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Cicatrici patologiche e squilibri posturali. Due metodiche di trattamento a confronto

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
 

Tesi effettuata da Paola Chiappa, studentessa del corso di laurea in Fisioterapia c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Parma, A.A. 2007/2008

Questo è l’Abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 157 pagine.
 
1. Introduzione
L’argomento sviluppato nel presente scritto nasce da una mia passione personale per la Posturologia, materia che mi ha affascinato sin dai primi approcci ai Corsi universitari. I numerosi fattori che influiscono sulla postura, la complessità del sistema nervoso che ne governa la regolazione, il concetto di causalità e di globalità – secondo cui tutto il sistema è finemente interconnesso ma non sommativo. Questi sono i concetti che mi hanno incuriosito e che mi hanno spinto a cercare di approfondire tale argomento.
Ho così deciso di effettuare una ricerca scientifica sperimentale che potesse verificare eventuali correlazioni fra cicatrici patologiche e squilibri posturali.
Lo studio svolto si pone l’obiettivo di verificare se una cicatrice “patologica” possa essere la causa di uno squilibrio posturale.
 
2. Materiali e metodi
Si è stabilito di considerare “patologiche” quelle cicatrici che inducono al soggetto sensazioni fastidiose o dolorose alla palpazione e/o che presentano aderenze rilevabili tramite scollamento manuale. Sono stati selezionati 24 soggetti operati di appendicectomia e ritenuti idonei per lo studio. Successivamente tali soggetti sono stati suddivisi in due gruppi.
I pazienti appartenenti al primo gruppo, sono stati inserirti nel gruppo definito “di controllo” ed hanno affrontato due visite (a distanza di un mese l’una dall’altra), nelle quali sono stati raccolti dati anamnestici e dati derivanti da test e valutazioni posturali eseguite con apposite strumentazioni. Nel periodo di tempo trascorso non è stata eseguita nessuna manovra di manipolazione o scollamento.
Il secondo gruppo, definito “di studio”, è stato a sua volta ripartito in due sottogruppi.
  • “gruppo A”, sottoposto a trattamenti di scollamento delle aderenze cicatriziali su lettino terapeutico;
  • “gruppo B” trattato con le stesse manovre di scollamento manuale delle aderenze cicatriziali, ma in postura globale decompensata su – Pancafit®.
Tali pazienti, dopo la visita iniziale sono stati sottoposti ad un ciclo di sei trattamenti terminati i quali sono stati nuovamente sottoposti a controllo per rilevare le eventuali differenze di assetto posturale.
I componenti dei tre gruppi sono stati sottoposti ad una batteria di test composta da:
  1.  rilevazione stabilometrica e baropodometrica, effettuata con pedana stabilometrica;
  2.  test di flessibilità in bending anteriore;
  3.  test della marcia;
  4.  rilevazioni fotografiche posturali e al podoscopio
 
3. Risultati
I seguenti risultati sono emersi dal confronto dei dati relativi ai test strumentali, funzionali e fotografici, iniziali e finali.
Abbiamo esaminato il baricentro corporeo tenendo come riferimenti i valori relativi all’X medio e all’Y medio.

 

1. Dall’elaborazione dei valori ottenuti con i pazienti trattati su lettino terapeutico possiamo osservare che:
~ L’X medio è variato da un valore medio di 2,44 (alla visita iniziale) a -1,23 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 1,21mm;
~ L’Y medio è variato da un valore medio di 8,44 (alla visita iniziale) a 8,05 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 0,39mm.

 

2. Dall’elaborazione dei valori ottenuti con i pazienti trattati su Pancafit® possiamo osservare che:
~ L’X medio è variato da un valore medio di 3,5 (alla visita iniziale) a 0,3 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 3,2mm;
~ L’Y medio è variato da un valore medio di 7,33 (alla visita iniziale) a -1,91 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 5,42mm.

 

3. Dall’elaborazione dei valori ottenuti con i pazienti non trattati possiamo osservare che:
~ L’X medio è variato da un valore medio di 1,03 (alla visita iniziale) a 1,4 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo allontanamento dalla posizione ideale (0) di 0,37mm;
~ L’Y medio è variato da un valore medio di 2,97 (alla visita iniziale) a 3,17 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo allontanamento dalla posizione ideale (0) di 0,2mm.

 

Nei seguenti grafici (Grafico 1a e 1b) vengono riportate le variazioni delle medie del baricentro corporeo lungo gli assi X e Y, registrate in tutti i soggetti dello studio.
500x307x1121.jpg.pagespeed.ic.QkS8S9dd3d 500x307x1211.jpg.pagespeed.ic.y wYzgeZQp
Gli altri parametri osservati nelle misurazioni effettuate sulla pedana stabilometrica sono stati: area del gomitolo che indica la superficie di oscillazione della proiezione a terra del baricentro corporeo del soggetto, i cui valori ideali devono rientrare tra i 50-250 mm² e varianza di velocità che rappresenta il rapporto statistico tra le accelerazioni e decelerazioni necessarie per mantenere l’equilibrio in la posizione eretta.

Entrambi questi dati ci forniscono informazioni sulla variazione della stabilità posturale.

1. Nei pazienti trattati su lettino terapeutico possiamo rilevare che:
~ L’area è variata da un valore medio di 58,98 (alla visita iniziale) a 112,27 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 53,29mm/s²;
~ La varianza di velocità si è modificata da un valore medio di 115,80 (alla visita iniziale) a 266,90 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 151,1mm/s².

 

2. Nei pazienti trattati su Pancafit® possiamo rilevare che:
~ L’area è variata da un valore medio di 32,95 (alla visita iniziale) a 69,54 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 36,59mm/s²;
~ La varianza di velocità si è modificata da un valore medio di 95,45 (alla visita iniziale) a 66,78 (alla visita finale). Registrando quindi una complessiva diminuzione di 28,67mm/s².

