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Misurazione dell’efficacia dell’intervento dell’ “Allungamento Muscolare Globale Decompensato”

Misurazione dell’efficacia dell’intervento dell’ “Allungamento Muscolare Globale Decompensato” secondo il Metodo Raggi® - Pancafit® su soggetti affetti da lombalgia cronica
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 
Tesi effettuata dalla Dott.ssa Xenia Tappi (Formazione Metodo Raggi®), studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2003/2004.
 
Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 60 pagine.
 
1. Introduzione
La ricerca si è prefissata lo scopo di sperimentare l’efficacia di una nuova metodica di esercizi, chiamata “stretching globale decompensato su Pancafit® Metodo Raggi®” in casi di disordini posturali manifestanti lombalgia cronica.
Questa metodica si prefigge lo scopo di ristabilire l’armonia e l’equilibrio dei segmenti vertebrali e periferici attraverso il recupero dell’estensibilità perduta dei gruppi muscolari accorciati e ipertonici nonché del sistema fasciale nella sua globalità considerate le conessioni dirette con i visceri, gli organi interni e con il diaframma.
La parte riferita alla percezione del dolore ha tenuto conto che, in quanto considerato come fenomeno emotivo (quale gioia, tristezza, noia, etc.), esso non è misurabile in modo obiettivamente esatto (come è possibile per il peso, la lunghezza, la temperatura, ecc.), ma è soltanto valutabile in modo soggettivo ed approssimativo. A questo proposito sono stati utilizzate scale di riferimento e questionari, già impiegati in ambito scientifico, che consentono una valutazione di soddisfacente precisione per valutare il cambiamento prima e dopo il trattamento. I dati ottenuti sono stati analizzati tramite analisi statistica all’interno dei singoli gruppi e, quindi, messi a confronto tra il gruppo campione e il gruppo di controllo.
 
2. Scopo
Lo scopo di questa ricerca è verificare:
  1. se lavorando con il “Metodo Raggi®”, metodo di Allungamento Muscolare Globale Decompensato su Pancafit® (ideata e creata dallo stesso autore, 1995/1997), basato sul detensionamento muscolo-articolare globale, si hanno delle variazioni della postura in relazione ai parametri monitorati, ipotizzando sia una tendenza al riallineamento verso parametri ideali di postura, sia una diminuzione del dolore nei punti in cui era presente;
  2. se ad una diminuzione del dolore esista o meno una variazione del profilo psico-emotivo del soggetto;
  3. se lavorando attraverso la ginnastica dolce si hanno delle variazioni della postura in relazione ai paramentri monitorati e se, ad una diminuzione del dolore, esista o meno una variazione del profilo psico-emotivo del soggetto.
A tutt’oggi esistono, per la veridicità del primo punto, solamente i recenti studi inerenti questa metodica effettuati dai colleghi dei master di posturologia della II Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università La Sapienza di Roma, mentre per il secondo punto non esistono studi dimostrati su Pancafit® ma una interessante ricerca pubblicata su “Lombalgia e apparato locomotore” (Scoppa, 1998) intitolata “Il dolore lombare posturale. Possibilità e limiti di una valutazione psicologica” di C.Saraceni, V.Saraceni, D.A.Fletzer, S. Castellano.
 
3. Materiali e Metodi
La ricerca è stata organizzata rispettando i seguenti criteri d’inclusione ed esclusione:
Il gruppo campione
preso in esame comprende n.10 soggetti sofferenti di lombalgia cronica ( ossia da un periodo superiore a sette mesi) diagnosticata classicamente dal medico in età compresa tra i 40 e i 65 anni, disponibili a frequentare per dieci sedute con frequenza settimanale un corso di rieducazione posturale secondo il Metodo Raggi®, non affetti da patologie di altro genere in corso, senza ernie discali espulse e/o migrate, discopatie gravi, non affette da patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, che non assumono psicofarmaci, che non seguono terapie psicologiche o altre terapie;
Il gruppo di controllo comprende n.10 soggetti sofferenti di lombalgia cronica, in età compresa tra i 40 e i 65 anni, inclusi nel gruppo di controllo secondo gli stessi identici criteri di inclusione ed esclusione del gruppo campione ma frequentanti un corso di ginnastica dolce posturale in palestra per un periodo di dieci settimane con frequenza settimanale.

La valutazione iniziale del campione è stata realizzata tramite i seguenti parametri:

  • Anamnesi (scheda personale),
  • Esame posturale clinico, osservando, valutando, e fotografando i pazienti secondo i punti di repere di Bricot con uso del filo a piombo e dello scoliosometro;
  • Esame dell’appoggio plantare tramite podoscopio;
  • Test chinesiologici: test della flessione in avanti della colonna vertebrale e la rotazione del capo;
  • Quebec Back Pain Disability Scale, QBPDS, fornisce informazioni dulle abilità residue nei soggetti affetti da lombalgia;
  • Questionario McGill Pain Questionnaire, fornisce informazioni sull’aspetto sensoriale, affettivo, sull’intensità del dolore provato dal soggetto;
  • Scala Analogica Visiva, VAS, fornita dal Purdue Pharma;
  • Pain Drawing, fornisce informazioni sulla localizzazione del dolore;
  • Luscher Test, fornisce informazioni sullo stato emotivo del soggetto al momento della somministrazione del test.
Ogni persona è stata valutata all’inizio ed al termine del ciclo tramite questi strumenti.
Durante le sedute di gruppo di ginnastica generale sono stati svolti una serie di esercizi di mobilità generale, coordinazione spazio-temporale, allungamento muscolare anche secondo la tecnica Mèziéres.
A questi esercizi sono stati aggiunti alcuni con palline da tennis per il lavoro di propriocezione plantare e, in posizione supina, per decontratturare la muscolatura paravertebrale.
A tutto il gruppo sono stati proposti i medesimi esercizi di respirazione proposti al gruppo Pancafit® ma, ovviamente, sono stati svolti nella classica posizione a terra supini, gambe flesse.
 
