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Piede

 

 

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Informazioni in merito a sintomi, cause, rimedi, effetti relativi alla patologia

 
Testimonianze dell’intervento posturologico per ricercare la causa, e individuare esercizi per ridurre o annullare il dolore
 
Tecniche di riequilibrio posturale Metodo Raggi® con Pancafit®
 
Il rimedio automatico del corpo di fronte ad un dolore di qualsiasi genere e natura, è tutelarsi attraverso l’alterazione momentanea della postura. Qualora il dolore non venga risolto ricercando ed eliminando la vera causa, la postura utilizzata dal corpo per sfuggire al dolore tenderà a strutturarsi in modo irreversibile, diventando la norma. Ma ogni postura antalgica adottata non consentirà più normali funzioni del corpo; tali alterazioni posturali innescheranno a loro volta nuove patologie in altre aree del corpo.
Solo e soltanto attraverso un approccio globale ed esercizi posturali senza compensi – “decompensati”- il corpo sarà in grado di far emergere l’antica causa del dolore mantenuta nascosta nel tempo, a volte persino dimenticata (incidente, trauma, cicatrici, malocclusioni, problemi organici, conflitti emozionali, ecc…)
 
La moderna posturologia clinica è in grado di rintracciare la causa che ha scatenato la patologia attraverso test ed esami posturali statici e dinamici, test strumentali, anamnesi articolate etc. L’individuazione della causa permette un trattamento adeguato, specifico e dunque risolutivo della patologia.

Informazioni sulla patologia: sintomi, possibili cause, termini connessi, articoli
 
PIEDE: Da sempre i piedi hanno rivestito un’enorme importanza consentendoci il movimento e l’equilibrio in postura eretta, questo grazie agli innumerevoli recettori nervosi situati nella pianta del piede.
Dunque l’approccio posturologico alle problematiche e alle patologie dei piedi risulta fondamentale e vincente per ottenere una postura bilanciata, corretta e funzionale.
Il piede riveste dunque un ruolo fondamentale non solo per l’aspetto recettoriale (recettori nervosi) e per quello meccanico-articolare del movimento, ma anche perché rappresenta la mappa riflessa dei vari organi del corpo (riflessologia plantare).
È fondamentale che il piede abbia un corretto appoggio al suolo per consentire di mantenere una corretta postura, di non trasmettere informazioni meccaniche scorrette, funzionare come un buon ammortizzatore grazie alle sue tre volte plantari e per “massaggiare energeticamente” i vari organi grazie al suo movimento flessuoso ed armonioso al suolo (ovviamente quando non è ostacolato da calzature scorrette, strette, con tacchi, con supporti alle volte plantari, etc.).
Poichè lo stile della nostra società, la cultura e la moda ci costringono spesso dentro calzature non consone alla struttura e alla fisiologia del piede, diverse sono le problematiche, i sintomi, i dolori e le patologie che per questo si sviluppano: caduta delle teste metatarsali, alluce valgo, neuroma di Morton, piede piatto, piede cavo, piede equino, piede torto, tibia vara, tendinite achillea (infiammazione del tendine di achille), spina calcaneare ecc..
La spina calcaneare è una formazione esostosica, ovvero un callo osseo che si forma sotto al calcagno, e che causa dolore e difficoltà nella deambulazione. L’alterazione posturale che è maggiormente responsabile della spina calcaneare si riscontra all’altezza del bacino.
Particolare attenzione va riservata alle dita dei piedi, le quali sono espressione della salute e della condizione dell’intero sistema posturale perché il loro atteggiamento e la loro postura è subordinata all’equilibrio posturale della colonna vertebrale e dell’intero corpo.
Tra le problematiche delle dita dei piedi frequenti sono le dita “a martelletto” o a “griffe” e la caduta delle teste metatarsali, sinonimo di un corpo sbilanciato in avanti, dunque di una postura alterata.
Nel 70% dei casi la causa di queste alterazioni posturali risulta essere un trauma coccigeo, la cui lussazione modifica la caduta del baricentro a terra provocando un sbilanciamento in avanti.
 
