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Studio delle modificazioni delle abilità visive in soggetti con disfunzioni della visione binoculare in applicazione di un protocollo di Visual TraningTM somministrato in postura decompensata secondo il Metodo Raggi®
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dal dott. Paolo Molinari, studente del Master Interdisciplinare di I livello “VALUTAZIONE E RIEDUCAZIONE DELLE DISFUNZIONI VISUO-POSTURALI” c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Neurologia e Otorinolaringoiatria Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2007/2008

NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 97 pagine.
 
1. Introduzione
Noi studiamo la percezione nel tentativo di spiegare ciò che osserviamo nel mondo circostante. In ogni istante milioni di informazioni provenienti da vari sensori del corpo umano viaggiano e vengono elaborati in una complessa rete deputata a salvaguardare quello che definiamo equilibrio, cioè il rapporto ottimale tra il soggetto e l’ambiente circostante.
Ogni essere vivente deve infatti essere in grado di adattarsi alla situazione ambientale per poter sopravvivere e per svolgere le proprie attività. Tale adattamento richiede continue informazioni su ciò che succede nell’ambiente stesso e all’interno del proprio corpo per garantire, sia in condizioni statiche che dinamiche, il controllo visivo dell’ambiente, della postura statica e dei movimenti, la regolazione dei riflessi neurovegetativi, la coscienza della situazione e il benessere psicologico.
Una funzione così importante non può essere affidata ad un solo organo od apparato ma richiede un intero sistema, cioè un insieme di strutture comunicanti e di processi che concorrono in modo definito alla funzione stessa.
L’occhio è il nostro organo di senso principale e in questi ultimi anni sono stati fatti passi in avanti per la comprensione di come l’occhio e il cervello cooperano nella valutazione dell’informazione visiva, in particolare mediante meccanismi di analisi dell’orientamento, della forma, del colore e della capacità di percepire la profondità e la solidità (stereopsi). Tutti questi meccanismi hanno un fondamento genetico, ma richiedono l’esperienza visiva per maturare, specialmente nella prima infanzia.
Fra tutte le specie viventi, l’uomo ha il sistema visivo più complesso, un sistema che comprende l’occhio e le parti del cervello ad esso collegate, che gli permette di coordinare e comprendere i sempre più intricati elementi del suo ambiente. Mediante l’occhio e il cervello, l’uomo è in grado di porre certe domande e di scoprire le risposte adeguate.
Un equilibrio della visione binoculare è il presupposto per poter incrementare le proprie prestazioni. Ad una “forma” posturale equilibrata, infatti, corrisponde un buon funzionamento visuo-posturale il quale rappresenta una condizione indispensabile per ottenere la migliore performance.
Abbiamo detto che il sistema visivo completa il proprio sviluppo nei primi anni di vita del bambino, grazie alla progressiva maturazione delle strutture che collegano occhio e cervello.
Il sistema, per svilupparsi correttamente, necessita di immagini nitide da entrambi gli occhi. Un altro requisito fondamentale è la cooperazione e il sincronismo dei movimenti oculari.
Qualsiasi ostacolo alla visione che si presenti in questo periodo determina un arresto della maturazione del sistema visivo influendo, talvolta, sul normale sviluppo psichico e fisico.
Oggigiorno, con opportune tecniche riabilitative, è possibile recuperare, nella maggior parte dei casi, la funzionalità visiva in età adulta. Parte di queste tecniche riabilitative possono essere racchiuse sotto il termine di VISUAL TRAINING (VT) o educazione percettiva. Per effettuare un trattamento di VT è necessario eseguire un’analisi completa della funzione visiva nelle tre aree che si riferiscono rispettivamente all’integrità della funzione visiva (salute oculare, acuità visiva e condizione refrattiva), all’efficienza visiva (accomodazione, visione binoculare e abilità oculomotorie) e al processamento delle informazioni visive (abilità visuo-spaziali, abilità di analisi visiva e abilità di intergrazione visuomotoria).
Il Visual Training è in assoluto la strategia terapeutica più sofisticata e scientifica che ci sia al mondo, è basata sulle leggi dell’apprendimento (educazione). Lo strumento principe è la palla di Marsden, la differenza con le altre forme di training è che in queste il sintomo è considerato il problema, la causa.
 