4. Risultati
In questa ricerca sono stati evidenziati modificazioni significative a livello posturale come riportato nelle fotografie eseguite all’inizio ed al termine del ciclo di 10 sedute di Pancafit®- Metodo Raggi®.
Non di particolare rilievo sono state, invece, le modificazioni a livello posturale del gruppo di controllo che ha svolto la ginnastica dolce.
Inoltre il gruppo che ha seguito il protocollo Pancafit® ha evidenziato anche dei cambiamenti a livello di appoggio plantare come risulta dalle fotografie digitali sul podoscopio.

tappi11

Fig. 1a: all’inizio della prima seduta risulta evidente un appoggio dell’istmo quasi inesistente ed un appoggio prevalentemente sui talloni e sull’avampiede. Vi è abbastanza equilibrio tra destra e sinistra.
Fig. 1b: alla fine delle 10 sedute si può osservare un appoggio migliore soprattutto a livello dell’istmo che risulta più visibile.
I risultati ottenuti dai due gruppi nei singoli test sono stati trattati matematicamente.
E’ necessario considerare che le scale di valori non sono uguali per tutti i test.
  • Nel test n.1 estrapolato dal test McGill per la classe sensoriale (domande da n.1 a n.10, n.17,18,19) il punteggio si presenta su scala da 0 a 53;
  • Nel test n.2, estrapolato dal test McGill per la classe affettiva (domande da n. 11 a 15, n.20) il punteggio si presenta su scala da 0 a 15;
  • Nel test n.3, estrapolato dal test McGill per la classe valutativa (domanda n.16, 20) il punteggio si presenta su scala da 0 a 10;
  • Nel test n.4, estrapolato dalla VAS il punteggio si presenta su scala da 0 a 10;
  • Nel test n.5, estrapolato dal test di Luscher con l’uso delle scale cromatiche per evidenziare lo stato di ansia, il punteggio si presenta su scala da 0 a 12;
  • Nel test n.6, estrapolato dal test QBPDS il punteggio si presenta su scala da 0 a 100.
tappi21Fig.2: Differenza delle medie dei valori prima e dopo il trattamento con Pancafit® e con la ginnastica dolce per tutti i test
Dei 20 soggetti esaminati il 15% non presenta valori di ansia, il 50% presenta valori di ansia tra 1 e 4, mentre il 35% tra 5 e 9, come mostrato nel grafico seguente.
Si evince, inoltre, dall’analisi dei dati raccolti che nel gruppo di 10 pazienti esaminanti prima e dopo il trattamento con Pancafit® – Metodo Raggi® è stato possibile cogliere una diminuzione del 67,3% dei valori dei test Vas (sulla intensità del dolore), del 68,9% dei valori della classe valutativa (test McGill), del 37,5% dei valori della classe affettiva (test McGill), del 37,2% dei valori dello stato di ansia (Luscher test) e una diminuzione non particolarmente evidente nella classe sensoriale per un valore corrispondente al 27,4% (McGill test) e nella valutazione delle abilità residue (QBPDS) per un valore corrispondente al 21,9%.a notare che a parità di punteggio grezzo totale in soggetti diversi esiste una variabilità interna al valore che rende strettamente personale il profilo individuato.
Pertanto l’uso di una batteria di test risulta di fondamentale importanza nell’individuare inizialmente il profilo dei pazienti che intraprendono un trattamento, e successivamente nel fornire una valutazione delle modificazioni nelle singole classi, confermando quanto esposto nell’articolo “Correlazione tra dolore, disabilità e qualità della vita in pazienti con lombalgia comune”(Kovacs, Abraira, Zamora, Gil del Real, Liobera, Fernàndez ( GSS n.1, 2005), che “… per verificare la eventuale correlazione tra dolore, disabilità e qualità della vita in pazienti con LBP, occorre misurare le variabili con strumenti di autovalutazione che siano validi, affidabili e sensibili al cambiamento”.
Infine, il test t di student è stato applicato ai due campioni accoppiati per medie, ossia al gruppo Pancafit® prima e dopo il trattamento e al gruppo di ginnastica dolce prima e dopo il trattamento: da questo test è emerso che il gruppo che ha svolto Pancafit® ha avuto un miglioramento altamente significativo (p=0,002) , mentre il secondo gruppo statisticamente signicativo(p=0,017).
tappi31 Fig. 3a: Percentuale di miglioramento nel gruppo di pazienti trattati con Pancafit® nella VAS
tappi41 Fig. 3b: Percentuale di miglioramento nel gruppo di pazienti trattati con Pancafit® nel test QBSDS
tappi51 Fig. 3c: Percentuale di miglioramento nel gruppo di pazienti trattati con Pancafit® nel test di Luscher
 
5. Conclusioni
A conferma di quanto espresso nell’ attuale bibliografia, questa ricerca evidenzia che non esiste correlazione tra dolore e disabilità, o tra dolore e sottoclasse affettiva o stato di ansia, e che trattamenti efficaci sul dolore possono avere un effetto blando sulla riconquista delle abilità perdute o sulla dimensione dell’ansia, mentre possono dimostrare un effetto più evidente sulle altri classi.
Nel gruppo di lavoro Pancafit® – Metodo Raggi® si sono evidenziati miglioramenti in tutte le classi, con maggior rilievo nella classe Vas (sull’intensità del dolore) e nella classe valutativa del test mcGill, e significativamente nella classe del Luscher test, relativo allo stato d’ansia.