PIEDE PIATTO
 
Una problematica molto frequente a carico del piede è il piede piatto.
Alla nascita tutti i bambini hanno i piedi piatti, poiché il calcagno (retro-piede) è normalmente strutturato in valgismo. Entro i 7-10 anni di età, la modificazione spontanea del retro-piede darà origine ad una “cavizzazione” del piede, con i tre archi plantari ben delineati. In alcuni casi accade che il piede piatto si conservi anche da adulti; in tal caso visivamente, in stazione eretta, si può osservare l’abbassamento verso l’interno dell’arco plantare mediale.
Quando il piede piatto appare molto marcato, anche l’articolazione del ginocchio si adatta a questa condizione, strutturandosi in valgismo (volgarmente ginocchia a “x”).
E’ comunque necessario distinguere due tipi di piede piatto: un piede piatto strutturato, un piede piatto adattativo.
Il piede piatto strutturato (non passibile di alcuna modificazione) risulta percentualmente poco diffuso. Al contrario il piede piatto adattativo è molto diffuso, infatti è quasi sempre il piede a fare le “spese” per un problema posturale di origine discendente, piuttosto che essere lui stesso la causa di patologie posturali di carattere ascendente.
Qualora il piede piatto risulti di tipo adattativo, ovvero legato a fenomeni delle catene muscolari che impongono il loro effetto proveniente dall’alto del corpo (effetto discendente), quasi sempre può venir corretto con sedute ed esercizi posturali appropriati.
A livello funzionale il piede piatto è meno prestante rispetto al piede cavo, poiché riesce ad ammortizzare meno il peso del corpo e gli impatti del piede con il suolo.
 
Sintomi del piede piatto: normalmente non è accompagnato da particolari sintomi o dolori. È possibile comunque che si manifestino dolori a causa di una non corretta distribuzione del peso a livello plantare.
 
Possibili cause del piede piatto: nel caso di un piede piatto strutturato, l’origine è congenita, mentre nel caso di un piede piatto adattativo la causa risiede in problemi posturali che provengono dall’alto: patologie degli occhi, dei denti, della colonna vertebrale, del bacino, delle anche, delle ginocchia, (ad esempio intrarotazione degli arti inferiori) etc… I piedi, essendo intermediari tra il suolo e le strutture superiori del corpo, possono infatti “compensare” e cioè trovare soluzioni adattative alle problematiche posturali. Tali soluzioni comporteranno tutta una serie di problematiche e patologie a carico del piede.
Altri fattori che possono determinare il piede piatto sono: traumi, interventi chirurgici, cicatrici, patologie neurologiche della colonna vertebrale (spina bifida), prolungati periodi di inattività degli arti inferiori e raramente, per i soggetti adulti, l’obesità.
Possibili effetti del piede piatto: La difficoltà di deambulazione può portare a compensazione da parte del ginocchio, dell’anca, della zona lombare e persino delle spalle, nel tentativo di alleggerire un piede incapace di ammortizzare
 
Termini connessi alla patologia: piede piatto, piede pronato, piede cavo, pronazione del piede, retro-piede valgo, valgismo del retro-piede, piede in eversione, piedi a “papera”, recettori, riflessologia plantare, dolori piede, dolori piedi, cadute delle teste metatarsali, alluce valgo, neuroma di Morton, , piede equino, piede torto, tibia vara, tendinite achillea, tendine di achille, spina calcaneare, formazione esostosica, deambulazione, bacino, colonna vertebrale, infiammazione, le dita “a martelletto”, la caduta delle teste metatarsali, trauma coccigeo, calcagno, valgismo, cavizzazione, dell’arco plantare mediale, piede piatto strutturato, piede piatto adattativo, patologie degli occhi, patologie dei denti, anche, ginocchia, intrarotazione degli arti inferiori, traumi, interventi chirurgici, cicatrici, patologie neurologiche della colonna vertebrale, spina bifida, obesità, infiammazione, colonna vertebrale, posturologia, postura, muscoli, esercizi, rimedi, cura, patologia, dolore, operazione chirurgica, intervento
 
PIEDE CAVO
 
Un’altra problematica a carico del piede è il piede cavo.
Si tratta di una deformazione del piede caratterizzata dall’accentuazione dell’arco plantare interno (l’opposto del piede piatto). Maggiore è l’accentuazione dell’arco plantare interno, maggiore è la gravità della patologia. Il caso più estremo è rappresentato dal piede equino.
È possibile distinguere 3 tipi di piede cavo: un piede cavo congenito, un piede cavo acquisito, e un piede cavo essenziale.
Il piede cavo congenito, presente già dalla nascita, è la forma più rara delle tre.
Il piede cavo acquisito è il più frequente, e viene normalmente distinto in quattro differenti forme: quella neurogena è causata da lesioni del sistema nervoso, quella miopatica è causata da patologie a carico dei muscoli scheletrici, quella post-traumatica è causata da esiti di fratture osteo-articolari o di lesioni tendino-legamentose, ed infine quella degenerativa causata da artrite reumatoide, artrosi o gotta, che è secondaria a patologie delle parti molli (fibromatosi plantare).
Le patologie del piede sopra menzionate possono causare squilibri muscolari, instabilità del piede ed altre problematiche, che possono portare, in ultima analisi, al cavismo del piede.
Fanno parte del piede cavo essenziale tutte quelle forme che non hanno un’eziologia ben chiara.
 