2. Scopo
Lo scopo di questa ricerca è di valutare se, grazie all’impiego dell’ Allungamento Muscolare Globale Decompensato secondo il Metodo Raggi® durante il trattamento Visual Training, si riescono ad ottenere rilevanti miglioramenti della funzione visiva e un corretto equilibrio muscolare binoculare che differiscono dalla combinazione con la metodica della Backschool e il Visual Training.
Questo scopo ed interesse sono nati dopo aver osservato personalmente l’instaurarsi di interessanti e immediati riscontri su persone con squilibri binoculari durante la lezione del prof. Raggi; ecco come nasce l’idea di sperimentare e verificare l’ipotetica validità di un nuovo protocollo nel trattamento del Visual Training.
 
3. Materiali e metodi
Sono stati coinvolti 50 soggetti di ambo i sessi (compresi tra 15 e 65 anni), di estrazione sociale eterogenea, con atteggiamenti posturali adattativi e scelti indipendentemente dalla presenza di algie, tranne fasi acute.
Il controllo al Sistema Visivo Binoculare è stato protocollato principalmente nei test di oculomotricità, negli inseguimenti pursuit e saccadi.
I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi di lavoro denominati G1Pancafit® di 23 elementi; G2 Backschool di 13 elementi e G3 libero di 10 elementi.
Al Gruppo G1 è stato applicato un protocollo di lavoro specifico sul Diaframma secondo il principio del metodo Raggi®, con l’uso personalizzato della Pancafit® a cui è stato studiato un modo per poter utilizzare la palla di Mardsen e per poter eseguire le saccadi con hard chart.
Il Gruppo G2 ha eseguito un protocollo di lavoro con la backschool utilizzando un pallone di PVC, Il Gruppo G3 ha continuato l’attività normale di palestra.
Allo scopo di dare alla ricerca attendibilità scientifica ho eseguito i test visivi a tutti i soggetti con la stessa metodologia.
Per la medesima motivazione all’interno di ogni gruppo i soggetti hanno affrontato le esercitazioni con le stesse metodologie, tempistiche ed intensità.
Tutti i gruppi hanno effettuato un ciclo di due sedute settimanali di 60’ per una durata di 8 settimane.
All’interno della seduta, sempre a carattere individuale, 15’ sono dedicati agli esercizi di Visual Training.
 
La ricerca si è svolta in tre fasi:
 
1) pre-test sulla funzionalità visiva relativamente sul sistema oculomotorio e sulla visione binoculare
2) un protocollo di lavoro specifico per ogni gruppo
3) un post-test, dove tutti i soggetti sono stati rivalutati con la stessa metodologia del pre-test.

Ho voluto anche sperimentare l’utilizzo della Pancafit® in un paziente affetto da strabismo funzionale che nel suo trascorso terapeutico non aveva ottenuto risultati particolarmente interessanti.

 
4. Risultati
Test visivi con Telebinocular

 

• Visual Skills Profile (profilo delle abilità visive al punto remoto e al punto prossimo). Per il Gruppo I (Pancafit) il test ha evidenziato un miglioramento più significativo (+30%) nelle abilità visive per lontano. Questo può essere spiegato dal fatto che le persone del gruppo erano in maggioranza presbiti, cioè con minor flessibilità per vicino. Il gruppo II (Backschool) non ha presentato significativi cambiamenti mentre il gruppo III (controllo ha evidenziato un miglioramento solo da lontano.

 

• Progress of Fusion (efficienza fusionale in progressione per lontano e per vicino). Nei gruppi Pancafit e Backschool non si sono evidenziati cambiamenti significativi mentre si è osservato un cambiamento positivo per il gruppo di Controllo sia da lontano che da vicino.
• Clinical of Fusion (efficienza dell’ampiezza fusionale IN e OUT per lontano e vicino). Nei gruppi Pancafit e Backschool non si sono evidenziati cambiamenti significativi. Solo nel gruppo di Controllo si è rilevato un miglioramento nel test Base IN lontano.
• Multi Stereo (test di stereopsi da lontano per verificare la disparità retinica a livello foveale).
 