Il trattamento del lombalgico cronico con il metodo dell’allungamento globale decompensato con Pancafit®

UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia
Tesi effettuata dal dott. Daniele Raggi, studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia,Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2003/2004

 

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 125 pagine.

 

1. Introduzione
La ragione fondamentale per cui ho scelto di scrivere una tesi di ricerca sulla lombalgia cronica è legata alla mia personale esperienza lavorativa, maturata sotto vari profili affini, che mi ha dimostrato ed evidenziato come la maggior parte delle patologie muscolo-articolari siano connesse alla meccanica delle catene muscolari, legate ad interessanti fenomeni di causa-effetto, distanti nello spazio e nel tempo in cui si manifesteranno.
Fenomeno molto interessante risulta essere quello delle retrazioni muscolari, che alterano sia la postura ma anche il sistema propriocettivo, il quale poi, attraverso un sistema di gestione del tono, crea un circolo vizioso.
Ma l’elemento che più reputo interessante, è quello di rintracciare, scoprire e destrutturare le cause (ormai lontane nel tempo), che sono rimaste sepolte nelle pieghe dei tessuti, nei meandri della mente e della coscienza della persona. Ogni volta che ciò si rende possibile, si crea una favorevole condizione per poter dialogare anche con i tessuti e con il sistema nervoso per riportare le condizioni di normale funzionalità posturale e dunque una condizione di salute dignitosa.
2. Scopo della ricerca
“Ogni articolazione possiede un’ampiezza fisiologica di movimento che dipende dal buon rapporto articolare e dall’equilibrio delle tensioni muscolari che vi si applicano. Facendo variare uno dei vettori di queste forze, modifichiamo la statica dell’articolazione e le sue libertà di movimento. Le catene muscolari spiegano la possibilità di lesioni recidivanti, «fusibili» che stando alla regola si separano quando il circuito muscolare presenta «sovratensioni». Le catene muscolari spiegano le zone particolarmente sollecitate nell’analisi dello schema funzionale. Le catene ci permettono di seguire l’instaurarsi insidioso delle deformazioni. Possiamo avere, per il loro trattamento, interventi preventivi efficaci, possiamo lottare contro la cronicità, contro l’invecchiamento delle strutture” (Busquet, 2002).
Ho voluto iniziare questa tesi con la premessa con cui Léopold Busquet apre il primo volume della sua collana “Le catene muscolari”, perché ritengo sia il cardine dell’ipotesi di lavoro che svilupperà l’argomento contenuto in questo scritto.
La corretta ampiezza fisiologica di movimento, che ogni articolazione possiede, dipende dal buon rapporto articolare e dall’equilibrio delle tensioni muscolari che vi si applicano. Se si va ad agire su uno schema posturale sbilanciato con una tecnica globale, allo scopo di restituire elasticità, lunghezza e simmetria alle catene, questo si dovrebbe riequilibrare e con lui anche il rapporto articolare.
Lo scopo di questa tesi è verificare se lavorando con la tecnica dell’ “Allungamento Muscolare Globale Decompensato” con Pancafit®, indirizzata al trattamento della lombalgia cronica, si hanno indirettamente delle variazioni significative anche sulle patologie secondarie più frequenti dichiarate dai pazienti presenti nel gruppo di studio, data la globalità dell’approccio.
Inoltre si ipotizza un miglioramento della postura in relazione ai parametri monitorati, con una tendenza al riallineamento verso parametri ideali.
3. Materiali e Metodi
La ricerca si è svolta su un campione di 119 pazienti (72 donne 47 uomini), con un’età media di 57,3 anni.
Il totale dei pazienti è stato suddiviso in due gruppi:
  • Gruppo di lavoro, composto da 77 soggetti, a cui è stato somministrato il trattamento con la tecnica dell’AMGD con Pancafit.
  • Gruppo di controllo, composto da 42 soggetti, che non si sottoposto ad alcun trattamento ma è stato monitorato per un periodo di 10 settimane.

Tutti i pazienti facenti parte della ricerca sono stati inviati dai medici di base accompagnati da certificazione che attestava la cronicità della lombalgia. Sono stati creati criteri di inclusione ed esclusione, rigorosamente rispettati:

