminuzione dei dolori percepiti dai giocatori) oltre a migliorare l’efficacia del gesto e della performance in generale rappresentano fattori fondamentali nella prevenzione degli infortuni.
Queste affermazioni sono in linea con i risultati ottenuti: il gruppo che ha eseguito il protocollo sperimentale ha ottenuto dei miglioramenti statisticamente significativi sia nei valori di forza esplosiva che nella capacità di riuso elastico.
Alla fine delle sedute, tutti i ragazzi che hanno sperimentato il lavoro con il Metodo Raggi® sostengono di sentirsi meglio, “più dritti”, più “rilassati mentalmente” e tutti sentono la necessita di continuare le sedute anche in un futuro.
Valutazioni delle ipotetiche modificazioni dei parametri stabilometrici su soggetti sportivi, applicando un trattamento di riabilitazione sul diaframma, secondo il Metodo Raggi® su Pancafit®
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dai Dott. Vincenzo Zaccagnino, Rocco Russo, Belal Saleh, Michele Tartaglia (Formazione Metodo Raggi®), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2003/2004.

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 57 pagine
 
1. Introduzione
Ho sentito l’esigenza di applicare una parte delle nozioni, forniteci dal Prof. Daniele Raggi, apprese nel corso del Master in Posturologia, in questa sperimentazione al fine di valutare e analizzare le modificazioni dei parametri fisiologici, atletici e posturologici, che possono intervenire su soggetti sportivi applicando il Metodo Raggi® su Pancafit®.
 
2. Scopo
Questa ricerca ha lo scopo di valutare e analizzare le modificazioni che possono intervenire su soggetti sportivi applicando il Metodo Raggi® su Pancafit®.
Essendo ormai accertato che il controllo posturale è legato in maniera indissolubile al controllo motorio, sarà quindi mio compito verificare la relazione tra postura e prestazione sportiva proponendo e integrando, a supporto dello sportivo stesso, un protocollo di lavoro che si fonda sull’allungamento muscolare globale decompensato.
Con questo lavoro sperimentale si cerca di dare degli stimoli tali da provocare degli effetti di riequilibrio della postura e di miglioramento della prestazione atletica.
Analizzando nel dettaglio, lo scopo è il seguente:
  • analizzare gli effetti dell’allungamento muscolare globale decompensato sulla postura dello sportivo;
  • valutare le modificazioni dei parametri respiratori prima e dopo la sperimentazione tramite l’esame spirometrico;
  • valutare i cambiamenti fisiologici dello sportivo attraverso il test di Cooper.
 
3. Materiali e Metodi
Il campione che è stato sottoposto alla sperimentazione è rappresentato dalle squadre di calcio maschile, militanti nel campionato dilettantistico lucano: U.S. S. Angelo – S. C. Possidente, con le seguenti caratteristiche:
  • Sesso: Maschile;
  • Età: 18 – 30 anni;
  • Sport praticato: Calcio
  • Livello: Dilettanti
Il gruppo di lavoro è stato:
 
1) sottoposto ai test;
2) suddiviso in 2 gruppi: – uno di controllo del numero di 25 sportivi che continua a seguire la preparazione atletica standard.
- uno di lavoro del numero di 25 sportivi ai quali è stato somministrato un lavoro di Riequilibrio Posturale col Metodo Raggi® con Pancafit®.
3) Verificato, a fine sperimentazione, secondo tutti i parametri presi in esame.
Il trattamento con Pancafit® ha previsto una seduta settimanale della durata di 50 minuti per un totale di 10 sedute.
 
I test utilizzati per la ricerca sono:
Esame spirometrico:
  • Spirometria (FVC -capacità vitale forzata- FEV 1 -volume espiratorio massimo nel 1° secondo- VC -capacità vitale-)
Esame posturale:
  • Test di Fukuda
  • Test Barrè sul P.S.
  • Podoscopio (Appoggio bipodalico)
  • Esame Stabilometrico
  • Test di Flessione (Forward Bending)
Esame atletico:
  • Test di Cooper
 
4. Risultati
Al fine di evidenziare e facilitare la lettura dei risultati raggiunti, sono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che estrinsecano i risultati ottenuti dalla sperimentazione.
 
TEST DI FUKUDA

zaccagnino.russo1a1310x236xzaccagniro.russo1b1.jpg.pagespeed.ic.fdOLAvuWie

  Numero di soggetti che hanno ottenuto un miglioramento
Gruppo di lavoro 3
Gruppo di controllo 1
Fig. 1a-1b : Confronto tra i parametri iniziali ( P.I.) e finali ( P.F.) del “ test di fukuda” confrontando il gruppo di lavoro ( fig.1a ) con quello di controllo ( fig. 1b) facendo riferimento al parametro di 30° (entro il quale la rotazione risulta fisiologica). Si può notare come, per il gruppo di lavoro ( che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi®) i soggetti che hanno evidenziato un miglioramento sono 3 mentre per il gruppo di controllo ( che ha svolto la preparazione atletica standard) è 1.