Nel gruppo Pancafit i risultati sono rimasti invariati mentre si è evidenziato un leggero miglioramento per il gruppo Backschool. Nel gruppo di controllo invece c’è stato un peggioramento.

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Grafico 1a-1b: miglioramento percentuale ottenuto nel test telebinocular Visual Skill da lontano e da vicino nei tre diversi gruppi.

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Test Oculomotori

• NSUCO Pursuit (test di valutazione comportamentale e attitudinale che valuta in senso negativo ogni movimento di compenso della testa o del corpo. Valuta, in visione binoculare, la capacità di coordinazione motoria d’inseguimento). C’è stato un miglioramento significativo per il gruppo Pancafit di cui la verifica positiva di questo test si spiega per il lavoro svolto nel protocollo. Anche il gruppo Backschool ha avuto un significativo miglioramento a seguito degli esercizi oculomotori mentre non si sono evidenziati cambiamenti per il gruppo di Controllo.

• NSUCO saccadi (test di valutazione comportamentale e attitudinale che valuta in senso negativo ogni movimento di compenso della testa o del corpo. Valuta la lateralità dei movimenti effettuati sul piano orizzontale). Nel guppo Pancafit sono stati ottenuti risultati positivi così come per il gruppo di controllo. Il miglioramento per il gruppo Backschool non è stato invece altrettanto notevole.

• PPC (Punto Prossimo di Convergenza, test binoculare eseguito con entrambi gli occhi aperti).

Per quanto riguarda il punto di rottura si è ettenuto un miglioramento in tutti e tre i gruppi, più significativo nel gruppo Pancafit e nel gruppo Backschool.
Relativamente al punto di recupero il gruppo di controllo non ha ottenuto variazioni mentre si è verificato un miglioramento notevole negli altri due gruppi.

• Groffman vicino (Visual Traning, si valuta l’efficienza della motricità pursuit abbinate a delle saccadi). Per il gruppo Pancafit la verifica positiva di questo test si spiega per il lavoro svolto nel protocollo di VT in Pancafit. Il gruppo Backschool e di Controllo non hanno evidenziato miglioramenti.

• DEM (test che si effettua per vicino, analizza le componenti saccadiche e la verbalizzazione del soggetto). I test non evidenziano miglioramenti significativi nei tre gruppi.

• CORDA DI BROCK lontano e vicino (test eseguibile nello spazio libero. Test che permette di valutare come il soggetto proiettala propria visione nello spazio). I test non evidenziano miglioramenti significativi nei tre gruppi.

• COVER TEST lontano e vicino (osservazione del comportamento motorio dell’occhio non fissante. Il test consiste nell’interrompere la visione binoculare dell’esaminato occludendogli uno dei due occhi e osservando il comportamento motorio di uno o entrambi gli occhi quando viene tolta l’occlusione). I test non evidenziano miglioramenti significativi nei tre gruppi.