Criteri di inclusione:
Età superiore ai 40 anni, sia di sesso maschile che femminile, impegnati o non in lavori vari (impiegati, professionisti, casalinghe, disoccupati), non praticanti attività sportive agonistiche, con sintomi e diagnosi clinica di lombalgia cronica o lombosciatalgia cronica, diagnosticata dal medico curante o dallo specialista.
Criteri di esclusione:
Età inferiore ai 40 anni, presenza di tumori o metastasi vertebrali, fratture vertebrali, osteoporosi grave, TBC ossea, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, asma bronchiale grave, malattie autoimmuni in fase attiva, malattie reumatiche in fase acuta, ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30° Cobb.
Un dato decisamente degno di stupore ed interesse è che il tempo medio di sofferenza in anni, dichiarato dai 119 soggetti risulta essere di 15,47 anni; un periodo di dolore cronico decisamente molto lungo. Questo fatto è giustificato dall’età media dei soggetti che risulta essere molto alta, quasi 60 anni.
La ricerca si è svolta in quattro fasi:
1) Prima fase: visita ed esami eseguiti con i test che seguono;
2) Fase intermedia: il gruppo di controllo ha eseguito un ciclo di 10 sedute della durata di 45 minuti con la tecnica dell’ AMGD con Pancafit®; il protocollo di lavoro è stato strutturato e costruito per ogni singolo paziente in relazione alla sequenza dei traumi subiti, alla cronologia dei somatici, alla tipologia del dolore, alla modalità di comparsa del dolore, ed in base all’ipotetica causa che ha scatenato il dolore lombare. La fase intermedia per il gruppo di controllo è stata limitata al mantenimento del normale stile di vita in assenza di qualsiasi trattamento specifico indirizzato al miglioramento della sintomatologia (es: fisioterapia, osteopatia, terapie strumentali, cure farmacologiche…).
3) Terza fase: visita finale ed esami eseguiti con gli stessi test della prima fase a cui fa seguito indagine statistica Test-t di Student per dare una misura della validità di questo metodo. Se il risultato ottenuto è > al 5% non è statisticamente significativo; tra il 5% e l’1% è statisticamente significativo; < all’1% è altamente significativo.

I risultati finali dei due gruppi (Pancafit® e controllo) sono stati confrontati tra loro per verificare eventuali cambiamenti.

4) Follow up: a distanza di sette mesi dal termine della ricerca è stato effettuato un follow up su tutti i 77 soggetti trattati con l’AGMD per verificare se e come si fosse modificata la situazione algica in questo intervallo di tempo.

I test effettuati nella prima fase e ripetuti al termine della ricerca comprendevano:

  1. Anamnesi medico-occupazionale ed esame posturale clinico;
  2. Valutazione del periodo medio della lombalgia cronica;
  3. Valutazione della mobilità articolare del tratto lombare in bending anteriore e laterale (Kendall F.P., Provance P.G.);
  4. Esame posturale alla verticale di Barrè eseguito su scoliosometro della ditta Chinesport (Udine) fotografato con macchina digitale;
  5. Confronto dell’altezza iniziale e finale;
  6. Esame baropodometrico statico e dinamico (analisi della distribuzione dei carichi, dell’indice d’asimmetria di rotazione e andamento del centro di pressione) e stabilometrico effettuato con la pedana DIASU, della ditta Diagnostic Support Srl (Roma);
  7. Scale di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva) e PPI (Present Pain Intensity Index);
  8. Questionari di valutazione percettiva del dolore: MPQ (McGuill Questionnaire) e QBPDS (Quebec Back Pain Disability Scale);
  9. Eventuali esami strumentali radiologici (radiografie e/o RMN del rachide lombare);
4. Risultati
I risultati sono stati estrapolati dalle tabelle previste, secondo il protocollo descritto e sono stati analizzati i seguenti test:
  • Questionari di valutazione percettiva del dolore: MPQ (McGuill Questionnaire) e QBPDS (Quebec Back Pain Disability);
  • Scale di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva) e PPI (Present Pain Intensity Index);
  • Scale Valutazione della mobilità articolare del tratto lombare in bending anteriore e laterale (Test di Flessione Anteriore TDFA e Test di Flessione Laterale TDFL a destra e a sinistra);
  • Esame posturale alla verticale di Barrè eseguito su scoliosometro;
  • Confronto dell’altezza iniziale e finale;
  • Esame baropodometrico statico (analisi della distribuzione dei carichi e allineamento dei baricentri);
- MPQ (McGill Pain Questionnaire) dà la possibilità di valutare dimensioni qualitative del dolore: consta di un insieme di 78 aggettivi descrittivi suddivisi in 20 gruppi, ciascuno dei quali contiene 6 termini di intensità disposti in modo crescente. Questi aggettivi rientrando a loro volta in 4 classi che definiscono le dimensioni dell’esperienza algica: la classe somatica (da 1 a 10), la classe affettiva (da 11 a 15), la classe valutativa-cognitiva (16), la classe miscellanea che contiene descrittorie sensoriali e affettive, (da 17 a 20).

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Grafico 1a-1b: Confronto tra MPQ iniziale e finale nei due diversi gruppi. I grafici evidenziano un guadagno medio in tutte e cinque le categorie per il gruppo Pancafit® mentre per il gruppo di controllo i valori iniziali sono rimasti invariati in tre classi e sono peggiorati nelle restanti due.

- QBPDS (Quebek Back Pain Disability Scale) per valutare l’influenza del dolore dal punto di vista delle disabilità. Dai grafici emergono le variazioni ottenute in entrambi i gruppi (grafici 2a e 2b).

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- La VAS (Visual Analogic Scale) è una scala analogica (o di confronto) e consiste nel paragonare l’ intensità del proprio dolore ad una grandezza fisica misurabile: la lunghezza. Si deve considerare lo zero come corrispondente a dolore zero (assenza di dolore) ed il valore 10 al massimo dolore immaginabile. Il dolore “attuale” si troverà in un punto qualsiasi fra questi due estremi, stabilito dal paziente stesso in funzione della intensità del dolore che egli prova. Dai grafici emergono le variazioni ottenute in entrambi i gruppi (grafici 3a e 3b).

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- La PPI (Present Pain Intensity Index) è una scala descrittiva di quantità del dolore: 1 dolore assente, 2 leggero, 3 dolore che mette a disagio, 4 dolore che angoscia; 5 dolore orribile, 6 dolore atroce. Dai grafici emergono le variazioni ottenute in entrambi i gruppi (grafici 4a e 4b).