TEST DI BARRE’

zaccagnino.russo2a1zaccagnino.russo2b1

Differenze dei valori medi (espresse in centimetri) C7 L4
Gruppo di lavoro -2,06 -0,82
Gruppo di controllo -0,8 0,1
Fig. 2a-2b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) del “ test di Barrè ” facendo riferimento alla distanza di C7 ed L4 dalla linea verticale di riferimento, confrontando il gruppo di lavoro ( fig.2a) con quello di controllo (fig.2b). Si può notare come, per il gruppo di lavoro ( che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi®) le distanze di C7 e L4 dalla linea verticale di riferimento è diminuita di 2,06 cm per C7 e di 0,82 per L4 mentre per il gruppo di controllo ( che ha svolto la preparazione atletica standard) la distanza di C7 è diminuita solo di 0,8 cm mentre la distanza di L4 è aumentata di 0,1.

 

STABILOMETRIA

zaccagnino.russo3a1zaccagnino.russo3b1

Differenze dei valori medi ( espressa in mm) OA OC
Gruppo di lavoro - 34,2  - 47,38
Gruppo di controllo  16,2 33,04
Fig. 3a-3b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) dell’esame stabilometrico ( prendendo in esame lo statokinesiogramma generale-lunghezza del gomitolo-) eseguito ad occhi aperti (O.A.) e chiusi (O.C.), confrontando il gruppo di lavoro ( fig.3a) con quello di controllo (fig. 3b). Dai grafici è possibile notare come per il gruppo di lavoro ( che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi®) i parametri finali, sia ad occhi aperti che chiusi, siano diminuiti ( -34,2 ad OA e -47,38 ad OC). Per il gruppo di controllo ( cha ha svolto la preparazione atletica standard) i parametri finali sono aumentati ( +16,2 ad OA e +33,04 ad OC).

 

TEST DI FLESSIONE

zaccagnino.russo4 1

Differenza dei valori medi (espressa in centimetri)  
Gruppo di lavoro 6,28
Gruppo di controllo 0,9
Fig. 4 : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) del “ test di flessione “ del busto in avanti confrontando il gruppo di lavoro con quello di controllo. Dai grafici si può notare come il gruppo di lavoro ( che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi®) abbia ottenuto, in media, un miglioramento della flessione del busto in avanti di 6,28 cm. Il gruppo di controllo ( che ha svolto la preparazione atletica standard) ha ottenuto il miglioramento della flessione del busto in avanti di 0,9 cm.

 

SPIROMETRIA

zaccagnino.russo5a1zaccagnino.russo5b1

Differenze dei valori medi FVC FEV1 VC
Gruppo di lavoro 0,22 0,16 0,16
Gruppo di controllo 0,11 0,5 0,2
Fig. 5a-5b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) dell’esame spirometrico confrontando il gruppo di lavoro ( fig. 5a) con quello di controllo ( fig. 5b ). Dai grafici è possibile notare come i valori di riferimento ( FVC_FEV_VC ), per il gruppo di lavoro ( che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi®) sono aumentati di : FVC +0,22- FEV +0,16- VC + 0,16. Per il gruppo di controllo ) (che ha svolto la preparazione atletica standard) i valori di riferimento sono aumentati di: FVC + 0,11- FEV +0,5- VC + 0,2.

 

TEST DI COOPER

zaccagnino.russo6 1

Differenza della distanza percorsa (espressa in metri)  
Gruppo di lavoro 7985
Gruppo di controllo 1090
Fig. 6 : Confronto dei parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) ottenuti dal test di Cooper confrontando il gruppo di lavoro con quello di controllo. Dai grafici è possibile notare come il gruppo di lavoro ( che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi®) ha ottenuto un miglioramento pari a 7.985 m percorsi in più rispetto al test iniziale. Il gruppo di controllo ( che ha svolto la preparazione atletica standard) ha ottenuto un miglioramento pari a 1.090 m percorsi in più rispetto al test iniziale

 

5. Conclusioni
Dai risultati ottenuti da questa ricerca è lecito affermare che il corretto utilizzo dell’allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit® è da ritenersi vantaggioso per le modificazioni dei parametri oggetto di studio nella nostra sperimentazione. In conclusione a tale lavoro di ricerca si può affermare che il Metodo Raggi® su Pancafit® integrato alla preparazione atletica classica, dia notevoli risultati in termini di miglioramento dei parametri oggetto di studio inducendo un cambiamento favorevole nella capacità di coordinazione ed elasticità muscolare che permette, come riferito dagli sportivi del gruppo di lavoro, un’ aumentata sopportazione dei carichi di lavoro durante le sedute di allenamento ottimizzando la performance sportiva nel corso della competizione.