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5. Conclusioni
Dall’analisi dei risultati raccolti ed esaminati in un protocollo di Visual Training™ somministrato in postura decompensata secondo il Metodo Raggi® sono emerse indicazioni molto significative. Attraverso il “t” di Student è stato possibile capire se tali cambiamenti siano realmente attribuibili al lavoro svolto con il Metodo Raggi® su Pancafit® e non dettati dal caso.
I miglioramenti più rilevanti sono stati riscontrati nel gruppo G1 Pancafit® sul quale è stato essenzialmente incentrato il lavoro di Visual Training.
Per quasi tutti i test oculomotori è emerso un miglioramento indicativo. E’ evidente dall’esame dei risultati, che il riequilibrio delle catene muscolari e il conseguente allineamento dei segmenti corporei, favorisce in modo importante la funzionalità dell’apparato muscolo-scheletrico, riportando la condizione di equilibrio, economia e comfort.
L’Allungamento Muscolare Globale Decompensato, attraverso la simmetria dei muscoli suboccipitali con i muscoli oculomotori estrinseci, ha generato nei soggetti trattati una maggiore flessibilità del Sistema Visivo Binoculare.
I Gruppi G2 e G3, che non hanno eseguito gli esercizi in Pancafit®, mostrano risultati deficitari. Tale situazione sta a significare che la mancata riduzione dei compensi e delle retrazioni muscolari non permette di usufruire di un miglioramento in breve tempo in termini propriocettivi. Case report di Anna Il mese di novembre ho effettuato un’Analisi Visiva ad una bambina inviata da un medico posturologo.
Anna manifestava uno strabismo di tipo funzionale fin dall’età di 1 anno associato ad una ipermetropia importante. E’ stata seguita negli anni dallo specialista oftalmologo con prescrizione di lenti per correggere l’Ametropia e terapia ortottica per raddrizzare l’occhio deviato. La bambina all’inizio della terapia era parzialmente migliorata, mantenendo comunque un angolo deviato dell’occhio sx. In conseguenza di una forte alterazione febbrile a 5 anni, l’angolo di deviazione dell’occhio è molto peggiorato.
Le terapie ortottiche intraprese successivamente non hanno sortito miglioramenti significativi. Il medico posturologo curante ha consigliato una terapia di Training Visivo. Quando ho valutato Anna, che oggi ha 9 anni, stavo iniziando la stesura di questa tesi e ho pensato di integrare il suo protocollo di Visual Training con l’utilizzo della Pancafit®. Abbiamo eseguito esercizi oculomotori con l’utilizzo della sfera di Wolf, che permetteva di dosare la velocità di fissazione dello sguardo. Abbinando esercizi diaframmatici di rilassamento distesa in Pancafit, Anna ha eseguito il protocollo di Visual Training con la Palla di Mardsen.
Già dopo il terzo incontro settimanale la paziente ha dato una risposta positiva e cioè l’occhio deviato è ritornato abbastanza in asse. Anna esegue a casa quotidianamente gli esercizi prescritti. Dopo tre mesi di Training Visivo con un lavoro principalmente oculomotorio gli occhi della paziente sono in asse. Anche la funzione dell’occhio è migliorata aumentando la capacità di vedere ( da 4-5/10 è progredita a 6-7/10).
Per togliere ad Anna le tensioni che perduravano da tempo ho dato uno stimolo di streching maggiore agli oculomotori. Si è così creata una condizione nelle catene muscolari generata da una correlazione tra i muscoli nucali e i muscoli oculomotori. Dopo quattro mesi di terapia abbiamo verificato i progressi ottenuti ed abbiamo eseguito dei test funzionali che hanno evidenziato una deglutizione viziata che interferiva con il mantenimento di un Equilibrio Binoculare corretto. Oggi Anna continua il Visual Trainig per recuperare una visione binoculare stabile e dovrà integrare la riabilitazione visiva con un trattamento miofunzionale.
Il trattamento delle tensioni oculari attraverso l’allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit® - Metodo Raggi®
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dalla Dott.ssa Rachele Groppi (Formazione Metodo Raggi®) studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2003/2004.

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 56 pagine
 
1. Introduzione
Tra i vari articoli pubblicati ho trovato molto interessante una frase del dottor Salteri, il quale scrive: “il nodo cruciale del trattamento è l’interdisciplinarietà, la necessità di lavorare in team: non esiste più il paziente visto come “proprietà privata” del singolo professionista, chiuso nel proprio studio/orticello, ma tutti i professionisti sono chiamati a fare la propria parte in modo coordinato. A me piace comparare il medico che si occupa di problematiche posturali al direttore d’orchestra che “coordina” i vari musicisti, veri e propri artisti presi singolarmente, ma fonte di confusione se lasciati suonare ognuno per conto proprio, senza il rispetto dei tempi e senza conoscere le esigenze degli altri.” . L’approccio posturologico nei confronti del paziente non si limita al sintomo, ma cerca di affrontare tutte le problematiche apparentemente “silenti”, che potrebbe portarle ad essere causa di malessere sia a livello fisico che mentale.
In questa tesi è stato utilizzato il Metodo Raggi® (Allungamento Muscolare Globale Decompensato) applicandolo alla sfera del nostro apparato visivo, sempre in un contesto di globalità.
L’obiettivo è stato quello di individuare e quindi ridurre alcune problematiche quali le tensioni oculari, i bruciori e i fastidi agli occhi, le lacrimazioni, ecc che possono colpire questo nostro organo di senso utilizzando il lavoro su Pancafit® e nello specifico effettuando il trattamento della muscolatura cervicale.
 