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Nei test di flessione il miglioramento più significativo si è ottenuto nel bending anteriore rispetto a quello laterale dx e sn. Tale risultato è in linea con il tipo di lavoro che è stato svolto con i pazienti in quanto la riduzione delle retrazioni muscolari e la diminuzione del dolore permette un miglioramento della mobilità articolare e quindi del movimento.

I TDFL dx e sn mostrano guadagni molto simili; ciò è confortante, e significa che c’è stato un buon lavoro di riequilibrio della postura e che nulla e nessun esercizio è stato fatto in tal senso o allo scopo di migliorare tali parametri.

In generale entrambi tutti i test relativi alla flessione sono risultati altamente significativi al t-Test di student.

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Grafico 5a-5b: Variazioni ottenute nel test di flessione anteriore del busto (TDFA) nei due diversi gruppi.

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Grafico 6a-6b: Valori medi dei test di flessione anteriore e laterale del busto all’inizio e al termine dei trattamenti e guadagni medi ottenuti.

Anche la rilevazione dell’altezza è risultata interessante. I dati dimostrano come il gruppo trattato con la tecnica dell’a AMGD abbia ottenuto un aumento maggiore della statura (Graf. 7a-7b) dimostrando così una riduzione della compressione articolare grazie all’allungamento delle catene muscolari.

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Grafico 7a-7b: Variazioni ottenute nella misurazione della statura nei due diversi gruppi.

raggi81raggi91Risultati significativi si sono ottenuto anche sulla postura dove sono emersi numerosi cambiamenti positivi, come dimostrano le foto (Foto 1).

La pedana baropodometrica ha misurato i valori di carico in % all’inizio (T0) e fine trattamento (T10): il grafico sottostante mostra la % dei pazienti che hanno avuto un miglioramento o peggioramento della distribuzione del peso corporeo (Graf. 8).

PECULIARITA’ DI QUESTA RICERCA: I DOLORI SECONDARI
raggi101Per quanto riguarda gli altri dolori dichiarati dai pazienti esaminati, su 77 lombalgici, 46 di questi soffrivano anche di cervicalgia, 16 di dorsalgia, 15 di metatarsalgia, 14 di gonalgia, 12 di brachialgia, 7 di coxalgia e 7 di periartrite scapolo omerale (Grafico 9). Dunque, si evince che alcuni di questi accusavano almeno 2 o 3 dei somatici sopra descritti.

Ho deciso di prendere in considerazione, valutare e monitorare le 3 principali patologie lamentate dai pazienti: la cervicalgia, la dorsalgia e la metatarsalgia, con il relativo eventuale modificarsi nel corso delle terapie, utilizzando la stessa modalità di monitoraggio della lombalgia. I grafici sottostanti evidenziano i cambiamenti ottenuti al termine dei trattamenti (graf. 10 – 11 – 12).

Il dato importante che deve emergere è che nessuna delle patologie secondarie è stata trattata o presa volutamente in considerazione. Ma, essendo il corpo una “rete di catene” muscolari, fasciali e connettivali, indirettamente “subisce” il trattamento posturale, data la globalità del metodo.

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FOLLOW UP A DISTANZA DI 7 MESI

raggi121A distanza di sette mesi dal termine della ricerca è stato effettuato un follow up su tutti i 77 soggetti trattati con l’AMGD per valutare la reale efficacia del trattamento ed il mantenimento dei risultati ottenuti a distanza di tempo.

Dai dati raccolti emerge che non solo i benefici si sono mantenuti per la maggior parte dei soggetti ma per alcuni la situazione è ulteriormente migliorata nei mesi successivi alla fine delle sedute. Ciò dimostra come anche al termine del lavoro posturale si possano continuare ad ottenere degli effetti positivi.

5. Conclusioni

Analizzando i grafici che sono stati estrapolati dall’esame di tutte le tabelle previste dalla ricerca, si evince facilmente il valore dei risultati emersi.

Per quanto riguarda il gruppo di lavoro con l’AMGD, la scala VAS e la PPI relative alla lombalgia evidenziano un netto miglioramento della condizione di partenza; la statistica t-student esprime valori altamente significativi in ogni patologia che sia stata esaminata.Si evidenzia molto chiaramente anche la variazione in positivo della flessione del busto in avanti e lateralmente.
Anche i valori con la pedana stabilometrica sono degni di nota.
Ciò che invece più mi premeva evidenziare, è che oltre al miglioramento della principale patologia (la lombalgia) il trattamento posturale con il metodo dell’AMGD, ha agito su più fronti, proprio perché l’approccio posturale è ad approccio globale.
Infatti, le tavole mostrano il miglioramento di tutte le patologie prese in considerazione come patologie secondarie alla lombalgia.
Questo rafforza la mia convinzione che non la rende solo convinzione ma la possibilità del ripetersi di un fenomeno.
I pazienti che sono stati trattati avevano un’età media alta, quasi 60 anni, e la lombalgia, per molti di loro era presente da molti anni, ininterrottamente.
Questo insieme di condizioni non ha reso facile il rintracciare la vecchia causa e destrutturate una condizione fisica ormai cronica.
Ciò nonostante mi ritengo soddisfatto dei risultati.