Sintomi del piede cavo: il piede cavo può causare fastidi e dolori soprattutto quando il grado di cavismo è molto accentuato, sino al caso del piede equino dove la deambulazione risulta abbastanza compromessa.
Possibili cause del piede cavo: le cause possono essere: di tipo adattativo generate da problemi posturali discendenti (provenienti da occhi, denti, colonna vertebrale, bacino, anche, ginocchia, intrarotazione degli arti inferiori, ecc…) oppure traumi, incidenti, interventi chirurgici, cicatrici, oppure patologie neurologiche o tendino-muscolo-legamentose, e, sebbene in casi più rari, la causa può essere di carattere congenito.
 
Possibili effetti del piede cavo: allo stesso modo del piede piatto, si possono manifestare difficoltà di ammortizzare il carico del passo, e per tale ragione i sovraccarichi vengono rimbalzati a: tallone (talloniti), teste metatarsali (caduta delle teste metatarsali) neuroma di Morton, tendini (tendinite all’achilleo), ripercussioni sino al ginocchio, all’anca e alla zona lombare della colonna vertebrale, con conseguenti microtraumi che nel tempo potranno trasdursi in patologie croniche.
 
Termini connessi alla patologia: piede cavo, piede in inversione, piede supinato, piede equino, varismo del retro-piede, piede piatto, piede pronato, pronazione del piede, retro-piede valgo, valgismo del retro-piede, piede in eversione, piedi a “papera”, recettori, riflessologia plantare, dolori piede, dolori piedi, cadute delle teste metatarsali, alluce valgo, neuroma di Morton, piede piatto, piede cavo, piede equino, piede torto, tibia vara, tendinite achillea (infiammazione del tendine di achille), spina calcaneare, formazione esostosica, deambulazione, infiammazione, bacino, colonna vertebrale, dita “a martelletto” , la caduta delle teste metatarsali, trauma coccigeo, calcagno, piede cavo, accentuazione dell’arco plantare interno, piede equino, piede cavo congenito, piede cavo acquisito, e piede cavo essenziale, forma neurogena, forma miopatica, forma post-traumatica, forma degenerativa, artrite reumatoide, artrosi, gotta, fibromatosi plantare, cavismo, occhi, denti, colonna vertebrale, bacino, anche, ginocchia, intrarotazione degli arti inferiori, traumi, incidenti, interventi chirurgici, cicatrici, patologie neurologiche, patologie tendino-muscolo-legamentose, piede cavo congenito, tallone, talloniti, caduta delle teste metatarsali, neuroma di Morton, tendini, tendinite all’achilleo, zona lombare, patologie croniche, infiammazione, colonna vertebrale, posturologia, postura, muscoli, esercizi, rimedi, cura, patologia, dolore, operazione chirurgica, intervento
 
Testimonianze di pazienti che sono migliorati grazie al riequilibrio posturale
 
PREMESSA IMPORTANTE: i casi sotto riportati sono il risultato di un lavoro di equipe da parte dei nostri posturologi, chinesiologi, chinesiterapisti, massofisioterapisti, docenti Pancafit®, Metodo Raggi®.
I pazienti sono stati tutti trattati con il Metodo Raggi®, metodica che si avvale dell’attrezzo Pancafit® per rendere il lavoro più facile, veloce e con risultati statisticamente più elevati.
 
N.B. Tra i molti casi da noi trattati sono stati scelti solo questi, in quanto descrivibili in modo semplice e scorrevole, senza il ricorso ad una terminologia prettamente scientifica, poco apprezzata da un pubblico non specializzato nel settore riabilitativo.

I nostri terapisti sono a disposizione per chi desiderasse ulteriori informazioni.