2. Scopo
Lo scopo del presente lavoro è dimostrare come una strategia di lavoro innovativa, con l’utilizzo dell’attrezzo denominato Pancafit® secondo il Metodo Raggi® (A.M.G.D.), possa portare dei miglioramenti o dei netti cambiamenti alla sfera visiva. Il lavoro sarà effettuato con il gruppo sperimentale, messo a confronto con il gruppo di controllo al quale non viene applicato il Metodo Raggi®, né ha avuto la possibilità di utilizzare l’attrezzo Pancafit® in altre sedi.
 
3. Materiale e metodi
Per effettuare questa sperimentazione sono stati coinvolti quaranta soggetti di sesso femminile, di età compresa tra 19 e 72 anni, di estrazione sociale eterogenea, con disfunzioni e/o algie nel tratto cervicale in fase sub-acuta o cronica alle quali si associavano disturbi legati alla sfera oculare. I disturbi più frequenti erano: le tensioni oculari, i bruciori, le lacrimazioni, i dolori al bulbo oculare con presenza di mal di testa. Sono state considerate anche le problematiche osteoarticolari in altri distretti. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: 20 (venti) sono stati inseriti nel gruppo sperimentale e 20 (venti) nel gruppo di controllo. I gruppi sono stati ulteriormente divisi facendo distinzione tra l’attività lavorativa svolta (impiegatizia o non). Il gruppo sperimentale è stato sottoposto ad un ciclo di 5 (cinque) sedute, a carattere individuale, della durata di trenta minuti, con cadenza settimanale. Su questi soggetti è stato applicato un lavoro specifico sulla muscolatura cervicale secondo il principio del Metodo Raggi®, con l’uso di Pancafit®. Il gruppo di controllo è stato sottoposto ad un test iniziale per poi essere ritestato dopo cinque settimane.
 
Criteri di inclusione:
Sono stati selezionati soggetti adulti di sesso femminile comprese tra i 19 ed i 72 anni: 20 impegnate in lavori diversi, 20 impegnate nel lavoro di tipo impiegatizio, non praticanti attività sportive agonistiche o ricreative con regolarità. Tutte dovevano manifestare dolori e/o tensioni alla sfera oculare, associate a bruciori, lacrimazioni ed anche mal di testa.
 
Criteri di esclusione:
Sono state escluse donne con diagnosi di ernie discali espulse cervicali, donne in gravidanza e donne che hanno subito interventi chirurgici agli occhi con tecnica laser.
Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad una serie di fasi comprendenti :
  • L’esame posturale
  • I test all’inizio ed alla fine delle 5 sedute per i gruppi sperimentali
  • I test all’inizio e dopo cinque settimane per i gruppi di controllo
I test comprendono:
a) il punto prossimo di convergenza: punto di rottura e di recupero;
b) la valutazione dei disturbi oculari secondo la scala di tensione che segue: dolore, tensione, nessun dolore. Questi dati sono rappresentati nei grafici, coi numeri:
 - 0 (zero) senza dolore;
 - 1 (uno) con tensione;
 - 2 (due) con dolore
c) la rotazione del capo
d) l’occhio dominante
 
4. Risultati
I dati ottenuti dal presente studio fanno emergere informazioni molto importanti sia sui trattamenti utilizzati per la risoluzione del problema sia sulle problematiche prese in considerazione.
Attraverso l’applicazione delle metodiche di trattamento con Pancafit® (Metodo Raggi®) si è riusciti a determinare dei cambiamenti nell’ambito del complesso delle tensioni oculari e bruciori con lacrimazione, associati a volte anche a fenomeni di mal di testa, e disturbi riferiti al rachide cervicale ed alla postura in toto.
L’ evidenza di questo è fornita dall’analisi dei dati, descritti più chiaramente nei grafici sotto riportati, nei quali emerge la variazione dei valori numerici dei parametri presi in esame. In sintesi, confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) per i gruppi sperimentali, si può affermare che con l’applicazione del Metodo Raggi® e l’utilizzo di Pancafit® si è verificato: sensibile miglioramento del punto prossimo di convergenza, riduzione delle tensioni oculari e maggior mobilità nella rotazione del capo; nei gruppi di controllo invece si denota un ripetersi degli stessi risultati oppure un peggioramento.
 