Devo aggiungere che, se avessi dovuto agire al di fuori di un vincolo numerico e al di fuori di un progetto, i 77 pazienti avrebbero potuto usufruire (in relazione ad esigenze evidenziate da test specifici), anche di altri approcci (per esempio l’intervento dell’odontoiatra per una malocclusione), proprio nel rispetto dei concetti espressi in precedenza.
In altre parole, ogni forma di disturbo delle “entrate” del STP, sarebbero state trattate; quindi la componente odontoiatrica, il sistema visivo, l’apparato digerente, l’apparato genitale, etc, etc.
Questo è quanto faccio nella mia pratica quotidiana.

Ma, al fine di non interagire e di dimostrare la validità dell’AMGD, senza interferenze, nulla oltre a quanto è stato dichiarato, è stato fatto, proprio nel rispetto delle premesse.

La chinesiterapia

La chinesiterapia attraverso l’allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit® a scopo antalgico e preventivo su persone tra 30 e 40 anni affetti da lombalgia cronica.
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
Tesi effettuata dal Dott. Antonino Di Nardi (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2002/2003
 
Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 64 pagine.

1. Introduzione
Le algie vertebrali sono molto diffuse nella società odierna tanto da essere definite “il male del secolo” o vere e proprie epidemie (Allan e Waddel, 1989).
Gli studi affermano che durante la vita lavorativa l’80% degli individui, soprattutto dei Paesi industrializzati, soffre di lombalgia con diversa gravità (Frymoyer et al., 1980; Kelsey e White, 1980; Anderson, 1981; Nachemson, 1983; Waddel, 1987; Frymoyer 1996). Di questi solo il 20% circa presenta un trauma anatomo-patologico oggettivamente diagnosticabile con esami radiografici da poter giustificare la sintomatologia (Nachemson, 1983; Bigos e Battie, 1992). E’ un disturbo dove, negli individui fra i 30 e i 60 anni, il costo sociale è elevatissimo ed è in continuo aumento sia per i congedi lavorativi che per malattia e indennità. E’ la causa più comune di disabilità lavorativa al di sotto dei 45 anni ed è la più frequente di visite mediche dopo le malattie da raffreddamento. Infatti, dal 12% al 35% delle persone potranno trovarsi in diversi momenti della loro vita professionale nell’incapacità di attendere alle proprie occupazioni.
Perciò, nella stragrande maggioranza delle persone che soffrono di dolore lombare cronico non si rileva nessun danno apparente (Loeser, 1980). Queste lombalgie, dette funzionali o ideopatiche, sono legate ad una possibile danno di tutte le strutture vertebrali come l’osso e il periostio, le articolazioni e le capsule articolari, i muscoli, i tendini e i legamenti.
Spesso le lombalgie sono combinazione di vari processi fisiopatologici locali e generali in cui il dolore non sempre è espressione di danno anatomo-patologico. Ci sono molte persone che hanno un danno organico senza dolore, altre hanno dolore senza un trauma, oppure l’intensità del dolore è sproporzionata alla gravità della lesione.
Le cause che scatenano il dolore lombare sono multifattoriali dove l’interazione di fattori biomeccanici, posturali, viscerali, neurologici, psicologici ecc., non permette di ragionare in termini di causa-effetto o di una reazione attribuita ad una causa specifica.
Perciò il trattamento delle lombalgie necessita di un approccio olistico interdisciplinare e di una terapia multifattoriale.

2. Scopo
Lo studio è stato eseguito su persone di sesso femminile tra i 30 e i 40 anni affetti da lombalgia cronica e dolore sulle fasce muscolari della schiena in quanto è il sesso più colpito e la fascia di età più a rischio. Tale ricerca vuole dimostrare l’importanza della chinesiterapia con Pancafit® utilizzata in questo caso come mezzo per la cura delle lombalgie croniche e sintomatiche. La metodica chinesiologica del Prof. Daniele Raggi, mira a detendere le catene muscolari posteriori del corpo, a restituire l’elasticità muscolare e a riequilibrare una postura antalgica e scorretta associata ad un assetto muscolare sbilanciato. Essa si prefigge di allungare la muscolatura globalmente tramite l’insegnamento di esercizi a carattere posturale su Pancafit®, guidati ed adattati alla singola persona del campione esaminato.

3. Materiale e Metodi
Il gruppo campione preso in esame comprende individui di sesso femminile di età dai 30 ai 40 anni compiuti, con lombalgia cronica e sindrome di tensione muscolare, diagnosticata classicamente dal medico curante o dallo specialista il quale ha dettato una prognosi basata sul sottoporsi a un ciclo di trattamenti di rieducazione posturale. Alcuni delle persone diagnosticate presentano nel quadro radiografico sulla colonna lombo-sacrale minimi fenomeni di discopatia nello spazio L4-L5 ed L5-S1, con modica riduzione del loro tono idrico.
Si è preso in considerazione oltre che all’apparato muscolo-scheletrico, il recettore piede e cute.
Per la ricerca sono stati volutamente esclusi gli individui d’età < 30 anni, con tumori o metastasi vertebrali, che hanno avuto fratture vertebrale, con ernie discali, con TBC ossea, con spondilolistesi o spondilolisi e lussazioni vertebrali, con gravi deformazione del rachide come la scoliosi, con infiammazioni in fase acuta, con malattie del sistema nervoso centrale.
Inoltre, non si è preso in considerazione le interferenze sul sistema tonico posturare derivanti da alcuni possibili recettori corporei periferici regolatori della postura e dell’equilibrio come l’apparato vestibolare, stomatognatico, l’occhio.
Il gruppo campione: lo studio è stato condotto su un gruppo campione di 10 soggetti donna, di età media 36 anni e con diagnosi di lombalgia cronica sintomatica, sottoposti ad un ciclo di trattamenti di rieducazione posturale. Ogni soggetto effettuerà un trattamento a settimana individuale di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit®, secondo il Metodo Raggi®, e sotto l’attenta spiegazione e osservazione di un Chinesiologo. La durata del trattamento sarà di 60 minuti per un periodo di 8 settimane.