Cliccare sul titolo per leggere il caso completo
 
Il caso di Laura
In aprile una paziente di 11 anni e mezzo si presenta nei nostri studi per un grave e preoccupante problema; da circa un mese è costretta a camminare con le stampelle per un fortissimo dolore al piede destro. Il dolore è così forte da indurla a tenere il piede ad almeno trenta centimetri da terra, per paura che questi possa toccare terra; inoltre è così insidioso e forte da farla piangere e da non permetterle più di dormire di notte.
L’RX non evidenzia nulla, le cure e le terapie farmacologiche risultano decisamente inutili, senza alcun effetto. Laura esclude categoricamente ogni possibile forma di trauma al piede…
 
La signora Cinzia è una neo-pensionata di 56 anni che soffre di forti dolori ai piedi da ormai 15 anni. Ma negli ultimi 2 anni questi dolori non le permettono più indossare le scarpe, se non per brevi periodi; in casa riesce a camminare solo con un paio di ciabatte alle quali ha applicato delle suolette prescritte da un ortopedico. A Cinzia piace molto andare a ballare insieme a suo marito, ma è costretta a rinunciare perchè dopo un solo ballo per i forti dolori ai piedi è costretta a restare seduta a guardare. Accertamenti clinici hanno diagnosticato una metatarsalgia e l’applicazione delle suolette è stata l’unica soluzione propostale…
 
Chi: Paziente di 12 anni – sesso femminile – atleta pallavolista
Sintomi: Forti dolori e gonfiore al ginocchio destro
Causa scatenante: Molteplici distorsioni alla caviglia destra
Sedute posturali eseguite: N° 1 ed esercizi svolti a casa per circa un mese
Risultato: Subito diminuito del 50% il dolore al ginocchio, miglioramento dell’equilibrio e del movimento in accosciata. Dopo un mese ginocchio non più gonfio e ripresa degli allenamenti senza problemi
 
“Adesso posso camminare senza solette!”
Il Signor Cesare, 46 anni, consulente ed ex giocatore di rugby, lamentava un dolore alla zona lombare, che lo perseguitava da circa un anno, ed un dolore così fastidioso ai piedi da essere costretto ad utilizzare i plantari…
E dopo aver indossato i plantari, il dolore alla schiena si era un po’ attenuato, mentre il dolore ai piedi era rimasto invariato ed inoltre era comparso un fastidio alla spalla sinistra.
Naturalmente nel corso della sua attività agonistica il Signor Cesare incorse in parecchi infortuni, i più gravi dei quali furono una distorsione forte al ginocchio destro e poi una al ginocchio sinistro…
 
“Un bimbo dai polpacci d’acciaio”
Nel settembre 2002 arriva in studio un bambino di 10 anni, Giulio, il quale secondo i vari referti medici presentava un piede cavo varo che, camminando, portava avanti in completa intrarotazione. La soluzione prospettata era di lasciarlo così fino allo sviluppo e poi intervenire tagliando un tendine, in quanto ritenuto troppo corto.
Ma ecco che cosa si scopre visitandolo: un diaframma teso, una scoliosi, l’altro piede cavo e valgo, un forte recurvatum che si accentuava ulteriormente in flessione, e una postura che “cadeva” all’indietro con le spalle, al punto che Giulio sembrava spezzato in due all’altezza della zona sacrale e per bilanciarsi incrociava le braccia dietro la schiena…
La sfida era enorme, ma se il suo corpo avesse cominciato a lavorare, sarebbero arrivati risultati speciali!…
 
Chi: Paziente di 60 anni – sesso maschile – architetto
Sintomi: Da 3 anni dorme un”ora a notte per i tremori continui alle gambe
Dolori lombari e tensioni al collo, con senso di rigidità generale
Causa scatenante: Cicatrice per operazione al rene
Sedute posturali eseguite: N° 1
Risultato: Gambe libere da tremori e leggere. Maggiore scioltezza e rilassatezza generale, sonno recuperato per l”intera notte
 
Chi: Paziente di 16 anni – sesso femminile – studentessa
Sintomi: Forti dolori alle ginocchia dopo un’intensa attività sportiva e prima di cambiamenti meteorologici
Causa scatenante: Valgismo delle ginocchia
Sedute posturali eseguite: N° 9
Risultato: Scomparsi i dolori alle ginocchia. La paziente riprende l’attività fisica a scuola e non usa più i plantari
 
La paziente Caterina, 35 anni, di professione impiegata, si è presentata presso il nostro studio lamentando un problema all’anca destra irradiato al fianco ed al gluteo, con un risentimento alla muscolatura interna della coscia, che si manifestava dopo uno sforzo (camminata intensa, lezione di aerobica in palestra, etc)…
 
Marco, un ragazzo di 11 anni, ha un problema di piede piatto. I genitori ci mostrano le radiografie ed il referto dell’ortopedico, in base ai quali lo specialista ritiene necessario un intervento chirurgico urgente.
Visionati tutti i referti ed illustrato il nostro sistema di approccio, stabiliamo con i genitori di iniziare un lavoro posturale per vedere se è possibile evitare l’intervento…
 
