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Allungamento Muscolare Globale Decompensato e postura

UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA
 

Tesi effettuata dal Dott. Stefano Piloni (Formazione Metodo Raggi®), studente del Master post-lauream inPosturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2002/2003

Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 55 pagine.
 
1. Introduzione
La corretta ampiezza fisiologica di movimento, che ogni articolazione possiede, dipende dal buon rapporto articolare e dall’equilibrio delle tensioni muscolari che vi si applicano. Se si va ad agire su uno schema posturale sbilanciato con una tecnica globale, allo scopo di restituire elasticità, lunghezza e simmetria alle catene, questo si dovrebbe riequilibrare e con lui anche il rapporto articolare.
 
2. Scopo
Lo scopo di questa ricerca è verificare se lavorando con il “Metodo Raggi®” di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit® basato sul detensionamento muscolo-articolare globale, si hanno delle variazioni della postura in relazione ai parametri monitorati, ipotizzando sia una tendenza al riallineamento verso parametri ideali di postura, sia una diminuzione del dolore nei punti in cui era presente.
 
3. Materiale e Metodi
La ricerca è stata effettuata su 24 soggetti, suddivisi in tre gruppi composti di otto persone ciascuno, soggetti con un’età compresa tra 40 e 70 anni, senza distinzione di sesso, di livello sociale, con atteggiamenti posturali adattativi e scelti indipendentemente dalla presenza di algie, tranne fasi acute. Sono stati esclusi dalla ricerca, soggetti con ipertensione o flebopatie, malattie oncologiche, scoliosi ortopediche e chirurgiche (> di 25° COBB), gravi osteoporosi, vestibolopatie, demenza senile e turbe neurologiche.
Un gruppo è stato trattato con il “Metodo Raggi®” su Pancafit®, con un protocollo di lavoro settimanale, per un tempo di 45 minuti ad ogni seduta e per un periodo della durata di 6 settimane, mentre gli altri due gruppi sono stati di controllo.
Nei due gruppi di controllo restanti, uno ha svolto un lavoro di ginnastica dolce e stretching classico “metodo B. Anderson”, con frequenza bisettimanale, mentre l’altro non ha svolto nessun lavoro ginnico ne kinesiterapico specifico, continuando nella propria quotidianità.

La ricerca si è svolta in tre fasi:

  1.  un pre-test, cioè un esame posturale dove è stata valutata la statica in posizione eretta nei tre piani dello spazio, con un esame classico di base del sistema tonico posturale; la verticale di Barrè sul piano frontale; l’elasticità della catena posteriore, con il sidebending anteriore; le asimmetrie destra/sinistra del sistema extrapiramidale, con il test della marcia sul posto di Unterberger; ed il dolore attraverso la scala analogica visiva (VAS).
  2.  un protocollo di lavoro specifico in base ai gruppi;
  3.  un post-test, dove si è andati a verificare le variazioni, sulla base dello stesso esame posturale del pre-test.
 
4. Risultati
1) Nella figura è raffigurato il grafico della rotazione del capo con le variazioni % tra la somma dei valori del pre-test e la somma dei valori del post-test, che si distaccano dallo 0 fisiologico ideale, riscontrati nei soggetti nei tre gruppi. Abbiamo messo a confronto le variazioni avute nella capacità di rotazione a destra, a sinistra e medio nei tre gruppi. Il gruppo 1 ha ottenuto un riallineamento medio totale del 63% con un valore sensibilmente maggiore nell’aumento della rotazione destra (76%) rispetto alla sinistra (43%). Nel gruppo 2 i valori sono molto più appiattiti; l’aumento della rotazione del capo a destra è risultato del 32%, a sinistra del 28%, con un aumento % medio del 30%. Nel gruppo 3 i valori sono gli stessi per tutti e tre i parametri: 6% per la rotazione a destra a sinistra e media.
piloni11 Fig. 1 – confronto in % tra i 3 gruppi nel test di rotazione del capo.
piloni21 Fig. 2 – numero di pazienti, su un campione totale di 8 persone (colonna rossa), con rotazione del capo simmetrica a destra e a sinistra effettuata tra i gruppi.
Nella rotazione del capo, oltre all’aumento di mobilità, si è evidenziato un riequilibrio tra il valore della rotazione destra e quello della rotazione sinistra. Possiamo notare come nel gruppo 1, nel pre-test solo 2 persone su 8 avevano una rotazione simmetrica su ambo i lati, invece nel post-test sono salite a 6. Nel gruppo 2, il risultato è stato inferiore; da 2 sono passate a 4, mentre nel gruppo 3 da 1 a 2.
 