Il gruppo di controllo: questo secondo gruppo di controllo sarà composto da altre 10 soggetti donna di età media di 34 anni e con diagnosi di lombalgia cronica. Ogni persona del campione di controllo ha svolto un trattamento a settimana individuale della metodica di stretching dell’insegnante Bob Anderson, seguendo un protocollo di 11 esercizi specifici di allungamento muscolare ripetuti per 3 volte.

Scopo degli esercizi: dare sollievo ai muscoli doloranti della schiena (zona lombare), favorendo anche la detenzione delle spalle, del collo e del dorso. La durata di un trattamento è di 60 minuti e per un periodo di 8 settimane e le sedute sono state tenute da una insegnante di fitness praticante la metodica di Anderson presso la sua palestra.

Prove di valutazione: Scheda anamnesica; Esame posturale clinico, osservando e valutando nelle tre direzioni dello spazio se vi sono presenti squilibri posturali. In particolare sul piano sagittale si è valutato il piano gluteo e cervicale, la freccia cervicale e lombare e la distanza occipite con il filo a piombo; Esame dell’impronta dei piedi sul podoscopio; Numero d’episodi precedenti di lombalgie o lombosciatalgie: da 1-5, da 6-10, oltre 11; Stadio della malattia: acuto = < di 7 giorni, subacuto = tra 7 giorni e 7 settimane, cronico = > di 7 settimane; Test chinesiologici: test della flessione in avanti della colonna vertebrale e il test della flessione laterale della colonna vertebrale. Percezione soggettiva del proprio peso corporeo sulla pianta dei piedi. Percezione soggettiva del dolore: QBPDS, McGill Pain, PPI e VAS.

Ad ogni inizio del trattamento è stato sottoposto il QBPDS, il McGill Pain Questionnaire, il PPI e la VAS.L’esame posturale clinico con i test chinesiologici e di percezione soggettiva del proprio peso corporeo sono stati eseguiti all’inizio e alla fine degli otto trattamenti.

4. Risultati
I risultati ottenuti integrando i dati delle medie rilevate all’inizio e alla fine degli otto trattamenti con Pancafit® sono i seguenti:
Riduzione della quantità del dolore del 46% dall’inizio dei trattamenti alla fine.
  • Diminuzione dell’intensità del dolore. Il 50% del gruppo campione non ha più dolore e il 40% ha raggiunto un livello di dolore leggero, con un punteggio che è passato da 32 a 16;
  • Incremento dell’elasticità delle catene muscolari statiche posteriore e anteriore del corpo;
  • Riequilibrio corporeo sul piano sagittale con riduzione delle frecce, come si può osservare nel grafico 6, e con diminuita inclinazione del corpo in avanti (scapolum anteriore).
di nardi11

 Fig. 1a: inizio 1° trattamento, si può osservare sul piano sagittale uno spostamento anteriore del centro di gravità, un piano scapolare anteriore, con una caduta anteriore della parte alta del tronco e della testa. Si nota soprattutto la inversione della lordosi del rachide cervicale e la rotazione interna delle braccia con adduzione delle spalle. La colonna lombare è in iperlordosi.

Fig. 1b: fine 8° trattamento, si può osservare un riallineamento tra il piano scapolare e i glutei, un recupero della lordosi lombare e soprattutto di quella cervicale, che comunque rimane rettificata. Le spalle sono più abdotte e le braccia più extraruotate.

di nardi21 Fig. 2a inizio 1° trattamento: si può osservare sul piano sagittale, uno spostamento anteriore del centro di gravità e del piano scapolare, con antiversione del bacino e aumento della freccia lombare.
 
Fig. 2b fine 8° trattamento: si può osservare una netta riduzione dello sbilanciamento anteriore del corpo con recupero della fisiologica lordosi lombare.
  • Presa di coscienza corporea e incremento della sensibilità propriocettiva. La postura migliorata dalle persone del Gruppo Campione è anche dimostrata, a fine trattamenti, dalla omogeneità di percezione del peso corporeo del 50% su entrambe i piedi, quando all’inizio si aveva una differenza del 4% tra il piede destro e il sinistro.
  • Scala VAS: la quantità del dolore è diminuita del 46% nel gruppo campione. Nel gruppo di controllo, invece, dopo gli otto trattamenti con gli esercizi di allungamento muscolare analitico della metodica di Bob Anderson, la quantità del dolore è diminuita solo del 19%
di nardi31 Fig. 3: Scala VAS: confronto tra gruppo campione e gruppo dicontrollo ad inizio, metà e fine trattamento (prime 6 colonne) e diminuzione complessiva del dolore nei due gruppi (ultime due colonne).
1) inizio trattamento gruppo campione;
2) inizio trattamento gruppo controllo;
3) 5° trattamento gruppo campione;
4) 5° trattamento gruppo controllo;
5) Fine trattamento gruppo campione;
6) Fine trattamento gruppo controllo;
7) Diminuzione dolore gruppo campione;
8) Diminuzione dolore gruppo controllo
di nardi41 Fig. 4: Scala VAS: confronto tra inizio, metà e fine trattamento (prime 3 colonne) e riduzione complessiva del dolore del 46% per il gruppo campione. La statistica fatta con il Test-t Student risulta essere altamente significativa.