La Signora Marisa, 48 anni, si presenta presso il nostro studio per un problema posturale, ma ciò che in primo luogo si evidenzia è un problema della pelle; gran parte della pelle è coperta da una dermatite atipica, che la tortura da anni con eruzioni su circa metà della superficie corporea. Per combatterla ha provato molte cure, alcune anche a base di cortisone, ma i risultati si sono rivelati insoddisfacenti. Il problema che l’ha spinta da noi è una lombalgia, dolore ai piedi; lamenta anche un generale stato di ansia ed agitazione che permangono anche di notte, provocando insonnia…
 
Il Signor Alfredo, dirigente aziendale di 55 anni, si presentò in studio esasperato dai forti dolori ai piedi che si scatenavano quando camminava, tanto che, in caso di terreno sconnesso o ciottolati, era addirittura costretto a zoppicare. La causa era legata alla caduta delle teste metatarsali, che da anni lo affliggeva e gli impediva di effettuare anche le più semplici passeggiate.
Inoltre soffriva di forti rigidità a tutta la schiena e alle gambe, tanto da far fatica a mettersi i calzini…
 
Chi: Paziente di 36 anni – sesso maschile – lavoro d”ufficio
Sintomi: Fitta fortissima sotto il tallone dx, da non poter appoggiare il piede Fastidio al ginocchio destro
Causa scatenante: 2 cicatrici: una al ginocchio dx e l”altra, più antica, alla caviglia dx
Sedute posturali eseguite: N° 5
Risultato: Disagio al tallone completamente sparito ed il ginocchio recupera la sensibilità e la libertà articolare che aveva perse
 
Si presenta in studio il Signor Alessandro, 36 anni, per un’infiammazione al tendine di Achille che lo perseguita ormai da alcuni mesi, impedendogli di praticare quello che non solo è il suo hobby preferito, ma anche, come lui la definisce, una delle sue “ragioni di vita”: correre.
Tutto è iniziato un paio di anni fa con un mal di schiena all’inizio non allarmante, ma poi, lentamente, sempre più presente ed invalidante, al punto da impedirgli di andare a correre… Questo stesso mal di schiena, associato all’infiammazione del tendine, quattro anni fa, l’ aveva portato ad un intervento di ernia del disco…
Adesso tutti questi dolori lo deprimono perchè non può correre alla Stramilano e vede anche compromessa la sua partecipazione alla maratona di New York, che rappresenta il suo desiderio più profondo, la motivazione che lo spinge ad allenarsi con gioia e costanza ogni giorno…
 
Tutta colpa del ginocchio recurvatum
Arriva in studio la Signorina Maria, 28 anni di professione impiegata, spinta dal forte dolore alle anche e alle ginocchia che da circa un anno la affligge e le crea difficoltà a rialzarsi dopo essere rimasta a lungo seduta. A questo si aggiunge il male ai piedi, che si è presentato la prima volta all’età di 12 anni, associato, nonostante la giovinezza, anche al gonfiore…
 
Alessio, un ragazzo di 17 anni, presentava una fastidiosa sublussazione spontanea di entrambe le spalle e dolori alla zona lombare, soprattutto dopo gli allenamenti di calcio. Questo problema non solo non gli permetteva di muoversi liberamente, ma lo limitava anche nel suo impegno sportivo, dal momento che era un appassionato di calcio. E non solo! Poiché viveva al mare, anche la maggior parte dei suoi divertimenti (giocare a beach-volley, nuotare, etc.) risultavano in parte compromessi dal fastidio alla spalla…
 
"L’importanza di uno stress emotivo"
Chi: Paziente di 49 anni – sesso femminile – impiegata
Sintomi: Forte dolore alla zona lombare e al piede sx (busto + plantare)
Causa scatenante: Incidente stradale con asportazione della milza; lutto familiare con conseguente depressione
Sedute posturali eseguite: N° 15
Risultato: Spariti dolore lombare e al piede (eliminato busto e plantare), dimagrimento, ricomparsa del ciclo mestruale, rinnovata voglia di vivere e di lavorare
 
“Ne ho viste tante, che il mio corpo ormai non ce la faceva più ad andare avanti”
Chi: Paziente di 77 anni – sesso femminile - commessa in pensione
Sintomi: Dolori zona lombare, tratto cervicale e ginocchia. Crampi agli arti inferiori
Causa scatenante: Piedi doloranti e rigidi per forti distorsioni alle caviglie; caduta dalle scale
Sedute posturali eseguite: N° 8
Risultato: Scomparsi i dolori al collo, alla schiena, alle ginocchia ed ai piedi, così come i crampi.