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La chinesiterapia

La chinesiterapia attraverso l’allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit® a scopo antalgico e preventivo su persone tra 30 e 40 anni affetti da lombalgia cronica.
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
Tesi effettuata dal Dott. Antonino Di Nardi (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2002/2003
 
Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 64 pagine.

1. Introduzione
Le algie vertebrali sono molto diffuse nella società odierna tanto da essere definite “il male del secolo” o vere e proprie epidemie (Allan e Waddel, 1989).
Gli studi affermano che durante la vita lavorativa l’80% degli individui, soprattutto dei Paesi industrializzati, soffre di lombalgia con diversa gravità (Frymoyer et al., 1980; Kelsey e White, 1980; Anderson, 1981; Nachemson, 1983; Waddel, 1987; Frymoyer 1996). Di questi solo il 20% circa presenta un trauma anatomo-patologico oggettivamente diagnosticabile con esami radiografici da poter giustificare la sintomatologia (Nachemson, 1983; Bigos e Battie, 1992). E’ un disturbo dove, negli individui fra i 30 e i 60 anni, il costo sociale è elevatissimo ed è in continuo aumento sia per i congedi lavorativi che per malattia e indennità. E’ la causa più comune di disabilità lavorativa al di sotto dei 45 anni ed è la più frequente di visite mediche dopo le malattie da raffreddamento. Infatti, dal 12% al 35% delle persone potranno trovarsi in diversi momenti della loro vita professionale nell’incapacità di attendere alle proprie occupazioni.
Perciò, nella stragrande maggioranza delle persone che soffrono di dolore lombare cronico non si rileva nessun danno apparente (Loeser, 1980). Queste lombalgie, dette funzionali o ideopatiche, sono legate ad una possibile danno di tutte le strutture vertebrali come l’osso e il periostio, le articolazioni e le capsule articolari, i muscoli, i tendini e i legamenti.
Spesso le lombalgie sono combinazione di vari processi fisiopatologici locali e generali in cui il dolore non sempre è espressione di danno anatomo-patologico. Ci sono molte persone che hanno un danno organico senza dolore, altre hanno dolore senza un trauma, oppure l’intensità del dolore è sproporzionata alla gravità della lesione.
Le cause che scatenano il dolore lombare sono multifattoriali dove l’interazione di fattori biomeccanici, posturali, viscerali, neurologici, psicologici ecc., non permette di ragionare in termini di causa-effetto o di una reazione attribuita ad una causa specifica.
Perciò il trattamento delle lombalgie necessita di un approccio olistico interdisciplinare e di una terapia multifattoriale.

2. Scopo
Lo studio è stato eseguito su persone di sesso femminile tra i 30 e i 40 anni affetti da lombalgia cronica e dolore sulle fasce muscolari della schiena in quanto è il sesso più colpito e la fascia di età più a rischio. Tale ricerca vuole dimostrare l’importanza della chinesiterapia con Pancafit® utilizzata in questo caso come mezzo per la cura delle lombalgie croniche e sintomatiche. La metodica chinesiologica del Prof. Daniele Raggi, mira a detendere le catene muscolari posteriori del corpo, a restituire l’elasticità muscolare e a riequilibrare una postura antalgica e scorretta associata ad un assetto muscolare sbilanciato. Essa si prefigge di allungare la muscolatura globalmente tramite l’insegnamento di esercizi a carattere posturale su Pancafit®, guidati ed adattati alla singola persona del campione esaminato.