2) Mettendo a confronto in un unico grafico le variazioni % per la verticale di Barrè, si può notare con maggiore evidenza la significatività delle variazioni ottenute nel gruppo 1 rispetto ai restanti gruppi.
piloni31 Fig. 3 – variazione % nei tre gruppi eseguita a inizio e fine trattamento per la verticale di Barrè.
3) Nella valutazione del sidebending abbiamo messo a confronto le variazioni % di flessibilità destra, sinistra e la media tra le due, nei tre gruppi. Nel gruppo 1 si è rilevato un aumento dell’emilato destro del 75%, dell’emilato sinistro del 77% con una media del 76%. Nel gruppo 2 i valori rilevati tra l’emilato destro e sinistro sono nettamente discordanti con un 70% nel destro e uno 0% nel sinistro, con una % media del 44%. Nel gruppo 3 si è evidenziata una variazione pressoché insignificante, con un 1% a destra, un 4% a sinistra ed una media del 3%.
Anche in questo caso, oltre all’incremento di flessibilità, si è notato un ritorno alla simmetria nel gruppo 1, cosa non verificatasi nei restanti due gruppi. Possiamo notare che nel gruppo 1, nel pre-test erano 4 persone su 8 che avevano una flessibilità simmetrica su ambo i lati, invece nel post-test tutti i soggetti hanno raggiunto questo obiettivo. Nel gruppo 2 e nel gruppo 3 non ci sono state variazioni: nel gruppo 2 nel pre-test e nel post-test il numero dei soggetti è rimasto invariato a 5, nel gruppo 3 a 3 soggetti.
piloni41 piloni51
Fig. 4 – variazione % nei tre gruppi eseguita a inizio e fine trattamento per il Sidebending. Fig. 5 – numero di pazienti, su un campione totale di 8 persone (colonna blu), con flessibilità simmetrica a dx e sx, effettuata su tre gruppi.
4) Nel test di Unterberger i valori ottenuti risultano piuttosto contrastanti e non propriamente in linea con i precedenti valori ricavati.
Probabilmente ciò è dovuto alle diverse variabili interne (quali l’apparato dentale, l’apparato vestibolare, l’aspetto emotivo…) ed esterne non sempre controllabili come si vorrebbe. E’ raffigurato il grafico con le variazioni % tra la somma dei valori del pre-test e la somma dei valori del post-test, che si distaccano dallo 0 fisiologico ideale, riscontrati nei soggetti nei tre gruppi. Nel gruppo 1 c’è stata una riduzione della rotazione, con una variazione dell’8% e una riduzione degli spostamenti antero/posteriori, con una variazione del 17%, ma un notevole peggioramento negli spostamenti laterali con -103%. Il gruppo 2 ha avuto una variazione del 9% sulle rotazioni, un -38% negli spostamenti laterali e un -12% negli spostamenti antero/posteriori. Nel gruppo 3 si è riscontrato un consistente -71% nelle rotazioni, un -15% negli spostamenti laterali e un 13% negli spostamenti antero/posteriori.
piloni61 Fig. 6 – variazione % nei tre gruppi eseguita a inizio e fine trattamento nel Test di Unterberger.
5) Come ultimo parametro valutato abbiamo le variazioni del dolore riscontrato dai soggetti dei 3 gruppi. Nel primo gruppo, 7 soggetti su 8 lamentano una o più sintomatologie dolorose valutate attraverso una scala VAS nel pre-test, verificate poi nel post-test e valutate le eventuali variazioni con una %. La somma di queste % ha portato alla definizione del valore medio globale del gruppo (media %). Il sig. Luigi R. lamentava un dolore lombare pari a 60 nel pre-test ridottosi a 15 nel post-test ed un dolore all’anca sinistra pari a 70 e rimasto invariato. Mariella S. presentava un dolore dorsale di 40 e diminuito a 15 e un dolore lombare di 40 rimasto tale. Liliana L. manifestava un dolore dalla cervicale alla spalla di intensità 60, ridottosi ad un valore di 30 e un dolore al polso destro valutato 100 che si presentava con una media di ±5 volte al giorno per una durata di qualche minuto, diminuito come intensità a 70 e come frequenza a ±2 volte al giorno. Elvia V. lamentava una opprimente tensione cervicale costante nella giornata valutata con una intensità di 75, risoltasi a 0. Alma S. presentava un dolore lombare mattutino pari a 45 e diminuito a 15. Cesarina S. lamentava un dolore lombare costante pari a 60 ridottosi a 30, un dolore all’anca destra che si evidenziava con lo stare seduta e in alcuni movimenti, diminuito a 20 ed un dolore cervicale mattutino che da 50 è passato a 0. Mettendo a confronto in un unico grafico le variazioni % si può notare con maggiore evidenza la significatività delle variazioni ottenute nel gruppo 1 rispetto al secondo e ancora di più rispetto al terzo.
piloni71 Fig. 7 – confronto delle variazioni in % nei tre gruppi eseguita a inizio e fine trattamento secondo la scala VAS.
 
