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Modificazioni indotte negli archi funzionali del rachide dopo trattamento con A.M.G.D. (Allungamento Muscolare Globale Decompensato – Pancafit® Metodo Raggi®)
 
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dal Dott. Marzio Orti (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltàdi Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2005/2006

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 60 pagine.
 
1. Introduzione
Premesso che la ricerca per la rilevazione degli archi funzionali è stata svolta da un gruppo di professionisti (me compreso) che si occupa di rieducazione posturale, si è deciso di portare avanti questo studio con un gruppo di soggetti che ognuno di noi ha trattato con i propri metodi, utilizzando però gli stessi test di valutazione, in modo tale da essere rapportabili. Lo studio di ricerca da noi svolto nell’ambito della metodica posturologica non può che partire da una doverosa considerazione: non esiste oggi in letteratura un ampio ed accurato studio sugli archi funzionali e sulle relative azioni e/o modificazioni a livello della colonna vertebrale. Detto ciò e avendo ritenuto possibile un’analisi riguardo gli archi funzionali, andremo ad esaminare tutti i punti che rivestono un’estrema importanza in uno studio di ricerca; in questo caso parliamo di medicina funzionale.
2. Scopo
Scopo fondamentale è quello di visualizzare e dimostrare come a livello dei punti pivot (C5 – D9 – L5) gli archi della colonna vertebrale si armonizzano in relazione a determinati movimenti eseguiti con paziente in posizione sagittale o antero-posteriore ed in posizione latero-laterale. L’esecuzione di specifici Test (“Flessione anteriore” e “Gossip Test” destra e sinistra) ha determinato il punto di partenza dell’analisi del nostro lavoro la cui finalità è stata, appunto, la valutazione degli archi funzionali prima e dopo il trattamento mediante un protocollo di rieducazione motoria articolato in cinque sedute di Pancafit® Metodo Raggi®.
 
3. Materiali e Metodi
Criteri di inclusione:
Età compresa tra i 20 e i 65 anni, sia di sesso maschile che femminile, impegnati o non in lavori vari (impiegati, professionisti, casalinghe, disoccupati), la partecipazione è aperta a: tutti coloro che vogliono prendersi cura del proprio fisico utilizzando una tecnica innovativa, oppure a persone che soffrono o hanno sofferto di: astenia generale (senso di stanchezza), patologie muscolo-scheletriche (dolori articolari agli arti sup. o inf., mal di schiena, mialgie), problemi posturali (atteggiamento cifotico, ginocchio valgo, piede: cavo, piatto, varo, valgo), problematiche legate all’ATM (articolazione temporo-mandibolare).
Criteri di esclusione:
Età inferiore ai 20 anni o età superiore ai 65 anni, presenza di tumori o metastasi vertebrali, fratture vertebrali, osteoporosi grave, TBC ossea, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, asma bronchiale grave, malattie autoimmuni in fase attiva, malattie reumatiche in fase acuta, ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30° Cobb.
Sono stati coinvolti 16 soggetti, di cui 9 maschi e 7 femmine, di età compresa tra i 22 anni e i 64 anni. Questi soggetti svolgevano attività lavorative eterogenee tra di loro; qualche soggetto praticava attività sportiva altri invece avevano una vita pressoché sedentaria. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a valutazione posturale con relativi test iniziali, il tutto ripetuto al termine delle cinque sedute per tutti i 16 pazienti esaminati. I soggetti sono stati trattati sulla base di un protocollo articolato in cinque sedute, con la frequenza di una seduta settimanale. Ogni seduta ha avuto una durata di 45 minuti e ha previsto esercizi di allungamento in postura globale e decompensata personalizzati al soggetto sulla base della prima valutazione.