3. Materiale e Metodi
Il gruppo campione preso in esame comprende individui di sesso femminile di età dai 30 ai 40 anni compiuti, con lombalgia cronica e sindrome di tensione muscolare, diagnosticata classicamente dal medico curante o dallo specialista il quale ha dettato una prognosi basata sul sottoporsi a un ciclo di trattamenti di rieducazione posturale. Alcuni delle persone diagnosticate presentano nel quadro radiografico sulla colonna lombo-sacrale minimi fenomeni di discopatia nello spazio L4-L5 ed L5-S1, con modica riduzione del loro tono idrico.
Si è preso in considerazione oltre che all’apparato muscolo-scheletrico, il recettore piede e cute.
Per la ricerca sono stati volutamente esclusi gli individui d’età < 30 anni, con tumori o metastasi vertebrali, che hanno avuto fratture vertebrale, con ernie discali, con TBC ossea, con spondilolistesi o spondilolisi e lussazioni vertebrali, con gravi deformazione del rachide come la scoliosi, con infiammazioni in fase acuta, con malattie del sistema nervoso centrale.
Inoltre, non si è preso in considerazione le interferenze sul sistema tonico posturare derivanti da alcuni possibili recettori corporei periferici regolatori della postura e dell’equilibrio come l’apparato vestibolare, stomatognatico, l’occhio.
Il gruppo campione: lo studio è stato condotto su un gruppo campione di 10 soggetti donna, di età media 36 anni e con diagnosi di lombalgia cronica sintomatica, sottoposti ad un ciclo di trattamenti di rieducazione posturale. Ogni soggetto effettuerà un trattamento a settimana individuale di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit®, secondo il Metodo Raggi®, e sotto l’attenta spiegazione e osservazione di un Chinesiologo. La durata del trattamento sarà di 60 minuti per un periodo di 8 settimane.

Il gruppo di controllo: questo secondo gruppo di controllo sarà composto da altre 10 soggetti donna di età media di 34 anni e con diagnosi di lombalgia cronica. Ogni persona del campione di controllo ha svolto un trattamento a settimana individuale della metodica di stretching dell’insegnante Bob Anderson, seguendo un protocollo di 11 esercizi specifici di allungamento muscolare ripetuti per 3 volte.

Scopo degli esercizi: dare sollievo ai muscoli doloranti della schiena (zona lombare), favorendo anche la detenzione delle spalle, del collo e del dorso. La durata di un trattamento è di 60 minuti e per un periodo di 8 settimane e le sedute sono state tenute da una insegnante di fitness praticante la metodica di Anderson presso la sua palestra.

Prove di valutazione: Scheda anamnesica; Esame posturale clinico, osservando e valutando nelle tre direzioni dello spazio se vi sono presenti squilibri posturali. In particolare sul piano sagittale si è valutato il piano gluteo e cervicale, la freccia cervicale e lombare e la distanza occipite con il filo a piombo; Esame dell’impronta dei piedi sul podoscopio; Numero d’episodi precedenti di lombalgie o lombosciatalgie: da 1-5, da 6-10, oltre 11; Stadio della malattia: acuto = < di 7 giorni, subacuto = tra 7 giorni e 7 settimane, cronico = > di 7 settimane; Test chinesiologici: test della flessione in avanti della colonna vertebrale e il test della flessione laterale della colonna vertebrale. Percezione soggettiva del proprio peso corporeo sulla pianta dei piedi. Percezione soggettiva del dolore: QBPDS, McGill Pain, PPI e VAS.

Ad ogni inizio del trattamento è stato sottoposto il QBPDS, il McGill Pain Questionnaire, il PPI e la VAS.L’esame posturale clinico con i test chinesiologici e di percezione soggettiva del proprio peso corporeo sono stati eseguiti all’inizio e alla fine degli otto trattamenti.

4. Risultati
I risultati ottenuti integrando i dati delle medie rilevate all’inizio e alla fine degli otto trattamenti con Pancafit® sono i seguenti:
Riduzione della quantità del dolore del 46% dall’inizio dei trattamenti alla fine.
  • Diminuzione dell’intensità del dolore. Il 50% del gruppo campione non ha più dolore e il 40% ha raggiunto un livello di dolore leggero, con un punteggio che è passato da 32 a 16;
  • Incremento dell’elasticità delle catene muscolari statiche posteriore e anteriore del corpo;
  • Riequilibrio corporeo sul piano sagittale con riduzione delle frecce, come si può osservare nel grafico 6, e con diminuita inclinazione del corpo in avanti (scapolum anteriore).
di nardi11

 Fig. 1a: inizio 1° trattamento, si può osservare sul piano sagittale uno spostamento anteriore del centro di gravità, un piano scapolare anteriore, con una caduta anteriore della parte alta del tronco e della testa. Si nota soprattutto la inversione della lordosi del rachide cervicale e la rotazione interna delle braccia con adduzione delle spalle. La colonna lombare è in iperlordosi.