5. Conclusioni
I risultati di questa ricerca dimostrano come Pancafit® ed il Metodo Raggi® abbiano apportato delle variazioni significative alla postura, con una tendenza al riallineamento verso parametri fisiologici ideali. I risultati migliori si sono avuti nella riduzione delle deviazioni nei parametri monitorati nell’esame di base del sistema tonico posturale (gr. 1: 70%, gr. 2: 12%, gr. 3: -3%) (vedi fig. 4), nella verticale di Barrè sul piano frontale valutata come indice di riallineamento (gr. 1: 77%, gr. 2: 10%, gr. 3: 4%).
Anche nella valutazione della rotazione del capo si è avuta una differenza % significativa con un aumento medio della mobilità del 63% nel primo gruppo, del 30% nel secondo gruppo e un 6% nel terzo (vedi fig. 8). In questo caso si è avuto anche un significativo ritorno alla simmetricità con un incremento di 4 soggetti dal pre-test al post-test per il gruppo 1, mentre sono stati 2 nel gruppo 2 ed 1 nel gruppo3.
Significativo è stato anche l’aumento di flessibilità riscontrato nel test del sidebending anteriore che ha evidenziato un incremento medio del 76% per il gruppo 1, del 44% per il gruppo 2 e del 3% per il gruppo 3. Ancora più importante, in questo parametro, è stato il ritorno alla simmetricità nella totalità dei soggetti che da 4 del pre-test sono passati ad 8 nel post-test. Nel gruppo 2 e nel gruppo 3, non ci sono stati soggetti che nel post-test hanno ritrovato la simmetria. L’unico parametro che discorda dai precedenti valori monitorati è il test di Unterberger, dove i valori ottenuti risultano piuttosto contrastanti e non propriamente in linea con i precedenti. Probabilmente ciò è dovuto alla sensibilità di questo test e alla molteplicità delle variabili che concorrono nel condizionare il risultato finale. Queste possono essere sia intrinseche al soggetto stesso, quali l’apparato dentale, l’apparato vestibolare, l’aspetto emotivo ed altre, sia estrinseche, ossia date dall’ambiente, che, per quanto si voglia, non possono essere controllabili. Per questi motivi non si è riscontrato un certo filo logico nei risultati ottenuti.
L’ultimo parametro valutato, ma non per ordine di importanza, è stato il dolore. È doveroso annotare la disparità delle casistiche monitorate nei tre gruppi, ma è stata una scelta motivata dalla mia ricerca personale di voler valutare l’efficacia di questo metodo. Per questo motivo è da chiarire che le percentuali dei gruppi 2 e 3 potrebbero non essere del tutto attendibili, vista la limitata presenza dei soggetti con sintomatologie algiche. Ad ogni modo, questo non vale per il primo gruppo dove 7 soggetti su 8 presentavano una o più sintomatologie dolorose. In questo caso non è confutabile la percentuale di miglioramento ottenuta del 60%. Considerando che, in questo metodo (derivato da Mézières), l’osservazione e l’esperienza sono fattori estremamente condizionanti sul risultato finale, posso affermare con tranquillità che in alcuni casi, quali Luigi R. e Mariella S. in particolare, ed altri, con una maggiore pratica del posturologo forse si potevano raggiungere migliori risultati. In conclusione, possiamo affermare la buona efficacia di Pancafit® e del Metodo Raggi®, che ha evidenziato valori di riallineamento e di ripristino della simmetricità tra il 70 e il 100%, senza, però, sottovalutare l’azione positiva riscontrata nel secondo gruppo dove si è praticato un lavoro di ginnastica dolce e stretching. Sono risultate pressoché insignificanti le variazioni riscontrate nel gruppo 3 di controllo puro.
Si è rilevato, dopo le 8 sedute di trattamento, nel gruppo campione con Allungamento Muscolare Globale Decompensato su Pancafit® Metodo Raggi® un riequilibrio tra lato dx e sx (acquisto 1,35cm) raggiungendo una differenza quasi inesistente di 0,5 cm. Il riequilibrio nel gruppo di controllo con allungamento muscolare analitico di Bob Anderson è inesistente in quanto è rimasta una differenza invariata.