I risultati del presente studio fanno emergere che il trattamento si è dimostrato efficace nel raggiungere gli obiettivi prefissati: un netto cambiamento o un miglioramento dei disturbi relativi alla sfera oculare tramite esercizi mirati con Pancafit® – Metodo Raggi®.
groppi17 groppi21 Fig. 1: Variazione in centimetri del “punto di rottura” per il gruppo di controllo che non ha eseguito nessun trattamento ( il primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) emerge, da entrambi i grafici, che dopo 5 settimane il “punto di rottura” è ad una distanza maggiore rispetto all’inizio.
groppi31 groppi41 Fig. 2: Variazione in centimetri del “punto di rottura” per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi® ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) emerge che, in entrambe i grafici, solo per 2 soggetti il “punto di rottura” è rimasto invariato; in tutti gli altri casi è possibile notare come “il punto di rottura” risulti ad una distanza minore rispetto alla situazione di partenza.
groppi51 groppi61 Fig. 3: Variazione in centimetri del “punto di recupero” per il gruppo di controllo che non ha eseguito nessun trattamento (il primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) non è possibile individuare una linea di andamento comune in quanto, in entrambi i grafici, si nota come per alcuni soggetti la situazione sia rimasta invariata, per altri il “punto di rottura” risulta ad una distanza minore rispetto all’inizio mentre per altri risulta ad una distanza maggiore.
groppi71 groppi82 Fig. 4: Variazione in centimetri del “punto di recupero” per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi® ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) si può notare come, “il punto di recupero” risulti, tranne che per due soggetti, ad una distanza minore rispetto a quella iniziale.
groppi91 groppi101 Fig. 5: Variazione in centimetri della “rotazione del capo a sx “ per il gruppo di controllo che non ha svolto nessun trattamento ( il primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) risulta che dopo 5 settimane, in entrambe i gruppi si presenta una situazione mista dove si sono verificati alcuni peggioramenti,alcuni miglioramenti ed alcune situazioni rimaste invariate.
groppi111 groppi121 Fig. 6: Variazione in centimetri della “rotazione del capo a sx” per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi® ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) in entrambi i grafici si evidenzia il miglioramento della rotazione del capo a sx in quanto la distanza tra capo e spalla a T5, risulta sempre diminuita ad eccezione di 2 soggetti appartenenti al 1° gruppo sperimentale che non hanno presentato alcun cambiamento.
groppi131 groppi141 Fig. 7: Variazione in centimetri della “rotazione del capo a dx” per il gruppo di controllo che non ha svolto nessun trattamento ( primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) entrambi i grafici evidenziano una situazione mista dove alcuni soggetti presentano dei peggioramenti, altri dei miglioramenti ed altri una situazione invariata rispetto all’inizio.
groppi151 groppi161 Fig. 8: Variazione in centimetri della “rotazione del capo a dx” per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi® ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) entrambi i grafici evidenziano il miglioramento della rotazione del capo a dx in quanto la distanza tra capo e spalla, a T5, risulta sempre diminuita ad eccezione di 1 soggetto appartenente al 1° gruppo sperimentale e 2 soggetti appartenenti al 2° gruppo sperimentale che non hanno presentato alcun cambiamento.
 
5.Conclusioni
I risultati ottenuti fanno emergere che il trattamento con l’utilizzo di Pancafit® è efficace nel raggiungere gli obiettivi prefissati, come si evince confrontando i singoli test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo le 5 sedute) per i soli gruppi sperimentali. In particolare in tali gruppi si è verificato un miglioramento sia del “punto di rottura” che “ del punto di recupero” (utilizzando la sfera di Wolf) ed una maggior mobilità nella rotazione del capo sia a destra che a sinistra.
Nei gruppi di controllo si denota, per alcuni il ripetersi dei risultati iniziali, per altri addirittura un peggioramento.