Fig. 1b: fine 8° trattamento, si può osservare un riallineamento tra il piano scapolare e i glutei, un recupero della lordosi lombare e soprattutto di quella cervicale, che comunque rimane rettificata. Le spalle sono più abdotte e le braccia più extraruotate.

di nardi21 Fig. 2a inizio 1° trattamento: si può osservare sul piano sagittale, uno spostamento anteriore del centro di gravità e del piano scapolare, con antiversione del bacino e aumento della freccia lombare.
 
Fig. 2b fine 8° trattamento: si può osservare una netta riduzione dello sbilanciamento anteriore del corpo con recupero della fisiologica lordosi lombare.
  • Presa di coscienza corporea e incremento della sensibilità propriocettiva. La postura migliorata dalle persone del Gruppo Campione è anche dimostrata, a fine trattamenti, dalla omogeneità di percezione del peso corporeo del 50% su entrambe i piedi, quando all’inizio si aveva una differenza del 4% tra il piede destro e il sinistro.
  • Scala VAS: la quantità del dolore è diminuita del 46% nel gruppo campione. Nel gruppo di controllo, invece, dopo gli otto trattamenti con gli esercizi di allungamento muscolare analitico della metodica di Bob Anderson, la quantità del dolore è diminuita solo del 19%
di nardi31 Fig. 3: Scala VAS: confronto tra gruppo campione e gruppo dicontrollo ad inizio, metà e fine trattamento (prime 6 colonne) e diminuzione complessiva del dolore nei due gruppi (ultime due colonne).
1) inizio trattamento gruppo campione;
2) inizio trattamento gruppo controllo;
3) 5° trattamento gruppo campione;
4) 5° trattamento gruppo controllo;
5) Fine trattamento gruppo campione;
6) Fine trattamento gruppo controllo;
7) Diminuzione dolore gruppo campione;
8) Diminuzione dolore gruppo controllo
di nardi41 Fig. 4: Scala VAS: confronto tra inizio, metà e fine trattamento (prime 3 colonne) e riduzione complessiva del dolore del 46% per il gruppo campione. La statistica fatta con il Test-t Student risulta essere altamente significativa.

Scala PPI: l’intensità del dolore nel gruppo di controllo, dopo gli otto trattamenti con gli esercizi di allungamento muscolare analitico della metodica di Bob Anderson, si è stabilizzata per il 60% ad un livello di dolore che mette a disagio e il 20% leggero.Invece nel gruppo campione, dopo gli otto trattamenti con esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit®, Metodo Raggi®, l’intensità del dolore è diminuita per il 40% a leggero, ed è assente per il 50%.

Fig. 5: Diminuzione dell’intensità del dolore secondo la scala PPI per il gruppo campione.
La statistica fatta con il Test-t Student risulta essere altamente significativa.
di nardi51
  • si è ottenuto un netto recupero delle curve fisiologiche del rachide e una riduzione delle “frecce”. Invece, nel gruppo di Controllo, che ha eseguito gli esercizi di allungamento muscolare analitico con il metodo Bob Anderson, il risultato è stato inferiore.
  • Il gruppo Campione dopo i trattamenti su Pancafit® ha migliorato l’elasticità della catena muscolare posteriore del corpo e ha incrementato la flessione in avanti del rachide di 2,15 cm rispetto agli inizi dei trattamenti. Un risultato questo buono, che evidenzia l’efficacia degli esercizi e la validità del Metodo Raggi®. Il risultato di acquisto della flessione del rachide in avanti tra l’inizio e la fine dei trattamenti del gruppo di Controllo con gli esercizi di stretching analitico del metodo Bob Anderson è stato di 1,2 cm, misura inferiore a quello del gruppo Campione.
  • Al termine degli otto trattamenti con gli esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit® Metodo Raggi®, il gruppo Campione ha raggiunto un riequilibrio tra il lato dx e il sx, con un acquisto dall’inizio alla fine dei trattamenti di 0,4 cm. Invece, il gruppo di Controllo, sottoposto agli esercizi di allungamento muscolare analitico di Bob Anderson, alla fine dei trattamenti ha ridotto lo squilibrio della flessione del corpo tra il lato destro e sinistro solo dello 0,2 cm. Il Test-T Student è altamente significativo in tutti i risultati mostrati.
 