 

3. Nei pazienti non trattati possiamo rilevare che:
~ L’area è variata da un valore medio di 41,65 (alla visita iniziale) a 40,97 (alla visita finale). Registrando quindi una complessiva diminuzione di 0,68mm/s²;
~ La varianza di velocità si è modificata da un valore medio di 88,68 (alla visita iniziale) 91,51 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 2,83mm/s².
500x307x1311.jpg.pagespeed.ic.U5HGFK41X5 500x307x141.jpg.pagespeed.ic.4b T0sXiM3
l trattamento effettuato su lettino terapeutico, pur migliorando la posizione media del baricentro lungo l’asse X, non consente di incrementare la stabilità posturale. Infatti, i valori medi dei parametri di “varianza di velocità” ed “area” aumentano anziché diminuire. L’area partiva da un valore nella media ed è passata ad uno discretamente superiore (valore medio dell’area alla visita iniziale: 58,98 mm2, valore medio dell’area alla visita finale: 112,27 mm2).
Si è invece rilevato che il trattamento in allungamento muscolare globale decompensato, oltre a contribuire al miglioramento della posizione del baricentro in entrambi gli assi (assi X e Y), consente l’incremento di stabilità posturale del soggetto. Infatti, il valore medio della “varianza di velocità” diminuisce e “l’area” aumenta, passando da un valore troppo basso (<50 mm², indice di ipertono) ad un valore fisiologico (valore medio dell’area alla visita iniziale: 32,95 mm2, valore medio dell’area alla visita finale: 69,54 mm2).
Analizzando i risultati ottenuti con il test della flessione (bending anteriore), si può affermare che il trattamento delle cicatrici “patologiche” può incrementare l’elasticità della catena posteriore (soprattutto se il trattamento avviene su Pancafit®) (graf.3).

Le variazioni registrate sono state:

  • Aumento della flessione media di 1,67cm nei pazienti trattati su lettino terapeutico;
  • Aumento della flessione media di 2,66cm nei pazienti trattati su Pancafit®;
  • Aumento della flessione media di 0,16cm nei pazienti non trattati.

500x307x151.jpg.pagespeed.ic.MzSdSiEi4HI risultati del test della marcia hanno sottolineato, tramite una diminuzione dell’angolo di rotazione, una ridotta asimmetria del tono posturale nei soggetti trattati.

Possiamo mettere a confronto i valori ottenuti nelle due visite (iniziale e finale), relativi all’avanzamento, allo spostamento laterale e alla rotazione.

 

1. Nei pazienti trattati su lettino terapeutico:~ L’avanzamento diminuisce di 11,66cm.
~ Lo spostamento laterale diminuisce di 12,5cm.
~ La rotazione diminuisce di 6,66°.
 
2. Nei pazienti trattati su Pancafit®:
~ L’avanzamento diminuisce di 13,33cm.
~ Lo spostamento laterale diminuisce di 5cm.
~ La rotazione diminuisce di 11,63°.
 
3. Nei pazienti non trattati:
~ L’avanzamento diminuisce di 3,75cm,.
~ Lo spostamento laterale diminuisce di 1,67cm.
~ La rotazione aumenta di 1,66°.

Per quanto riguarda l’osservazione dell’appoggio bipodalico su podoscopio non è possibile ottenere valori numerici e pertanto risulta difficile fare un confronto oggettivo delle variazioni registrate.

Abbiamo quindi rilevato che i risultati acquisiti tramite questa osservazione sono da considerarsi poco significativi ai fini dello scopo dello studio, poiché non sono evidenziabili modificazioni quantitativamente dimostrabili.
Infine abbiamo osservato i soggetti in un piano sagittale e in uno frontale. Confrontando le variazioni verificatesi fra la visita iniziale e quella finale, possiamo constatare alcuni cambiamenti, soprattutto nei soggetti trattati.
Dobbiamo però asserire che, anche in alcuni soggetti non trattati – in numero inferiore rispetto a quelli trattati – si sono registrate lievi modificazioni dell’atteggiamento posturale.
Pertanto, non ci sembra possibile considerare l’esito di tale valutazione altamente significativo al fine del raggiungimento dello scopo del nostro studio.
 
4. Conclusioni
Nonostante il ridotto numero dei soggetti osservati e l’esiguo numero di trattamenti effettuati, è stato comunque possibile dimostrare che le cicatrici “patologiche” possono influire sull’assetto posturale.
Dall’ elaborazione dei risultati è emerso che, nonostante non ci siano stati significativi cambiamenti nell’atteggiamento posturale e nell’appoggio sul podoscopio, i restanti test hanno evidenziato un’oggettiva variazione nei soggetti trattati rispetto a quelli appartenenti al “gruppo di controllo”.
Tutti i valori sono stati analizzati con il test statistico del “T di student” e sono risultati significativi con un errore inferiore al 5%.
Inoltre in tutti i soggetti trattati si è registrata una notevole diminuzione delle sensazioni fastidiose o dolorose manifestate alla palpazione della cicatrice oltre ad una notevole riduzione delle aderenze che in alcuni casi è completamente scomparsa.
L’elaborazione dei dati raccolti ci permette quindi di affermare che il trattamento ha portato a modificazioni dell’assetto posturale.
In particolar modo tali variazioni sono risultate positive effettuando il trattamento in postura di allungamento muscolare globale decompensato.
Ci auguriamo che tali conclusioni, pur se ottenute con un campione ristretto, possano servire da spunto per ulteriori studi che approfondiscano con più precisione il ruolo che le cicatrici “patologiche” possono avere sull’ assetto posturale complessivo della persona.