Scala PPI: l’intensità del dolore nel gruppo di controllo, dopo gli otto trattamenti con gli esercizi di allungamento muscolare analitico della metodica di Bob Anderson, si è stabilizzata per il 60% ad un livello di dolore che mette a disagio e il 20% leggero.Invece nel gruppo campione, dopo gli otto trattamenti con esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit®, Metodo Raggi®, l’intensità del dolore è diminuita per il 40% a leggero, ed è assente per il 50%.

Fig. 5: Diminuzione dell’intensità del dolore secondo la scala PPI per il gruppo campione.
La statistica fatta con il Test-t Student risulta essere altamente significativa.
di nardi51
  • si è ottenuto un netto recupero delle curve fisiologiche del rachide e una riduzione delle “frecce”. Invece, nel gruppo di Controllo, che ha eseguito gli esercizi di allungamento muscolare analitico con il metodo Bob Anderson, il risultato è stato inferiore.
  • Il gruppo Campione dopo i trattamenti su Pancafit® ha migliorato l’elasticità della catena muscolare posteriore del corpo e ha incrementato la flessione in avanti del rachide di 2,15 cm rispetto agli inizi dei trattamenti. Un risultato questo buono, che evidenzia l’efficacia degli esercizi e la validità del Metodo Raggi®. Il risultato di acquisto della flessione del rachide in avanti tra l’inizio e la fine dei trattamenti del gruppo di Controllo con gli esercizi di stretching analitico del metodo Bob Anderson è stato di 1,2 cm, misura inferiore a quello del gruppo Campione.
  • Al termine degli otto trattamenti con gli esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit® Metodo Raggi®, il gruppo Campione ha raggiunto un riequilibrio tra il lato dx e il sx, con un acquisto dall’inizio alla fine dei trattamenti di 0,4 cm. Invece, il gruppo di Controllo, sottoposto agli esercizi di allungamento muscolare analitico di Bob Anderson, alla fine dei trattamenti ha ridotto lo squilibrio della flessione del corpo tra il lato destro e sinistro solo dello 0,2 cm. Il Test-T Student è altamente significativo in tutti i risultati mostrati.
 
5. Conclusioni
I risultati di questa ricerca dimostrano come il Metodo Raggi® e gli esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit®, può divenire una terapia utile a quei soggetti adulti di sesso femminile di età compresa tra i 30 e i 40 anni affetti di lombalgie croniche e da rigidità muscolari associate a squilibri posturali.
Gli esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit® hanno raggiunto i seguenti obiettivi:
  1. diminuzione o eliminare le componenti di tensione che inducono allo stato doloroso;
  2. migliorare dell’elasticità delle catene muscolari statiche posteriori e anteriori del corpo;
  3. recupero della funzione respiratoria del diaframma;
  4. acquisire o incrementare una maggior presa di coscienza corporea;
  5. riequilibrare la postura;
  6. imparare ad agire sul dolore, sul proprio disturbo psico-emotivo e sul controllo posturale funzionale;
  7. miglior benessere psico-fisico dell’individuo;
  8. autostima e autonomia.
I miglioramenti avuti dal campione che si è sottoposto al ciclo dei trattamenti con Pancafit®, sono stati nettamente superiori ai miglioramenti del gruppo di controllo sottoposti allo stretching di Bob Anberson. Ciò non vuole discreditare questa tecnica di allungamento muscolare classico che si prefigge di detenere i fasci muscolari di un rispettivo muscolo, ma la metodica del Prof. Daniele Raggi a mio avviso è sembrata risultare più efficace di quella di Anderson, sia per quanto riguarda gli incrementi dell’elasticità muscolare, la riduzione del sintomo doloroso, sia per il ripristino di una corretta postura e di una buona funzione muscolare che permette di godere di buona forma fisica e benessere generale.
Grazie alla Pancafit® e al suo metodo olistico, i soggetti sottoposti agli esercizi di allungamento muscolare globale hanno imparato a fare stretching in modo diverso prendendo coscienza di se stessi, eliminando le proprie tensioni muscolare ed emotive, i blocchi articolari e respiratori, ma soprattutto hanno imparato ad evitare i compensi che il corpo mette in atto per sfuggire alla tensione ogni volta si cerca di allungare dei muscoli.
Siccome i fattori che entrano in gioco sulla cura delle lombalgie sono molteplici e le statistiche evidenziano l’alta percentuale di popolazione che ne soffre almeno una volta nella propria vita, sottolineo l’importanza di approfondire le ricerche riguardo questa problematica che ci investe globalmente.
E’ mio parere necessario che da parte dei medici e degli rieducatori che si occupano di posturologia si affronti la patologia con una collaborazione multidisciplinare atta a indirizzare il malato al processo terapeutico di guarigione.
Concludo dicendo che la cinesiterapia, proposta con il Metodo Raggi® su un campione di soggetti affetti da lombalgia cronica, può essere risolutiva o può apportare un contributo alla cura se le cause del sintomo sono fibromialgie, rigidità muscolari e articolari, blocchi respiratori; ma se i fattori scatenanti l’algia o lo squilibrio posturale fossero altri, è opportuno l’integrazione di altre terapie riabilitative, che attraverso l’odontoiatria, la vestibologia, l’oculistica, la medicina psicosomatica, ecc., si occupano di postura.