5. Conclusioni
I risultati di questa ricerca dimostrano come il Metodo Raggi® e gli esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit®, può divenire una terapia utile a quei soggetti adulti di sesso femminile di età compresa tra i 30 e i 40 anni affetti di lombalgie croniche e da rigidità muscolari associate a squilibri posturali.
Gli esercizi di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit® hanno raggiunto i seguenti obiettivi:
  1. diminuzione o eliminare le componenti di tensione che inducono allo stato doloroso;
  2. migliorare dell’elasticità delle catene muscolari statiche posteriori e anteriori del corpo;
  3. recupero della funzione respiratoria del diaframma;
  4. acquisire o incrementare una maggior presa di coscienza corporea;
  5. riequilibrare la postura;
  6. imparare ad agire sul dolore, sul proprio disturbo psico-emotivo e sul controllo posturale funzionale;
  7. miglior benessere psico-fisico dell’individuo;
  8. autostima e autonomia.
I miglioramenti avuti dal campione che si è sottoposto al ciclo dei trattamenti con Pancafit®, sono stati nettamente superiori ai miglioramenti del gruppo di controllo sottoposti allo stretching di Bob Anberson. Ciò non vuole discreditare questa tecnica di allungamento muscolare classico che si prefigge di detenere i fasci muscolari di un rispettivo muscolo, ma la metodica del Prof. Daniele Raggi a mio avviso è sembrata risultare più efficace di quella di Anderson, sia per quanto riguarda gli incrementi dell’elasticità muscolare, la riduzione del sintomo doloroso, sia per il ripristino di una corretta postura e di una buona funzione muscolare che permette di godere di buona forma fisica e benessere generale.
Grazie alla Pancafit® e al suo metodo olistico, i soggetti sottoposti agli esercizi di allungamento muscolare globale hanno imparato a fare stretching in modo diverso prendendo coscienza di se stessi, eliminando le proprie tensioni muscolare ed emotive, i blocchi articolari e respiratori, ma soprattutto hanno imparato ad evitare i compensi che il corpo mette in atto per sfuggire alla tensione ogni volta si cerca di allungare dei muscoli.
Siccome i fattori che entrano in gioco sulla cura delle lombalgie sono molteplici e le statistiche evidenziano l’alta percentuale di popolazione che ne soffre almeno una volta nella propria vita, sottolineo l’importanza di approfondire le ricerche riguardo questa problematica che ci investe globalmente.
E’ mio parere necessario che da parte dei medici e degli rieducatori che si occupano di posturologia si affronti la patologia con una collaborazione multidisciplinare atta a indirizzare il malato al processo terapeutico di guarigione.
Concludo dicendo che la cinesiterapia, proposta con il Metodo Raggi® su un campione di soggetti affetti da lombalgia cronica, può essere risolutiva o può apportare un contributo alla cura se le cause del sintomo sono fibromialgie, rigidità muscolari e articolari, blocchi respiratori; ma se i fattori scatenanti l’algia o lo squilibrio posturale fossero altri, è opportuno l’integrazione di altre terapie riabilitative, che attraverso l’odontoiatria, la vestibologia, l’oculistica, la medicina psicosomatica, ecc., si occupano di postura.