I materiali utilizzati per questa ricerca si distinguono in due gruppi:

1. Strumenti per il lavoro con Pancafit®:
  • Pancafit®, una panca formata da due semiassi con inclinazione regolabile da 0 a 180°;
  • cinghia usata per bloccare i piedi e mantenere la posizione corretta;
  • star-ball;
  • emisfere;
  • cuscinetti lombare e cervicale;
  • separadita
2. Strumenti per la valutazione posturale:
  • Pedana stabilometrica Chinesport;
  • Macchina fotografica digitale;
  • Web Cam;
  • Podoscopio Chinesport;
  • Utilizzo della scala di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva);
I test utilizzati durante la ricerca sono:“Gossip Test” e la “Flessione anteriore”
 
4. Risultati
Vengono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che evidenziano i risultati ottenuti tramite il lavoro svolto facendo riferimento ai dati relativi alla scala VAS, alle modificazioni dell’arco lombare e dorsale ( tramite “gossip test “ destro e sinistro) e ai dati ottenuti dalla valutazione tramite l’utilizzo della pedana stabilometrica.
orti11 Fig.1: Percentuale dei miglioramenti ottenuti dopo il lavoro in riferimento ai dati della scala VAS. Dal grafico possiamo notare come il 75% dei soggetti trattati sia migliorato, il restante 25% presenta una situazione invariata rispetto all’inizio; bisogna tenere presente che ci sono stati casi in cui il valore della VAS di partenza era 0.
orti21 Fig. 2: I quattro grafici mostrano i valori percentuali delle modificazioni ottenute a livello dei due archi funzionali presi in considerazione sia con “Gossip test destro” che con “Gossip test sinistro”. Possiamo notare che nel primo grafico corrispondente all’arco lombare in “gossip destro”, abbiamo avuto un miglioramento nel 69% dei soggetti esaminati (per miglioramento si intende un aumento dei gradi Coob calcolati sulle vertebre limitanti corrispondenti ai pivot). Sempre riguardo l’arco lombare ma visto in “gossip sinistro”, il miglioramento è stato del 50% dei soggetti. Per quel che riguarda l’arco dorsale, si è presentata una situazione simile di miglioramento pari al 43% dei soggetti sia in “gossip destro” che in “gossip sinistro”, ma a differenza dei primi due grafici in cui non abbiamo trovato nessuna situazione invariata, qui si è notato che il 13% dei soggetti aveva mantenuto la situazione di partenza.
orti31 Fig. 3: Rappresentazione in percentuale dei miglioramenti e peggioramenti avvenuti dopo il lavoro in riferimento all’esame stabilometrico in cui è stata valutata la lunghezza del gomitolo nelle seguenti sei situazioni: occhi aperti, occhi chiusi, denti serrati, svincolo occlusale, capo retroflesso e bocca aperta. Tenendo in considerazione maggiormente il grafico riguardante la situazione ad occhi aperti, possiamo notare che il 57% dei soggetti ha avuto un miglioramento del gomitolo dell’equilibrio, diminuendo la sua lunghezza; questo vuol dire miglior equilibrio con un dispendio energetico inferiore ed un benessere superiore.
5. Conclusioni
Analizzando i grafici che sono stati estrapolati dall’esame di tutte le tabelle previste dalla ricerca, si evince facilmente il valore dei risultati emersi. La scala VAS evidenzia un netto miglioramento dalla condizione di partenza. I grafici riguardanti lo studio degli archi funzionali mostrano un’alta percentuale di casi variati rispetto alla valutazione iniziale. Anche i valori con la pedana stabilometrica sono degni di nota.
Tutto questo dimostra che l’utilizzo di PANCAFIT®, strumento di aiuto per il posturologo, permette con facilità di ridurre o annullare i compensi che il corpo mette in atto quando si agisce per allungare le catene muscolari; durante il trattamento con PANCAFIT®, per effetto delle catene muscolari con un lavoro in globalità, i risultati danno informazioni importanti anche verso un riallineamento dello schema posturale ideale e sui cambiamenti del Sistema Tonico Posturale. Ciò che invece più mi premeva evidenziare è che intervenendo sulla causa degli squilibri posturali, attraverso il trattamento con il metodo dell’AMGD, sono riuscito a dimostrare un’armonizzazione degli archi funzionali, senza agire su di essi direttamente, proprio perché l’approccio posturale è ad approccio globale.